La Coppa Italia è servita per cominciare a conoscersi, il campionato rappresenta il primo vero appuntamento con l’obiettivo dichiarato della stagione. Domani alle 15.30, al “Fontana” di Augusta, il Messina di Alfio Torrisi comincerà il proprio percorso in Eccellenza.

Il tecnico parte da un concetto già ripetuto nelle ultime settimane: il Messina è forte, parte inevitabilmente tra le favorite, ma una squadra costruita da poche settimane non può ancora considerarsi completa.

“Dobbiamo crescere pian piano perché questo è un gruppo nuovo. Mi aspetto altri passi in avanti. Non possiamo pensare che in poco tempo si possa raggiungere una condizione tecnico-tattica importante: mentalmente magari sì, ma per il resto serve tempo. Nel frattempo, però, dobbiamo fare risultati, perché conosciamo la responsabilità che abbiamo e sappiamo qual è il nostro obiettivo”.

“IL PRONOSTICO NON VINCE LE PARTITE”

Torrisi non respinge l’etichetta di favorita, ma vuole che rimanga soltanto un punto di partenza.

“Le emozioni sono positive. Dobbiamo essere concentrati e orgogliosi perché rappresentiamo un club storico, con una storia che in questo girone non ha paragoni. È normale partire con i favori del pronostico e non c’è dubbio su questo. Ma bisogna dimostrarlo sul campo, perché con le chiacchiere e con i trascorsi non si vincono le partite”.

La strada è quella indicata nelle due gare di Coppa con la Messana Riviera: “Se riusciremo a mettere la stessa cattiveria, lo stesso atteggiamento e quella struttura mentale che i ragazzi stanno costruendo, potremo trasformare in campo quello che gli altri dicono di noi alla vigilia del campionato”.

LA SPADA: “CARATTERISTICHE CHE CI MANCAVANO”

Tra le novità c’è l’arrivo di Giuseppe La Spada, che aumenta ulteriormente le alternative offensive.

Torrisi esclude che il nuovo ingresso possa preludere a qualche partenza: “Uscite assolutamente no. Peppe è un giocatore diverso, con caratteristiche che ci mancavano. Attacca bene la profondità e può darci soluzioni differenti”.

Il tecnico sottolinea anche il rapporto con il gol: “Ha sempre segnato e noi abbiamo bisogno di giocatori che facciano gol. Per un attaccante è un dato imprescindibile. Ringrazio proprietà e direttore per avermi dato un’altra soluzione importante in un reparto che era già forte”.

“DOBBIAMO IMPARARE A SOFFRIRE”

Il pericolo più grande resta considerare il campionato una formalità.

“Non mi auguro di soffrire: sono consapevole che soffriremo, ed è diverso. Dobbiamo sgombrare la mente dall’idea che il Messina possa fare una passeggiata o giocare da solo questo campionato. Non sarà assolutamente così”.

Torrisi prova a trasferire il messaggio anche all’ambiente: “Ci saranno partite che vinceremo sporche, gare nelle quali dovremo stringere i denti, giocare magari male e soffrire. Affrontare il Messina avrà un fascino particolare per ogni avversario”.

La categoria stessa rappresenta un territorio poco conosciuto per la storia recente del club: “Dobbiamo abituarci a questo campionato. Pensare che sia una passeggiata sarebbe un messaggio negativo da mettere nella testa dei giocatori. Ci sono esempi di società importanti e con budget elevati che non sono riuscite a vincere. Dobbiamo imparare anche da questo”.

Poi una certezza: “Se mettiamo cattiveria agonistica, intensità e continuità, il valore di questa squadra per la categoria è indiscusso. Siamo la squadra più forte, su questo ho pochi dubbi, ma dobbiamo nutrirci ogni giorno di motivazioni ed essere capaci di adattarci alla partita”.

“VOGLIO UN MESSINA DOMINANTE, MA OPERAIO”

Sul piano tattico Torrisi disegna con chiarezza la squadra che vorrebbe vedere.

“Dobbiamo avere una struttura ben delineata. Voglio un Messina dominante per lunghi tratti, frizzante, che stia nella metà campo avversaria il più possibile, che crei e corra”.

Ma il concetto di dominio non coincide con l’estetica: “Voglio anche una squadra operaia e umile. Per me la prestazione non è lo spettacolo, il tiki-taka o la costruzione dal basso fine a se stessa. Queste cose mi interessano relativamente”.

L’obiettivo è arrivare rapidamente dove il Messina possiede maggiore qualità: “Dobbiamo superare velocemente la prima pressione avversaria, anche attraverso pochi passaggi, e portare il pallone il prima possibile ai nostri giocatori offensivi”.

La prestazione, nella visione di Torrisi, significa soprattutto comportamento collettivo: “Una squadra che pressa con tutti, che quando deve difendere lo fa con tutti, anche abbassandosi e stringendo i denti. Significa avere la personalità di attaccare gli spazi, aiutare il compagno in difficoltà, fare una corsa in più, attaccare l’area con ferocia e calciare con convinzione. Una squadra che ragiona con un solo cervello”.

AUGUSTA, L’INCOGNITA DELLE INFORMAZIONI

Sul primo avversario di campionato c’è inevitabilmente qualche incognita.

“È una partita difficile e bisogna dirlo. È la prima giornata e tutti partiamo dallo stesso punto, senza classifiche o filotti positivi e negativi. Inoltre giochiamo fuori casa e troveremo una squadra davanti al proprio pubblico, contro il Messina: anche questo aumenterà il coefficiente di difficoltà mentale”.

Torrisi evidenzia anche una peculiarità della categoria: “Abbiamo pochissime informazioni sull’avversario. Non conosciamo molti giocatori, non abbiamo video o partite da studiare. È un handicap nella preparazione”.

Per questo il lavoro settimanale si è concentrato soprattutto sull’identità biancoscudata: “Abbiamo stressato molto i nostri principi e anche emotivamente la squadra. Siamo pronti e curiosi di andare ad Augusta per cercare una grande prestazione che ci porti un risultato positivo”.

ZAMPA, TANASA E UN CENTROCAMPO SENZA GERARCHIE

Torrisi conferma anche l’abbondanza di soluzioni in mezzo.

“Zampa e Tanasa sono giocatori con caratteristiche differenti. Entrambi possono dare qualità e costruzione: Andrei ha qualcosa in più tecnicamente, Enrico lavora maggiormente sul corto e nello stretto. Possono giocare insieme oppure alternarsi con altri centrocampisti”.

Tra le alternative c’è anche Langone, apprezzato nello spezzone disputato in Coppa: “Abbiamo una batteria di centrocampisti forti, con caratteristiche importanti”.

BOLLINO: “PUÒ VINCERE LE PARTITE DA SOLO”

Parole importanti anche per Mauro Bollino, autore di un gol nel ritorno di Coppa.

“È uno dei giocatori più forti che abbiamo davanti. Viene da due anni particolari, nei quali non è riuscito a esprimere quello che aveva mostrato in precedenza. La sua condizione è in crescita e va tutelato”.

Torrisi conosce bene il suo potenziale: “Con me a Trapani ha cambiato e vinto partite entrando dalla panchina. Ha qualità enormi. Può partire dall’inizio o entrare dopo, non ho fretta. Quando sarà al massimo della condizione, in questa categoria è uno di quelli capaci anche di vincere una partita da solo”.

Il concetto, però, riguarda l’intero reparto: Kragl, Sartore, Sarao, Varela, Bonanno, Burzio, Palumbo e adesso La Spada formano una batteria offensiva nella quale tutti dovranno essere determinanti quando chiamati in causa.

BLONDETT PRONTO, GIUNTA OUT

Buone notizie per Edoardo Blondett, ormai vicino alla migliore condizione.

“Sta benissimo. Avevamo programmato il lavoro proprio per portarlo al top alla prima di campionato. Avrei voluto fargli disputare già uno spezzone domenica scorsa, poi il piano gara è cambiato. Domani farà sicuramente parte della partita e sarà con il gruppo”.

Non ci sarà invece Francesco Giunta, fermato da un problema muscolare.

“Ha avuto un risentimento e ha effettuato gli esami. Non c’è lesione, ma una contrattura importante. Abbiamo preferito lavorare in maniera differenziata e provare a recuperarlo per la prossima”.

Assenti anche Konate e Sarao, entrambi squalificati, mentre Palumbo è disponibile.

“SPERO SIANO DISPONIBILI SOPRATTUTTO I NOSTRI TIFOSI”

L’ultima convocazione di Torrisi è rivolta alla città.

“Mi auguro soprattutto che siano disponibili i nostri tifosi. Il Messina è Messina grazie alla sua gente e la storia del club si basa anche sulla storia della sua tifoseria”.

Il tecnico ricorda cosa questa piazza è stata capace di esprimere: “Parliamo di gente che è riuscita a portare quarantamila persone allo stadio. Abbiamo bisogno della loro presenza”.

Il rapporto, però, va riconquistato: “Dobbiamo costruirci la fiducia della città e dei tifosi. Abbiamo cominciato a farlo e vogliamo continuare. Mi auguro che ogni settimana aumenti il numero delle persone che ci seguono in casa e in trasferta”.

Per Torrisi il concetto è semplice: “Con loro giochiamo davvero con un uomo in più. Spero che il nostro dodicesimo uomo sia presente anche ad Augusta, accanto a una squadra che finora ha dato segnali importanti e che vuole farsi spingere verso traguardi altrettanto importanti”.

Domani, al “Fontana”, finirà quindi il tempo delle prove. Il Messina entra nel campionato con il peso del pronostico, ma Torrisi prova a trasformarlo in responsabilità: essere i più forti non basta. Bisogna dimostrarlo ogni domenica.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 18:11
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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