Messina-Castrovillari: uno spiraglio di sole tra le nubi

La "partita che visse tre volte" porta una vittoria all'Acr proprio nel momento più difficile per la società di Pietro Sciotto, stretta tra la classifica deficitaria e mille problematiche
20.12.2018 20:09 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 404 volte
Il rigore di Genevier
Il rigore di Genevier

La settimana di vigilia natalizia era iniziata in modo molto triste per l'Acr Messina, con la classifica che recitava terzultimo posto ad 8 lunghezze dalla salvezza diretta, dopo la sensazione di impotenza lasciata dalla sconfitta maturata al "Valentino Mazzola" di San Cataldo. Ma non era solo il piazzamento a rendere gelido questo fine 2018, perché pesava anche la lontananza dei tifosi, presenti con una rappresentanza solo in trasferta, schierati dietro lo striscione "Solo per la maglia", e l'atmosfera intorno al "progetto Rilancio" targato Pietro Sciotto sembrava essere quella che prelude ai titoli di coda per un film mai ritenuto accattivante dalla platea degli appassionati giallorossi.

Nella mattinata di ieri, poi, era arrivata la notizia dei comunicati pubblicati sul sito della Commissione Accordi Economici della LND che sancivano la condanna per l'Acr al saldo di quasi 24.000 euro di spettanze nei confronti di diversi calciatori della passata stagione, giunta qualche giorno dopo quella relativa al parziale accoglimento di un ricorso, sempre per alcune mensilità non riconosciute, presentato dall'ex mister giallorosso Giacomo Modica.

E invece, proprio quando tutto sembrava condurre a tristi presagi,  ecco che, in un "S.Filippo" popolato da poco più di un centinaio di persone, addetti all'informazione ed accreditati inclusi, il Messina fornisce una prestazione all'insegna del cuore, mette sotto per un tempo il Castrovillari, soffre nella ripresa per rintuzzare i tentativi di rimonta da parte dei "Lupi del Pollino", portando a casa tre punti essenziali per il proprio futuro, almeno quello prossimo. Oberdan Biagioni (voto 6,5) sceglie gli uomini giusti per la battaglia nel fango del "Franco Scoglio", li schiera con un 3-5-2 equilibrato e maggiormente adatto al materiale datogli a disposizione, e, alla fine, abbraccia singolarmente tutti i protagonisti di questa vittoria. In sala stampa si presentano il ds Torma e il team manager Castorina, rivendicando il loro lavoro in team e lasciandosi andare ad uno sfogo rivolto verso non meglio identificati direttori sportivi e procuratori che si dichiarano amici del Messina e, invece, avrebbero boicottano la società impedendogli di operare sul mercato di riparazione dicembrino con la libertà di movimento indispensabile. Messaggi rivolti all'esterno che, però, potrebbero essere il preludio all'ennesimo, non auspicabile, ribaltone.

Rimandando ad altri momenti l'esame della complessa "matassa Acr", poniamo l'attenzione sui timidi segnali positivi emersi dalla prova infrasettimanale di recupero della settima giornata. La fase difensiva viene affidata al trio Sambinha - Zappalà - Ferrante e la combinazione assolutamente inedita risulta efficace, anche se occorrono controprove durante il prosieguo della stagione. Il portoghese esordisce con una prestazione convincente, da 6,5 pieno, perché accoppia ad una presenza fisica imponente, grinta e carattere, doti indispensabili in qualunque categoria e su tutti i campi del mondo. Gli altri due componenti della linea arretrata portano a casa una sufficienza ampia e lasciano l'impressione che la novità tattica sarà riproposta, almeno in questo momento cruciale del torneo.

In realtà, specialmente nella ripresa, lo schieramento difensivo viene composto anche da Janse (6) a destra e dal ragazzino Barbera (6) sul lato opposto, proprio per ridurre le possibilità offensive degli avversari. L'olandese estende la propria autonomia fino a una cinquantina di minuti, mentre l'esterno sinistro conferma di essere più pronto rispetto all'acerbo svedesino Lundqvist, apparso ancora una volta spaesato nei 20' concessigli da Biagioni.

Il centrocampo, forse per la prima volta in questa travagliatissima prima metà di campionato, appare un reparto dignitoso per la categoria e se ne giova, ovviamente, tutta la squadra. Biondi (6) è molto più a suo agio rispetto alle ultime prestazioni in cui doveva fare il terzino, Genevier (6,5) merita mezzo voto in più per la freddezza con cui trasforma il penalty decisivo ad impreziosire una prova in cui conferma di avere i colpi per diventare il leader di un Messina ancora non rivelatosi come entità collettiva. Merita la palma di migliore in campo un altro nuovo arrivato, il romano Alessio Amadio (7), finalmente un centrocampista dotato di passo, tecnica e presenza sul terreno di gioco, altro elemento da tenere in seria considerazione se si vuole davvero risalire la china.

La manovra offensiva, malgrado la maggiore accortezza del modulo, produce un numero accettabile di occasioni da gol, sprecate in modo equanime sia da Arcidiacono (6) che da Tedesco (5,5), anche se l'ex Locri dimostra una accentuata avversione nei confronti della porta avversaria, piuttosto preoccupante per uno che dovrebbe fare l'attaccante di mestiere. In attesa del transfer dalla Federazione Libica per l'utilizzo di Balde, occorre fare di necessità virtù e plaudire almeno all'impegno di Tedesco. Minuti di sostanza per i subentrati Aldovrandi, Selvaggio, Catalano e Ba, confortanti soprattutto per mister Biagioni che potrà contare su calciatori pronti anche dalla panchina.

La vittoria ha dato la possibilità ai calciatori ed a tutti i componenti dello staff tecnico, insieme alle famiglie, di passare una serata serena durante la cena natalizia organizzata ieri sera dalla società. I profili social di qualche giocatore biancoscudato riportano la notevole performance canora di Biccio Arcidiacono, nelle vesti di Al Bano, con la speranza che anche per l'Acr, come recitavano i versi di una celebre hit del cantante di Cellino San Marco, "Il sole tornerà".