Un altro successo, tre gol e qualificazione messa definitivamente al sicuro. Ma, dopo il 3-0 con cui il Messina supera la Messana Riviera nel ritorno del primo turno di Coppa Italia di Eccellenza, Alfio Torrisi guarda ancora una volta oltre il risultato.
Al tecnico interessano soprattutto atteggiamento, crescita e quella mentalità sulla quale insiste dal primo giorno.
Prima, però, spazio ai complimenti per l’avversario.
“Voglio esordire facendo i complimenti alla Messana per una prestazione ricca di contenuti. Ci ha sorpreso cambiando sistema di gioco, ha pressato molto e mantenuto ritmi elevati nel primo tempo. Si vede che è una squadra con un’impronta tattica ben delineata. Ci ha affrontato a viso aperto, con personalità, battendo colpo su colpo”.
“NEL PRIMO TEMPO TROPPA FRETTA”
Il Messina ha faticato maggiormente nella prima frazione, soprattutto nella qualità dell’ultima giocata.
“Abbiamo commesso tanti errori tecnici individuali. Entravamo bene in area e, secondo me, abbiamo prodotto anche una discreta qualità di gioco, però abbiamo avuto poca pazienza nel preparare la manovra. Cercavamo troppo spesso la verticalizzazione anche quando non c’erano gli spazi”.
Una difficoltà provocata anche dall’atteggiamento aggressivo della Messana: “Venivano a prenderci alti e non ci permettevano facilmente di trovare il filtrante. Nonostante questo abbiamo creato tre-quattro occasioni nette, nelle quali forse siamo stati un po’ superficiali”.
Errori negli scarichi, negli appoggi e soprattutto nei passaggi di rifinitura hanno così lasciato il punteggio bloccato fino all’intervallo.
“HO CHIESTO UN APPROCCIO DEVASTANTE”
La musica cambia dopo l’intervallo. Anche per una modifica tattica: dentro Burzio, maggiormente portato ad attaccare la profondità rispetto a Bonanno.
“A fine primo tempo ho chiesto alla squadra un approccio devastante, di andare subito forte e cercare di azzannare la partita. Lo abbiamo fatto bene: nei primi tre minuti avremmo potuto segnare due volte, poi è arrivato il gol e da lì la partita è cambiata”.
Torrisi vede nel secondo tempo ciò che aveva chiesto alla vigilia: “Abbiamo fatto una grandissima prestazione anche dal punto di vista della qualità del gioco e del palleggio, cercando le nostre giocate con quella pazienza che era mancata nella prima frazione. Avevo chiesto una prestazione di qualità ed è arrivata, quindi faccio i complimenti ai ragazzi”.
SARAО-BOLLINO, IL RIGORE E “UN GESTO DA SQUADRA”
C’è poi un episodio che Torrisi sottolinea con particolare soddisfazione: il rigore lasciato a Mauro Bollino.
“Il rigorista era Manu, il vice Kragl. Kragl era già uscito e Manuel ha voluto lasciare il pallone a Bollino. Mi è stato comunicato e ho dato immediatamente l’ok”.
Un gesto semplice, ma dal significato importante per l’allenatore: “Mauro viene da due anni travagliati ed è un giocatore determinante per noi, forte dentro e fuori dal campo. Manu aveva già segnato e ha ceduto il pallone al compagno. È vero, il risultato era ormai acquisito e c’era maggiore spensieratezza, però è un gesto che merita tutta la mia stima”.
Per Torrisi anche così nasce un gruppo: “Questa squadra sta diventando squadra attraverso questi piccoli gesti”.
“NESSUNA GERARCHIA A CENTROCAMPO”
Anche in mezzo al campo il tecnico respinge ancora una volta il concetto di gerarchie.
“Non ce ne sono. Oggi avevo provato dall’inizio Andrei e Giunta, che avevano già fatto buone cose insieme nel precampionato”.
Il capitano ha poi accusato un problema fisico: “A fine primo tempo gli si è indurito l’adduttore e abbiamo preferito non rischiare. È entrato Enrico e anche a lui vanno fatti i complimenti per l’impatto sulla partita, per l’approccio e per la personalità nel dettare i tempi”.
Spazio anche a Langone, premiato per il lavoro settimanale: “È un ragazzo che va forte, spinge, vuole migliorare e vuole giocare. Inizialmente avevo pensato di far entrare Blondett per dargli minutaggio, lo avevo anche fatto riscaldare, poi ho preferito premiare Langone, che non aveva ancora giocato un minuto. Sono contento anche di lui”.
“SUL 4-1 DELL’ANDATA ERA FACILE FARE CALCOLI”
Il vero test, per Torrisi, stava anche nelle motivazioni. Dopo il 4-1 dell’andata, il rischio di affrontare il ritorno pensando soltanto a gestire era evidente.
“Non è facile giocare una partita così, dopo avere vinto 4-1 all’andata. Trovare gli stimoli può essere complicato. Io invece avevo chiesto alla squadra una cosa precisa: dobbiamo andare forte, non possiamo fare calcoli”.
La linea è quella già tracciata alla vigilia: “Ogni partita è nuova, si parte da 0-0 e bisogna provare a vincerla con cattiveria, ferocia e fame. I ragazzi lo hanno fatto”.
Da qui il concetto centrale: “Dobbiamo alzare continuamente il livello della mentalità. La nostra deve essere una mentalità vincente: dobbiamo provare a vincere sempre. Alcune volte ci riusciremo, spero tantissime, pochissime volte magari no. Ma dobbiamo costruirci il DNA di una squadra che lotta”.
SARAО AL 95’: “QUESTI SONO I GESTI DA PREMIARE”
Un episodio, più di tanti altri, sintetizza ciò che Torrisi vuole vedere durante la stagione.
“Al 94’ lo dicevo ai miei collaboratori: guardate le corse di Sarao in pressione. Un giocatore della sua stazza e con il suo percorso che al 95’, sul 3-0, continua a correre, pressare e rimettersi sotto palla”.
Il tecnico scherza su un allungo dell’attaccante nel recupero: “Al 93’ ne ha fatto uno che pensavo quasi di sognare”.
Poi torna serio: “Sono questi i gesti che vanno premiati, perché i più giovani devono guardare giocatori di questo spessore e capire che anche loro fanno quel lavoro. Deve essere un incentivo per tutti. La nostra mentalità deve essere questa: lottare, andare forte e non mollare mai”.
“LA MENTE PUÒ PORTARTI OLTRE LA FATICA”
Il campionato è ormai alle porte e i carichi della preparazione si fanno ancora sentire, ma Torrisi continua a mettere l’aspetto mentale davanti a tutto.
“La condizione è positiva. I carichi di lavoro si sentono, ma penso che tutto parta dalla mente. Quando la mente è predisposta al sacrificio riesci ad andare anche oltre eventuali deficit fisici, e oggi la squadra lo ha dimostrato”.
Il primo tempo, per il tecnico, non va quindi interpretato come un problema di atteggiamento: “Ci sono stati errori individuali e qualche pallone giocato con troppa superficialità, ma erano errori tecnici. Non di mentalità”.
E ancora una volta riconosce i meriti della Messana: “Ha fatto un grandissimo primo tempo per intensità, quantità e anche qualità. Ha battuto colpo su colpo. Nel secondo tempo noi abbiamo corretto qualcosa e soprattutto siamo diventati subito più feroci e intensi”.
“RECUPERO PALLA DA BRIVIDI”
Il dato che entusiasma maggiormente Torrisi riguarda l’aggressione alta nella prima fase della ripresa.
“Nei primi 18-20 minuti del secondo tempo abbiamo avuto una percentuale di recupero palla nella metà campo avversaria da brividi. Abbiamo sempre riaggredito”.
È un altro tassello nella costruzione dell’identità: “Sono soddisfatto perché ancora una volta la squadra sta dimostrando che si sta plasmando. È un gruppo nuovo, ma abbiamo avuto pazienza nel palleggio e trovato qualità”.
Nessuna celebrazione, però: “Non abbiamo fatto nulla, stiamo facendo il nostro dovere. Adesso ci aspetta una settimana tosta per preparare l’esordio in campionato. La strada intrapresa è quella giusta, ma il difficile sarà percorrerla con continuità e intensità, perché non possiamo permetterci pause”.
“LA MAGLIA BIANCOSCUDATA VA SUDATA E ONORATA”
Il finale della conferenza riporta Torrisi al concetto che accompagna tutto il nuovo corso.
Anche in una partita nella quale, dopo il risultato dell’andata, sarebbe stato facile trovare meno motivazioni, l’allenatore ha visto la risposta che cercava: “I ragazzi hanno dimostrato di avere ben impressa la responsabilità che abbiamo nei confronti di un popolo, di una proprietà e soprattutto di un club dalla storia importante”.
E la chiusura è netta: “Quando va in campo la maglia biancoscudata deve essere sudata e onorata. Oggi lo abbiamo fatto”.
Qualche apprensione soltanto per Palumbo, fermatosi nel finale per un indurimento muscolare: “Ha sentito tirare, quindi abbiamo preferito non rischiare. Mancavano pochi minuti, abbiamo finito anche in dieci per preservarlo e cercare di averlo già martedì a disposizione”.
Il Messina chiude così il doppio confronto con due vittorie, 4-1 e 3-0. Ma per Torrisi il dato più importante non è il 7-1 complessivo. È ciò che la squadra sta provando a costruire dietro quei risultati: una mentalità che non faccia differenze tra andata e ritorno, Coppa e campionato, 0-0 o 3-0.
Una mentalità che, nelle intenzioni del tecnico, dovrà diventare semplicemente il modo di essere del Messina.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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