Messina-Acireale, Sciotto: "Una sconfitta per tutti, ci appelliamo al sindaco"

Il club, con un comunicato, ha preso posizione e chiarito di non avere alcuna responsabilità. Il presidente amareggiato: "Dovrei lasciare, resto per rispetto dei tifosi"
12.10.2018 18:23 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 1555 volte
Foto Giovanni Isolino
Foto Giovanni Isolino

"Ancora una volta saremo costretti a giocare senza l’affetto e il supporto del nostro pubblico. Siamo amareggiati, delusi e sconfortati e, in questa sede, non vogliamo entrare nel merito di chi ha la responsabilità di quanto accaduto. È certo, però, che l’Acr Messina non ha nessuna responsabilità, che nessuno si permetta neanche minimamente di addossarne alla società. L’Acr Messina è vittima", ha dichiararlo il presidente Pietro Sciotto, a seguito dell'ufficialità che la gara di domenica contro l'Acireale al "Franco Scoglio" si giocherà a porte chiuse.

A niente sono servite due riunioni della Commissione di Vigilanza di pubblico spettacolo che, prima ieri, poi questo pomeriggio, ha atteso invano la documentazione di competenza del Comune di Messina sugli obblighi di sicurezza antincendio. La società Acr Messina si è presentata con la convenzione e l’assicurazione, mentre a rappresentare il comune - come si legge nel comunicato della Prefettura – “si sono presentati due funzionari privi di qualsivoglia potere decisionale”.

Una situazione che ha bloccato ogni decisione, la stessa Commissione non ha potuto esprimere alcun parere e, di conseguenza, la questura non ha potuto rilasciare la licenza di pubblico spettacolo, chiudendo così il “Franco Scoglio” al pubblico.

"In meno di due mesi è la seconda volta che siamo costretti a subire un grave danno d’immagine per la società, per i tifosi e per l’intera città, soprattutto quando ritorna alla mente che sino a poche settimane fa lo stadio "Franco Scoglio" ha ospitato oltre 40.000 spettatori per grandi eventi. Chi ha partecipato alle riunioni della Commissione provinciale di Vigilanza di ieri e di questa mattina conosce bene la verità - afferma il presidente -. La società non solo ha prodotto la convenzione di utilizzo dello stadio con allegata la prevista e regolare polizza assicurativa sottoscritta con primaria compagnia, ma ha atteso invano che si potesse sbloccare positivamente la vicenda. Noi - continua Sciotto - ci appelliamo al Sindaco ed a tutte le Istituzioni affinché si trovi una soluzione in extremis come segno d’amore verso la città perché la squadra ha bisogno del sostegno dei suoi tifosi in questo particolare momento. Confidiamo, quindi, che si possa consentire l’apertura dello stadio agli spettatori perché a perdere è la città, la squadra e i tifosi”.

Un’apertura in extremis che sarebbe possibile solo se il Comune si assumesse l’impegno di produrre entro un breve periodo di tempo (due mesi) la documentazione necessaria, così da riunire nuovamente la Commissione e tentare di aprire lo stadio. Tocca, quindi, al Comune, proprietario dell’impianto, sciogliere gli ultimi nodi sulla mancata apertura del “Franco Scoglio”.
Un grave danno per il club del presidente Sciotto, che ha anche pensato a fare un passo indietro: “Sono molto amareggiato e per quanto accaduto dovrei lasciare, vorrei dimettermi perché questo calcio non mi appartiene. Ma oggi resto al comando solo per rispetto dei nostri tifosi”.