Un mese e due giorni di lavoro e finalmente arriva il campo, quello vero. Alfio Torrisi presenta il primo impegno ufficiale del Messina 2026-27, il derby di Coppa Italia contro la Messana Riviera, con più curiosità che preoccupazione. Per l’allenatore giallorosso sarà il primo riscontro sul lavoro svolto durante la preparazione e, soprattutto, sull’identità che vuole costruire.

“Più che un esame sono abbastanza curioso di vedere a che punto è il nostro progetto tattico e come la squadra abbia assimilato i nostri principi di gioco. Una gara ufficiale è totalmente diversa sotto il profilo del giudizio. Per noi sarà una partita importantissima, come lo saranno tutte, per l’obiettivo che dobbiamo raggiungere e per la responsabilità della maglia che abbiamo addosso”.

“LA TATTICA EMOTIVA: DOBBIAMO ESSERE FEROCI”

Il primo concetto di Torrisi non riguarda moduli o schemi, ma l’atteggiamento. Quella che con i giocatori definisce “tattica emotiva”.

“È quella che non si trova sui libri e che nessuno ci insegna, ma che va a strutturare il nostro sistema di gioco. Dobbiamo essere una squadra feroce, cattiva, che dimostri di volersi andare a prendere ciò che vuole, anche con la forza. Tatticamente dovremo avere una crescita graduale e costante: siamo una squadra totalmente nuova, siamo ripartiti da zero. Ma ai ragazzi va riconosciuto un grandissimo senso di responsabilità e soprattutto la voglia di apprendere e crescere per diventare squadra”.

Il Messina parte con i favori del pronostico, ma Torrisi non vuole sentir parlare di campionato già indirizzato: “Dobbiamo mettere subito le cose in chiaro in ogni partita, rispettando tutti. Sarà un campionato tosto e difficile e non saremo gli unici a provare a vincerlo. Alla fine, però, non conta chi prova a vincere: conta chi vince”.

“NON BASTA CHIAMARSI MESSINA”

Nessuna particolare preoccupazione per la condizione fisica: “Abbiamo fatto un mese e qualche giorno di lavoro eccelso. L’unica preoccupazione può riguardare l’atteggiamento. Sulla forza della rosa penso ci siano pochi dubbi”.

Torrisi ringrazia apertamente società e direttore Maurizio Pellegrino per il mercato: “Ci hanno messo nelle condizioni di scegliere i calciatori che volevamo. Avevo fatto richieste importanti e senza alternative: abbiamo preso quelli che avevamo deciso di prendere, non quello che lasciavano gli altri. Non è scontato e va sottolineato il grande lavoro del direttore”.

Ma proprio la qualità dell’organico può trasformarsi in una trappola: “Se questa squadra peccasse di presunzione o sufficienza, pensando che le partite si vincono solo perché ci chiamiamo Messina o perché uno è il giocatore X o Y, diventerebbe tutto più difficile. Ogni domenica dobbiamo almeno pareggiare la cattiveria agonistica dell’avversario e poi essere più feroci. Fame e cattiveria devono arrivare dall’obiettivo che dobbiamo andare a prenderci. Ci serve un’intensità mentale che non sia mai discontinua”.

“UN MESSINA CHE CORRE, LOTTA E NON SI FERMA MAI”

L’identikit della squadra è già molto chiaro: “Vedrete un Messina che andrà forte, agguerrito. I nostri standard sono quelli di andare a mille durante tutta la settimana per farlo poi la domenica. Non accetto intermittenza e pause mentali”.

Torrisi pretende una squadra “frizzante, che corre e lotta”: “Non voglio mai vedere un giocatore perdere la palla e guardare l’avversario andare via”.
Ma l’obiettivo va oltre il risultato: “Questo Messina deve far innamorare di nuovo la piazza, recuperare una gente delusa. Non dobbiamo chiedere ai tifosi di venire allo stadio: dobbiamo essere noi a creare emozioni e far nascere in loro il bisogno di venirci a vedere. Tra invitare la gente e fare in modo che senta la necessità di esserci c’è una grande differenza”.

E c’è una missione che Torrisi definisce addirittura “morale”: “Dobbiamo riportare i bambini a tifare per la squadra della loro città. Ce ne sono tanti che, per quello che è stato il percorso del Messina negli ultimi anni, conoscono soltanto le grandi squadre di Serie A. Devono essere i bambini a chiedere ai genitori di portarli allo stadio a tifare Messina. Possiamo riuscirci con i risultati, l’atteggiamento e le emozioni”.

MESSANA E COPPA: “DOBBIAMO INIZIARE A SOGNARE”

Sulla Messana Riviera le informazioni sono inevitabilmente limitate: “È una squadra molto rinnovata, non ha ancora disputato partite ufficiali. La certezza è l’allenatore, riconfermato, con principi abbastanza chiari. È una società che negli anni ha dimostrato di fare calcio con una precisa idea sulla crescita dei giovani e ha disputato campionati regionali importanti. Merita rispetto, e anche tanto”.

Il Messina, però, deve concentrarsi principalmente su se stesso. E Torrisi non considera la Coppa un semplice passaggio di preparazione al campionato.

“Dobbiamo capire quello che può darci questo percorso, anche dal punto di vista dell’automotivazione. È vero che attraverso la Coppa si può anche arrivare in Serie D, ma questo lascia il tempo che trova perché dobbiamo essere concentratissimi sul primo obiettivo, che è il campionato. Però alzare una coppa è sempre qualcosa di bellissimo. Trionfare con una città orgogliosa del tuo percorso può valere anche più del risultato sportivo. Dobbiamo iniziare da adesso a sognare, coltivare un sogno nella nostra mente e poi raggiungerlo attraverso lavoro e sacrificio”.

KRAGL E UN ATTACCO “FUORI MISURA”

L’abbondanza offensiva rappresenta una delle grandi risorse a disposizione del tecnico. Torrisi conferma anche la posizione di Oliver Kragl, utilizzato da esterno a piede invertito: “Lo ha sempre fatto e lo farà anche quest’anno”.

Poi una dichiarazione che fotografa le aspettative: “Ho sei giocatori d’attacco che per questa categoria sono assolutamente fuori misura. Dovremo essere bravi, io e lo staff, a non sprecare questa grande risorsa. Se riuscissimo a far partecipare alla partita tutti e sei, chi dall’inizio, chi dopo, attraverso il piano gara e lo studio dell’avversario, sarebbe un valore aggiunto importante. Anche perché agli attaccanti faccio una richiesta fisica abbastanza importante”.

“MERCATO CHIUSO, QUESTA ROSA CON L’ECCELLENZA C’ENTRA POCO”

E sul mercato Torrisi non lascia margini: “Dire soddisfatto è poco: sono felice, felicissimo. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e non abbiamo bisogno di fare altro. Ho una rosa di 24 giocatori che con questa categoria c’entra poco. Il nostro mercato è nettamente chiuso”.

L’unica porta ancora aperta riguarda gli under. Il giovane Salvatore Adelfio, palermitano classe 2007, 1,94 x 85 kg, reduce da un'ottima stagione con l'under 19 del Terni Fc in Eccellenza umbra, autore di 29 gol e capocannoniere del campionato, rientra proprio in questa prospettiva: “Società, presidenza e direttore sono molto attenti ai giovani perché è su di loro che si costruiscono i progetti importanti. Non escludo possa arrivarne qualche altro, anche pensando all’Under 19 e soprattutto al futuro. Il futuro sono i giovani”.

Domani, però, il futuro comincia dal presente. Dalla Messana Riviera, dalla Coppa Italia e soprattutto dalla prima verifica di quella “tattica emotiva” sulla quale Torrisi sta costruendo il nuovo Messina.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 14:15
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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