L'esempio Igea: con la progettualità ha sfidato le corazzate della D

Lo stupendo campionato dei giallorossi, finito a Cava dei Tirreni ai playoff dopo la lunga permanenza al primo posto, analizzato dal presidente Nino Grasso. Raffaele rimane? "Decide lui"
 di MNP Redazione Twitter:   articolo letto 578 volte
L'esempio Igea: con la progettualità ha sfidato le corazzate della D

Il campionato dell'Igea Virtus si è concluso in semifinale playoff a Cava dei Tirreni, ma non c'è delusione tra i giallorossi, anzi grande orgoglio per un'annata che ha visto la squadra competere per la vittoria del campionato contro carri armati sulla carta decisamente più forti. Le parole del presidente Nino Grasso testimoniano proprio questa soddisfazione: “Il nostro campionato lo abbiamo già vinto - ha spiegato -, ci siamo presentati con un organico dall'età media di appena ventidue anni, costruito con l'obiettivo di raggiungere la salvezza. Arrivata praticamente a metà anno. Abbiamo tenuto per l'intero girone di andata la testa della classifica, disputando un grandissimo torneo. Non siamo felici, siamo felicissimi”.

A Cava non si è andati oltre lo 0-0: “Abbiamo dato tutto, forse è stata avvertita un poco di stanchezza, non abbiamo reso al massimo in attacco ma non ho nulla da ridire, ci può stare. Il rammarico unico è che avremmo potuto fare un gol, forse meritavamo di passare il turno ma per noi va bene lo stesso”.

Uno sguardo all'oggi ma anche al passato: “Questa società è nata appena sei anni fa, partendo dalla Prima Categoria, vincendo sul campo tre campionati ed una Coppa Sicilia e questo è per noi un motivo di grande orgoglio. Da matricola ha ben figurato, non potevo chiedere di meglio, posso solo ringraziare il mister Giuseppe Raffaele, lo staff tecnico ed un gruppo straordinario di ragazzi che ha sempre dato il cento per cento. L'Igea Virtus è una grande famiglia, a partire dalla dirigenza, fino al magazziniere. Ringrazio i nostri tifosi che non hanno mai fatto mancare il loro supporto, sostenendo sempre la squadra, sia tra le mura amiche che in trasferta, facendo sacrifici”.

Una Serie D davvero difficile che l'Igea ha vissuto da protagonista: “Abbiamo combattuto e lottato fino alla fine contro autentiche corazzate del calibro di Leonzio, Rende, Cavese, Gela, Palmese, Turris, Frattese e non solo. La nostra società è composta da 6-7 persone che sono tifosi, abbiamo un progetto che punta a svilupparsi con i giovani della nostra zona, il grande nome per stravincere non rientra in questa logica. Anche perché se costruisci un team così non è detto che riesci nell'intento di gioire. All'inizio pensavamo che alcune formazioni avrebbero ucciso il campionato, ma così non è stato”.

A gennaio, per precisa scelta, è stato deciso di inserire solo qualche tassello: “Non abbiamo cambiato il parco giocatori, è stato solo fatto qualche inserimento per avere a disposizione una rosa più lunga, abbiamo pensato al futuro della società non spingendoci oltre le nostre possibilità. La nostra rosa è composta da quasi tutti atleti del circondario e solo 5-6 provenienti da fuori. Purtroppo abbiamo pagato alcuni infortuni come quello di Biondo, o Pitarresi che avevamo preso per sostituirlo. Ci è mancato a lungo anche Isgrò, non è difficile capire come assenze di questo tipo nell'economia di una squadra come la nostra pesino tantissimo. Non abbiamo doppioni, chi punta a vincere ha in rosa almeno due centravanti dello stesso livello”.

Cosa accadrà adesso? “Ci riuniremo, tracceremo un bilancio sul piano finanziario e sportivo, abbiamo le idee abbastanza chiare e non pensiamo di discostarci dalla nostra linea, anche perché una piccola esperienza ce la siamo fatta. Nel calcio si tirano fuori soldi e ne rientrano pochi, lo si fa per passone ed amore, noi siamo cresciuti al D'Alcontres. Continueremo sull stessa falsa riga di questa stagione assolutamente esaltante e strepitosa. Abbiamo a cuore questa squadra e siamo orgogliosi di rappresentare Barcellona Pozzo di Gotto. Abbiamo onorato un grande torneo fino all'ultimo secondo. La troppa ambizione rischia di creare delusione che nel calcio è terribile”.

Si andrà avanti con Raffaele? “Per noi non ci sono dubbi, è uno di famiglia, abbiamo vinto l'Eccellenza, ha fatto bene in D. Dipende da lui”.