“Dopo 18 anni di attività sportiva, la A.S.D. Santangiolese comunica che non procederà all’iscrizione al prossimo campionato di Promozione Sicilia 2026/2027”.
Si chiude così il lungo ciclo della società biancoazzurra che, ottenuta la salvezza nell’ultimo campionato, battendo al play-out il Città di Galati, ha deciso di fermarsi, ma il titolo dovrebbe andare alla JSL Brolo.

“È una scelta sofferta, ma consapevole – sottolinea la nota del club –. Una decisione assunta con lucidità, senso di responsabilità e rispetto verso la storia che questa società ha costruito nel tempo. La Santangiolese non è mai stata soltanto una squadra di calcio: è stata un simbolo identitario, un punto di riferimento, una bandiera portata con orgoglio in tutta la Sicilia.
In questi anni abbiamo rappresentato Sant’Angelo di Brolo con passione, serietà e dignità. Lo abbiamo fatto partendo dal basso, dal nostro stadio “Riccardo Caldarera”, dalla terra, dalla polvere, dagli spalti pieni e dall’entusiasmo autentico di chi ha creduto in un progetto sportivo e sociale prima ancora che calcistico.
Nel corso di questi 18 anni, oltre 50 calciatori santangiolesi hanno avuto l’onore di vestire questa gloriosa maglia, rappresentando sul campo il proprio paese e contribuendo, ciascuno con il proprio impegno, il proprio talento e il proprio senso di appartenenza, a scrivere pagine indelebili della storia della Santangiolese. Un percorso che ci ha visto affrontare anche momenti particolarmente complessi. Nell’attesa del tanto desiderato manto in erba sintetica dello stadio “Riccardo Caldarera”, per due anni, sostenendo enormi sacrifici, la società ha svolto la propria attività lontano da casa, continuando a rappresentare con dignità e orgoglio i propri colori, senza mai perdere il legame con la propria comunità”.

Tanta amarezza, ma anche l’orgoglio di aver “disputato 13 campionati consecutivi di Promozione, un risultato straordinario per una realtà appartenente a un piccolo centro, che testimonia la continuità, la solidità e la competitività di un progetto sportivo capace di confrontarsi per oltre un decennio con importanti società del panorama calcistico siciliano. Abbiamo sempre scelto di costruire. Abbiamo scelto di lavorare, competere, crescere, coinvolgere il territorio, dare spazio ai giovani di talento e onorare questi colori dentro e fuori dal campo. Lo abbiamo fatto senza cercare scorciatoie, senza perdere la nostra identità, senza rinunciare ai nostri valori e senza mai arretrare davanti alle difficoltà. Ma una società di calcio, soprattutto in un piccolo paese, non può vivere soltanto di risultati. Ha bisogno di essere riconosciuta come un patrimonio comune, come un bene da proteggere, sostenere e salvaguardare. Negli ultimi anni, attorno alla Santangiolese si è creato un clima sempre più difficile: divisioni, contrasti e distanze generate dall’ambiente esterno hanno progressivamente indebolito quel senso di appartenenza che per anni era stata la nostra forza. In questo contesto, è doveroso sottolineare che l’Amministrazione Comunale, nelle persone del sindaco e del vicesindaco, non ha mai fatto mancare alla Santangiolese il proprio sostegno, la propria vicinanza e un appoggio incondizionato. Anche nei momenti più complessi, l’Amministrazione ha riconosciuto il valore sportivo, sociale e identitario della società, dimostrando attenzione e rispetto verso un percorso che ha rappresentato per anni un patrimonio dell’intera comunità. La società ha provato a ricucire, coinvolgere, dialogare e unire, sempre con l’obiettivo di costruire e mai di dividere. Tuttavia, quando un progetto sportivo non viene più percepito da tutti come un bene comune, ma rischia di diventare terreno di contrapposizione, una società seria ha il dovere di fermarsi, valutare e scegliere. Oggi, con la stessa libertà e la stessa responsabilità che ci hanno guidato in questi anni, scegliamo di fermarci. Non per debolezza, non per rassegnazione, ma per coerenza. La Santangiolese non resterà mai ferma a inseguire divisioni, contrasti o logiche che non appartengono alla propria storia”.

“Si chiude dunque un ciclo importante, una storia fatta di domeniche, trasferte, spogliatoi, sacrifici, vittorie, delusioni, abbracci, lacrime e orgoglio – conclude la nota del club –. Una storia che nessuna mancata iscrizione potrà cancellare, perché appartiene ormai alla memoria sportiva e sociale di Sant’Angelo di Brolo. A tutti coloro che in questi 18 anni hanno indossato, sostenuto, difeso e amato questi colori va il nostro ringraziamento più sincero: dirigenti, allenatori, calciatori, collaboratori, sponsor, tifosi, famiglie e semplici appassionati. Oggi non finisce ciò che siamo stati. Si chiude una pagina, ma resta tutto quello che abbiamo costruito. La società continuerà a guardare avanti, cercando nuove strade, nuovi progetti e nuove forme di partecipazione, con la consapevolezza di chi ha sempre scelto in prima persona il proprio cammino”.

Per il centro nebroideo, finisce sicuramente un'era, ma il calcio continuerà con il Città di Sant’Angelo che, fondata solo pochi anni fa, disputerà per la prima volta il campionato di Prima categoria.

Sezione: Promozione / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 19:06
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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