In una sala stampa del "Franco Scoglio" rinfrescata da una efficientissima aria condizionata, così come il resto delle stanze a servizio dell'impianto sportivo, Alfio Torrisi si presta con la consueta precisione e professionalità alle domande dei cronisti per le consuete interviste della vigilia di una gara ufficiale. Il 4-1 dell’andata esiste, ma il tecnico biancoscudato non vuole che entri nella testa del Messina.
A poco più di 24 ore dal ritorno del primo turno di Coppa Italia di Eccellenza contro la Messana Riviera, in programma domani 6 settembre alle 17 al “Franco Scoglio”, l’allenatore riparte dai concetti che accompagnano il suo lavoro dall’inizio della preparazione: mentalità, responsabilità, concorrenza interna e rispetto per una maglia che, nelle sue parole, viene prima di qualsiasi individualità.
“Domani è una partita ufficiale e importante a prescindere dal risultato dell’andata. Quando giochi per un grande club non hanno importanza l’allenatore o i giocatori: conta la storia del club, che va rispettata e deve darci una grandissima responsabilità. Dobbiamo lavorare ogni giorno cercando di non sbagliare e provare a vincere quante più partite possibile. Il Messina è sopra tutto e sopra tutti”.
“STIAMO CREANDO UN DNA RICONOSCIBILE”
Torrisi vede una squadra ancora inevitabilmente in costruzione, ma scorge già alcuni segnali dell’identità che vuole dare al nuovo Messina.
“Il processo di crescita sta dando pian piano dei risultati. Abbiamo tante cose da sistemare, come si è visto domenica, ed è normale. Però è un buon Messina, che parte da un atteggiamento netto e lineare. Si sta creando un DNA riconoscibile”.
Domani potrebbe esserci spazio anche per qualche elemento meno utilizzato all’andata, ma il tecnico chiarisce subito che non si tratterà di un turnover programmato: “Probabilmente vedremo qualcun altro che non ha ancora giocato, ma la cosa fondamentale è che dentro questa squadra regni un equilibrio totale”.
“NIENTE CALCOLI: OGNI PARTITA DEVE PORTARCI VERSO LA SERIE D”
Nemmeno il calendario di campionato distrae Torrisi dall’impegno immediato. Il tecnico ammette di avere guardato soltanto il nome della prima avversaria, l’Augusta.
“Non mi interessa guardare altro. Sono concentrato sulla prossima partita perché la squadra deve avere bene impresso un concetto: ogni gara può darci i punti per arrivare in Serie D. Non possiamo vivere di calcoli. Abbiamo tante partite e sono tutte da provare a vincere, senza se e senza ma, perché siamo nelle condizioni di poterlo fare”.
Prima la Messana Riviera, dunque, poi il campionato: “Domani siamo chiamati a una prestazione di altissimo livello, soprattutto mentale. Poi lavoreremo sull’Augusta e, dopo l’Augusta, penseremo alla successiva. Una partita alla volta, una settimana alla volta. Obiettivo tre punti e poi si riparte”.
Lo stesso principio vale quando gli viene chiesto di individuare le possibili rivali del Messina: “Non riesco a guardare in casa degli altri. Devo pensare a fare più punti possibile e a fare meglio di tutti. Saranno gli altri, eventualmente, a dover guardare quello che facciamo noi”.
L’Eccellenza resta per Torrisi una tappa che Messina non avrebbe voluto attraversare: “Siamo qui e dobbiamo lavorare. Abbiamo un solo obiettivo: portare il Messina in D. Possiamo fare qualcosa di straordinario in questa categoria, ma soltanto lavorando con professionalità, serietà, dedizione e cura del dettaglio”.
“GIOCA CHI VA FORTE, NON CHI DEVE FARE ROTAZIONE”
Con una rosa profonda e il 4-1 maturato nella prima sfida, sarebbe naturale immaginare parecchi cambi. Torrisi, invece, respinge l’idea della rotazione fine a se stessa.
“Domani probabilmente giocherà chi ha fatto molto bene durante la settimana. Non è scontato che vada in campo qualcuno soltanto perché non ha giocato la partita precedente”.
Qualche variazione ci sarà, ma dovrà essere meritata: “Cambierò qualcosa, non tantissimo. Abbiamo 22-23 soluzioni e un gruppo forte, nel quale tutti devono lottare ogni giorno per guadagnarsi la maglia. Non farò mai scelte di rotazione se qualcuno non va forte durante la settimana”.
Anche perché il ritorno servirà a consolidare il lavoro: “Bisogna dare continuità a una struttura e, allo stesso tempo, aspettarsi qualcosa in più da chi magari fino a oggi non lo ha dato. Anche queste partite servono per valutare certe situazioni all’interno del gruppo”.
“ALLE 17 PER NOI E PER LORO: IL CALDO NON È UN ALIBI”
Nessuna attenzione particolare neppure all’orario della gara, anticipata alle 17.
“Non è un fattore sul quale posso incidere e quindi non ci penso. Alle 17 giochiamo noi e gioca la Messana, il caldo sarà uguale per entrambe. Mi aspetto passi avanti nella qualità del gioco. Dobbiamo fare una grande prestazione: siamo il Messina, è una partita ufficiale e abbiamo soltanto un pensiero, provare a vincerla”.
CELESTE, TORRISI ANNUNCIA: “LA PROSSIMA SETTIMANA ANDIAMO A CASA NOSTRA”
Arriva poi una notizia importante sul fronte degli allenamenti. Dopo settimane trascorse adattandosi a strutture e orari diversi, il Messina dovrebbe finalmente trasferirsi al “Giovanni Celeste”.
“Il direttore mi ha comunicato che proprietà e società hanno detto che la prossima settimana entreremo al Celeste. Sarà un grande vantaggio, soprattutto dal punto di vista logistico e per il dispendio di energie mentali”.
Torrisi ricorda le difficoltà affrontate durante la preparazione: “Abbiamo lavorato per tre-quattro settimane in condizioni logistiche non ideali, sempre in base alle disponibilità che ci venivano date e non agli orari che avremmo scelto. Allenarsi ad agosto anche alle 14:30 non è stato il massimo”.
Da qui il ringraziamento alla squadra: “Faccio i complimenti ai ragazzi per la disponibilità con cui si sono adattati e per come hanno interpretato ogni seduta. Anche la società ha lavorato per metterci nelle condizioni di allenarci, cosa che probabilmente non era neppure scontata”.
Adesso il cambio di scenario: “Dalla prossima settimana andiamo a casa nostra. Inizieremo a costruirci il nostro orticello, il nostro quartier generale, e potremo lavorare con un po’ più di serenità”.
“DOMANI PARTIAMO 0-0”
Il messaggio più netto sulla gara arriva quando gli viene chiesto se il Messina possa amministrare i tre gol di vantaggio.
“Domani partiamo da 0-0, non da un vantaggio. Alla fine, eventualmente, faremo i conti con il risultato dell’andata”.
Torrisi vuole rivedere la stessa squadra aggressiva della prima uscita: “Dobbiamo abituarci a vedere sempre lo stesso Messina, indipendentemente dall’avversario. Un Messina che pensa a ciò che ha preparato, con intensità alta a prescindere dalla temperatura. Un Messina feroce”.
E torna sulla sua “tattica emotiva” attraverso un’immagine molto diretta: “Quando perdiamo la palla dobbiamo reagire come un bambino quando gli portano via il giocattolo o come un cane quando gli rubano l’osso. Dobbiamo essere frizzanti, cattivi, feroci”.
L’obiettivo è trasformare questi concetti in un’identità stabile: “Se riusciamo a esprimere ogni settimana un’idea precisa significa che stiamo facendo un buon lavoro e che abbiamo principi chiari nelle due fasi di gioco”.
L’ERRORE DEL PORTIERE: “NON C’È NULLA DA RECUPERARE”
Torrisi torna anche sull’errore di Coco, giovane portiere classe 2008, nella gara d’andata, senza attribuirgli alcun peso particolare.
“L’errore del portiere è sempre dietro l’angolo. È un ruolo con una responsabilità diversa rispetto a quella di un attaccante: domenica abbiamo commesso errori evidenti anche in altre zone del campo, magari su azioni da gol, ma nessuno ne parla”.
Nessun lavoro psicologico straordinario, dunque: “Ci abbiamo anche riso sopra. Non c’è nulla da recuperare perché il ragazzo ha fatto una buona prestazione. È un errore che può capitare e probabilmente ne capiteranno altri. Deve essere brava la squadra a reagire e a fare sempre un gol più dell’avversario”.
Grande fiducia anche nel preparatore Nicola Polessi: “Penso di avere uno dei migliori preparatori dei portieri non soltanto per questa categoria. È meticoloso, cura ogni dettaglio e punta realmente alla crescita dell’atleta. Abbiamo tre portieri del 2008 forti e sono certo che attraverso il suo lavoro miglioreranno”.
“NESSUNA FORMULA MAGICA: COERENZA E TRASPARENZA”
Infine la gestione di un gruppo nel quale molti elementi, per qualità ed esperienza, potrebbero aspirare a giocare sempre.
“Non esistono segreti o formule magiche. Bisogna fare bene il proprio lavoro e mettere anche un po’ di mestiere durante la settimana. La gestione delle risorse umane in gruppi così importanti fa la differenza”.
Torrisi ripropone i due principi già indicati dopo l’andata: “Un allenatore deve essere bravo a gestire le emozioni dei giocatori e costruirsi una leadership basata su coerenza e trasparenza. Per me è semplice: se uno va più piano di un altro, non gioca. Il segreto è farli andare tutti forte e creare più equilibrio possibile”.
Perché alla fine ogni discorso torna sempre allo stesso punto: “Il Messina viene prima di tutto. Che si raggiunga l’obiettivo con il giocatore X o a discapito del giocatore Y conta relativamente. Quando alleni un grande club giocatori e allenatori passano, la storia resta. E qui di storia ce n’è tanta”.
Una storia che Torrisi vuole riportare subito almeno un gradino più in alto: “Dobbiamo pensare soltanto al risultato e al Messina. Il nostro obiettivo è che l’anno prossimo il Messina giochi in Serie D”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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