Anticipata nel pomeriggio sul sito di "Gazzetta del Sud", la delibera di Giunta Comunale n. 542 esitata oggi, non tratta soltanto le tariffe per l'utilizzo di "Celeste" e "Franco Scoglio", sensibilmente ridotte rispetto al passato. È il tentativo di mettere un minimo di ordine in una materia che a Messina, per anni, è stata affrontata attraverso convenzioni, autorizzazioni temporanee, compensazioni e provvedimenti costruiti intorno alle esigenze del momento.

Per la prima volta “Franco Scoglio” e “Giovanni Celeste” entrano nello stesso schema organico di utilizzo per gare ufficiali e allenamenti.
Le richieste ordinarie dovranno arrivare entro il 30 giugno, vengono definite priorità e criteri di assegnazione e, soprattutto, si introduce quella differenziazione per categoria che mancava allo "Scoglio" e che era stata uno dei punti più controversi della scorsa stagione, senza considerare tutti i precedenti, quando accordi più o meno ufficiali o sottoscritti da entrambe le parti in causa venivano puntualmente sostituiti dal "conto della serva" presentato a fine campionato dal Dipartimento Sport, da decenni guidato dall'attuale vice segretario generale Salvatore De Francesco, non a caso firmatario, insieme al sindaco ed all'assessore Vadalà, della delibera odierna.

SCOGLIO, FINISCE IL “PREZZO UNICO” – Il confronto con il passato spiega meglio il senso dell'operazione. Nel 2012 una gara al San Filippo costava 2.500 euro più Iva, tariffa rimasta invariata per dodici anni e portata nel 2024 a 3.200 più Iva, cioè 3.904 euro.
Una cifra applicata indipendentemente dalla categoria: dalla Serie C della vecchia ACR alla Serie D dell'ultima stagione.

Adesso cambia la logica: 1.900 euro in Serie C, 850 in D, 350 in Eccellenza, mentre A e B costerebbero rispettivamente 5.000 e 2.800 euro. Per gli allenamenti, 250 euro per A-B-C-D e 160 per l'Eccellenza, sempre per 90 minuti. Tutti importi Iva compresa.

Non è quindi un semplice sconto al Messina, ma il superamento di un sistema che lo stesso Comune definiva non adeguatamente differenziato e che adesso viene riallineato alla categoria e alla tipologia d'uso.

IL "CELESTE" TORNA AD AVERE UNA FUNZIONE – Il secondo elemento politico è proprio questo. Il “Giovanni Celeste”, dopo la riqualificazione, non viene considerato soltanto una possibile casa dell'ACR, ma rientra strutturalmente nel patrimonio calcistico cittadino: 750 euro per la Serie D, 300 per l'Eccellenza, 180 per la Promozione, 140 per Prima Categoria e settore giovanile; 100 euro per un allenamento.

Anche qui il confronto è significativo: nel 2021, sulla base del tariffario allora vigente, per il Celeste venivano indicati circa 200 euro l'ora per allenarsi e fino a 2.000 euro per una gara ufficiale.
Il nuovo piano fotografa quindi anche una diversa idea dell'impianto: costi sostenibili per consentirne un utilizzo più continuo, non soltanto occasionale.

LE TARIFFE SCENDONO, GLI ONERI RESTANO – C'è però un aspetto da non trascurare. Il prezzo della concessione non comprende tutto. Vigilanza, controllo degli accessi, apertura e chiusura – non essendoci custodia comunale –, sicurezza, assicurazioni, assistenza sanitaria e autorizzazioni restano a carico dell'utilizzatore. Nelle concessioni annuali anche la manutenzione ordinaria conseguente all'uso spetta alla società; quella straordinaria resta al Comune.
Ed è qui che la delibera assume il valore maggiore. A febbraio scorso avevamo raccontato un'anomalia: concerti e lavori allo Scoglio avevano una cornice definita, mentre il calcio procedeva “partita per partita”. Sei mesi dopo, almeno sul piano normativo, quel vuoto è stato colmato.

Resta da verificare la parte più importante: come Scoglio e Celeste verranno realmente utilizzati, quali società li occuperanno e se due stadi, finalmente regolamentati, sapranno diventare un sistema invece di continuare a vivere come due problemi separati.
In questo momento, diventa quindi fondamentale, per il Messina e per il Comune, trovare i giusti canali di dialogo e un'adeguata propensione alla risoluzione dei problemi, per sfruttare davvero come un'opportunità la presenza di due impianti calcistici in città.
Fermo restando che si tratta sempre di impianti pubblici e, quindi, occorrerà acnhe capire come, le altre società cittadine, si porranno nei confronti di questo "sistema".

Sezione: Il focus / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 20:56
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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