Stop football. No football without fans. Firmano anche TF90 e Curva Sud

“Non si giochi senza il cuore pulsante di questo sport popolare: i tifosi”. Centinaia di gruppi ultras di tutta Europa chiedono di ripartire solo quando il pubblico potrà tornare negli stadi
13.05.2020 11:17 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Stop football. No football without fans. Firmano anche TF90 e Curva Sud

Centinaia di gruppi ultras di tutta Europa chiedono lo stop assoluto del calcio, finché gli stadi non potranno essere riaperti al pubblico. Il documento “Stop football. No football without fans” è firmato da tifoserie organizzate, tra le altre, di Spagna, Francia, Romania, Germania e Italia. A Messina prendono posizione i Testi Fracidi e la Curva Sud, mentre in provincia troviamo la Gioventù vecchie maniere di Milazzo, la Gradinata di Barcellona e i Kaos 96 di Sant’Agata Militello.

Il documento integrale:

L’Europa è nella morsa del Coronavirus. I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare a uno stop assoluto del calcio europeo.

Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo e unico obiettivo: RIPARTIRE. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare”: I TIFOSI.

Ci è più lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà a essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva.

Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo e unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo.

Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport; dove le pay-tv tengono sotto scacco le società, alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business e interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà a un solo e unico fine: LA MORTE DEL CALCIO STESSO.

Teniamo a sottolineare che se gli ultras avessero una minima intenzione di lucrare su quella che è la propria passione, come abbiamo potuto leggere dai media in questi giorni, spingeremmo per una ripartenza dei campionati anziché lottare affinché questo non avvenga, andando contro tutto il sistema calcio e a chi lavora per esso, scrivendo assurdità di ogni tipo.

Tutto questo deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere per riportare il calcio ai suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per far in modo che questo torni a essere UNO SPORT POPOLARE.