Prima uscita ufficiale e prima risposta del campo per il Messina di Alfio Torrisi, vittorioso 4-1 contro la Messana Riviera nell’andata del primo turno di Coppa Italia di Eccellenza. Il risultato soddisfa il tecnico, ma molto più dei gol conta ciò che aveva chiesto alla vigilia: atteggiamento, intensità e mentalità.
Contro un avversario disposto a lungo con un blocco basso, il Messina ha dovuto avere pazienza, aumentare la velocità della circolazione e trovare progressivamente gli spazi. “Abbiamo affrontato un avversario di valore, con idee di gioco abbastanza chiare. Nel primo tempo la Messana ha chiuso tanti spazi e noi dovevamo velocizzare il movimento della palla, pur avendo pazienza, per arrivare più spesso ai duelli, agli uno contro uno e agli spazi creati dagli smarcamenti. Lo abbiamo fatto a tratti e, quando ci siamo riusciti, siamo arrivati in porta con grande facilità”.
“QUESTO È QUELLO CHE TROVEREMO DURANTE L’ANNO”
Torrisi sa che quello visto al “Franco Scoglio” potrebbe diventare il copione di molte partite: “L’atteggiamento della Messana sarà probabilmente quello di tante squadre che affronteranno il Messina. Allenando formazioni di vertice con obiettivi importanti ho sempre trovato difficoltà, tra virgolette, contro chi si difende a blocco basso. Serve una struttura mentale importante: bisogna continuare a cercare gli spazi e la profondità, anche a costo di far girare la palla due o tre volte”.
Il tecnico individua già alcuni aspetti da correggere: “Avremmo potuto cambiare struttura in più situazioni e costruire diversamente sul loro blocco medio. Non sempre lo abbiamo fatto. Era però la prima gara ufficiale, c’erano il caldo e anche l’adattamento a un campo nuovo, con distanze diverse rispetto a quelle sulle quali abbiamo lavorato”.
Ma la valutazione complessiva è positiva soprattutto per una ragione: “Nessuno ha passeggiato e nessuno ha guardato l’avversario andare via. Abbiamo pressato fino al novantacinquesimo. Anche dopo il 2-1 la squadra non ha minimamente abbassato l’intensità: si è rimessa a testa bassa per cercare il terzo gol e lo ha trovato con merito. Abbiamo tantissimo da migliorare, ed è normale, ma sono soddisfatto”.
IL CAMPO: “DIECI METRI DI DIFFERENZA SONO TANTA ROBA”
Torrisi torna anche sulla questione delle dimensioni del terreno di allenamento, già affrontata nei giorni precedenti. La difficoltà di adattamento non è stata soltanto una sensazione: “È una certezza. Bisogna contestualizzare la prestazione anche considerando un campo con dimensioni nettamente diverse rispetto a quello sul quale abbiamo lavorato”.
Questo, però, non significa che il Messina sia più adatto a spazi ridotti. Anzi: “Assolutamente no. In fase di possesso, con queste misure, se muoviamo velocemente la palla, soprattutto con velocità di pensiero, diventa veramente difficile per gli avversari riprenderci. Oggi abbiamo mostrato una qualità nel possesso abbastanza elevata e ogni volta che abbiamo mosso la palla con continuità siamo arrivati in porta”.
Il problema è esclusivamente l’abitudine alle distanze: “Non stiamo parlando di un metro in più o uno in meno: parliamo di dieci metri, ed è tanta roba. La differenza si sente”.
GUERRIERO E BLONDETT: LE CONDIZIONI
L’unico indisponibile è stato Guerriero, fermato precauzionalmente per un fastidio al polpaccio: “Sta recuperando e, non avendo necessità, abbiamo preferito fargli fare un lavoro specifico. Potrebbe essere disponibile già per il ritorno di Coppa”.
Gestione differente per Edoardo Blondett, arrivato più tardi rispetto al resto del gruppo: “Aveva soltanto cinque giorni di preparazione. Lo staff, con il professor Calzone, sta lavorando per portarlo alla prima di campionato in una condizione ottimale. Avendo una rosa ampia, abbiamo preferito fargli svolgere un giorno di carico per ridurre il gap fisico rispetto ai compagni”.
“IL MESSINA DI OGGI MI È PIACIUTO”
Ancora incertezza, invece, sulla disponibilità del “Giovanni Celeste” per l’inizio del campionato. Torrisi non entra nelle questioni societarie: “Non ho notizie, aspetto che proprietà e società mi facciano sapere qualcosa. Ma bisogna fare di necessità virtù e non può diventare un alibi”.
Poi torna sulla prova della squadra: “Il Messina visto oggi mi è piaciuto. Ha tanto da migliorare perché è un gruppo completamente nuovo e lavora insieme da appena un mese, ma sull’atteggiamento siamo a buon punto. Ho visto una squadra che ha lottato, rincorso, fatto fallo, non si è mai disunita”.
Un dettaglio lo ha colpito particolarmente: “I compagni continuavano a incitarsi. Anche quelli in panchina e i giocatori sostituiti sostenevano chi era in campo. È qualcosa di troppo importante, perché è ciò che può trasformare una squadra forte in una squadra vincente”.
“NON POSSIAMO FARE LE BELLE SIGNORINE”
La piccola scintilla emotiva del primo tempo, con qualche momento di tensione in campo, viene letta anche come un segnale della mentalità richiesta dal tecnico.
“Probabilmente era quello che ci voleva. Non abbiamo praticamente rischiato nulla, pur contro una Messana che ha disputato una partita di valore e ha cercato di mantenere alti i ritmi. Per me è stato un test serio”.
Torrisi mette però un confine: “Non dobbiamo cadere nelle provocazioni, ma non possiamo neanche fare le belle signorine. Bisogna battere colpo su colpo e, quando c’è da battagliare, dobbiamo battagliare come gli altri. Ferocia e cattiveria agonistica devono esserci sempre”.
E introduce un altro concetto: “Questa squadra deve essere camaleontica, deve saper leggere i momenti della partita. Quando c’è da andare testa a testa con l’avversario bisogna essere pronti a farlo. Noi abbiamo un obiettivo e dobbiamo portare il risultato a casa”.
“NESSUNA GERARCHIA: NON ESISTONO TITOLARI E RISERVE”
Torrisi respinge invece con decisione la parola “gerarchie”, soprattutto per un organico così profondo: “È l’unica parola della domanda che non mi piace. Questa squadra non ha gerarchie, non ha titolari e non ha riserve. Ho 24 soluzioni con caratteristiche diverse e giocatori che, in Serie D, potrebbero essere titolari in squadre di prima fascia”.
La scelta di Doni, schierato dall’inizio, ne è un esempio: “Ho premiato un ragazzo che ha fatto una preseason spettacolare e una grande settimana. È stata anche una scelta tecnica: entrava bene con la palla, mostrava personalità, attaccava lo spazio e provava a saltare l’uomo. È un 2007 alla prima partita tra i grandi e ha fatto bene”.
Il principio resta quello annunciato alla vigilia: “Chi non va forte durante la settimana difficilmente va in campo. Chi non ha giocato oggi probabilmente avrà spazio domenica prossima. Dobbiamo modellare e migliorare i nostri principi, ma il DNA di questa squadra deve essere atteggiamento e mentalità. Oggi ho avuto risposte positive”.
LO SPOGLIATOIO: “LEADERSHIP BASATA SU COERENZA E TRASPARENZA”
Con tanti calciatori importanti e abituati a categorie superiori, uno dei temi sarà inevitabilmente la gestione dello spogliatoio. Torrisi non sembra preoccupato.
“Nel mio percorso ho avuto l’onore di gestire spogliatoi importanti, dal Trapani fino alla scorsa stagione, con giocatori che avevano fatto Serie A ed Europa League da protagonisti. Non ho mai avuto problemi perché cerco di costruirmi una leadership basata su coerenza e trasparenza”.
Il criterio delle scelte sarà uno soltanto: “Se un calciatore va forte e un altro va piano, la scelta diventa facile. Non farò mai scelte per simpatia o antipatia, non l’ho mai fatto. Ho un obiettivo e una grandissima responsabilità nei confronti della piazza, dei tifosi e soprattutto della proprietà, che ci ha affidato un compito complicato ma ci ha messo nelle condizioni di lavorare come volevamo”.
“SIAMO UNA FERRARI, LE MOTIVAZIONI SONO LA BENZINA”
La chiusura di Torrisi è quasi un manifesto per la stagione.
“Dobbiamo convincerci di essere i più forti. Lo ribadisco: siamo i più forti. Ma dobbiamo nutrirci ogni giorno di motivazioni”.
Poi la metafora: “Questa squadra si può paragonare a una Ferrari. Ogni settimana incontreremo magari una buona macchina, ma probabilmente con una cilindrata inferiore. La differenza la fanno le motivazioni, perché una Ferrari senza benzina non va da nessuna parte: è soltanto bella da guardare”.
Il carburante, quindi, dovrà essere fame quotidiana, lavoro e responsabilità: “Le motivazioni devono essere la nostra benzina per dimostrare realmente di essere una Ferrari, portare in alto questi colori, far innamorare nuovamente la gente e riportarla in massa allo stadio attraverso quello che facciamo ogni domenica”.
Il 4-1 alla Messana Riviera è soltanto il primo passo. Per Torrisi, però, la risposta più importante è già arrivata: non nel tabellino, ma nell’atteggiamento.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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