Messina-Melfi 3-4, sconfitta pesante. Squadra senza testa e cuore

 di Davide Mangiapane Twitter:   articolo letto 1435 volte
L'inutile gol del 3-4
L'inutile gol del 3-4

Pesantissima sconfitta (3-4) per il Messina, al cospetto del Melfi, giunto in riva allo Stretto con l’unica possibilità di ottenere i tre punti per non sprofondare in serie D, e riuscito nell’impresa grazie soprattutto all’insipienza e alla giornata nera di quasi tutti gli effettivi messi in campo da Lucarelli. Adesso, occorre un intervento deciso della società per ritrovare quella serenità indispensabile, evitando di sprofondare nella zona che porta alla palude dei playout.

Il pubblico sugli spalti è sparuto, vista la quasi concomitanza con il derby “cinese” della Madonnina e lo splendido pomeriggio estivo che induce alla scampagnata fuori porta.

Le squadre si schierano con dispositivi tattici abbastanza simili, testimonianza della importanza del match per i rispettivi destini in questo campionato.

Lucarelli piazza davanti a Berardi il trio Palumbo-Maccarrone-Bruno, Musacci vertice basso del rombo composto da Grifoni a destra, Da Silva interno, Sanseverino a sinistra e Foresta dietro le due punte Milinkovic e Madonia.

Aimo Diana, squalificato e sostituito in panchina dal secondo Andrea Destino, schiera Gragnianiello tra i pali, Grea, Laezza e Romeo in difesa, il brasiliano Vicente play basso con il ghanese Obeng a destra Lodesani interno, Esposito sul lato mancino, mentre Marano appoggia il duo avanzato Foggia-De Vena.

Inizio di gara sotto ritmo, anche per la giornata molto calda, e prima occasione da gol per i lucani al 16’, quando Foggia prova la botta al volo in piena area, ma spedisce la sfera in Curva Sud.

L’infortunio di Palumbo, al 34’, induce Lucarelli a optare per la linea difensiva a 4, con Marseglia a sinistra e Grifoni retrocesso a terzino.

Nemmeno il tempo di sistemare le cose in campo, che il Melfi, al 36’, passa in vantaggio. Il signor Andreini assegna un corner piuttosto dubbio sull’intervento di Berardi che tocca il pallone scagliato da De Vena quando ha già oltrepassato la linea di fondo. I lucani congegnano uno schema dalla bandierina, che porta alla conclusione Vicente, tocco di Foggia e palla che carambola sui piedi di Marano, al quale non resta che appoggiare in rete a porta vuota.

Messina distratto e raddoppio servito al 38’, ancora su corner che stavolta batte Vicente, tocco di testa di Maccarrone, difesa ferma e Laezza, piazzato sul palo più lontano, appoggia facilmente di piatto alle spalle di Berardi.

Nessuna azione degna di nota fino al duplice fischio che sancisce la fine del primo tempo, con il Melfi in vantaggio di due gol, causati da altrettante disattenzioni clamorose della retroguardia biancoscudata.

La ripresa inizia con il Messina che si getta nell’area avversaria, ma senza la cattiveria necessaria per cercare di rimettere in piedi la partita, e ne approfittano i gialloverdi che, al 15’, organizzano il più scolastico dei contropiede. Foggia viene lanciato in profondità, appoggia verso De Vena che è in ritardo, ma Berardi sbaglia completamente i tempi dell’uscita e lascia all’ex giallorosso lo spzio per battere di destro a porta vuota, rendendo vano l’estremo tentativo di Bruno sulla linea.

Segnali di vita del Messina al 19’, con una ripartenza gestita al meglio da Milinkovic e Madonia, scattato sul filo del fuorigioco, anticipa Gragnianiello e accorcia le distanze.

Passano due minuti ed ancora peloritani pericolosissimi con Grifoni che arriva sul fondo e lascia partire un bel cross sul quale Musacci impatta perfettamente al volo impegnando severamente il portiere ospite, bravo e fortunato nel trovarsi la palla ancora a disposizione sulla respinta corta.

Gli uomini di Lucarelli si buttano in avanti senza criterio e, al 29’, Milinkovic perde palla nel contrasto con De Montis in prossimità del vertice sinistro dell’area lucana, sgroppata del neo entrato ed assist a campo aperto per Foggia, che ha tutto il tempo per arrivare solo davanti a Berardi e batterlo con freddezza.

Al 37’, arriva il secondo gol biancoscudato, grazie ad una bella progressione di Marseglia, servito in profondità da Madonia e caparbio nel ribadire in rete la respinta di Gragnianiello sulla prima conclusione.

Un minuto più tardi è Ferri a divorarsi il terzo gol a tu per tu con Gragnaniello e, proprio allo scoccare del 90’, Milinkovic sfiora la traversa una un tiro secco dal limite.

All’ultimo minuto di recupero, è Musacci a siglare la terza rete, su assist di Madonia, all’ennesima sgroppata sul fondo, ma non c’è tempo per provare la clamorosa rimonta, perché Andreini fischia subito la fine e al Messina non resta che leccarsi le ferite e subire la contestazione dei tifosi, basiti per l’andamento di una gara stregata.

IL TABELLINO

MESSINA-MELFI 3-4

Marcatori: 36’pt Marano, 39’ pt Laezza, 15’ st De Vena, 19’ st Madonia, 29’ st Foggia, 37’ st Marseglia, 49’ st Musacci

Messina (3-4-1-2): Berardi; Palumbo (dal 34’ pt Marseglia), Maccarrone, Bruno; Grifoni, Da Silva, Musacci, Sanseverino (dal 5’ st Ciccone); Foresta (dal 20’ st Ferri); Madonia, Milinkovic. In panchina: Benfatta, Russo, Ansalone, Rea, Akrapovic, Capua, Mancini, Ferri, Rota, Ventola. Allenatore: Cristiano Lucarelli

Melfi (3-4-1-2) : Gragnaniello; Laezza, Grea (dall’8’st Libutti), Romeo; Lodesani, Esposito, Vicente, Marano(dal 26’st Demontis) , Obeng; Foggia, De Vena(dal 39’st Mangiacasale). In panchina: Gava, Viola, Battaglia, Ferraro, Mangiacasale, De Angelis, Pandolfi. Allenatore: Andrea Destino.

Arbitro: Davide Andreini di Forlì

Assistenti: Pietro Guglielmi e Daniele Colizzi di Albano Laziale

Calci d’angolo: 13 a 2 per il Messina

Ammoniti: 11’pt Grea, 46’ pt Milinkovic, 6’ st Esposito,39’st Mangiacasale e Grifoni

Recupero: 1° tempo  2’; 2° tempo  4’