Dalla difesa al Messina con la voglia di crescere e conquistarsi spazio. Salvatore Doni, classe 2007, è stato tra i primissimi innesti del nuovo corso biancoscudato, fortemente voluto dal direttore sportivo Maurizio Pellegrino. Cresciuto nel settore giovanile del Catania, il difensore ha già trovato spazio nelle prime uscite stagionali, mostrando di poter essere utilizzato sia da centrale che da terzino destro. Adesso, dopo il successo di Augusta che ha inaugurato il campionato di Eccellenza, arriva la prima sfida casalinga contro la Nebros.

In queste prime partite hai dimostrato di saperti adattare a più ruoli. Dove riesci a esprimerti meglio?

Non ho un ruolo in cui mi esprimo meglio. Nasco come centrale difensivo, ma ho fatto anche il braccetto e sappiamo che da braccetto a terzino cambia poco. Ringrazio il mister per la fiducia che mi sta dando e cerco di ripagarlo con il 150% di quello che ho. Mi alleno ogni giorno e i compagni mi aiutano a migliorare, anche sapendo che quello non è proprio il mio ruolo. Sto crescendo tanto grazie a tutto lo staff e a tutti i ragazzi che giorno dopo giorno aiutano soprattutto noi giovani a fare grandi progressi”.

Il tecnico Torrisi chiede molto sul piano fisico, ma anche mentalmente. Quanto può incidere la testa in un campionato come questo?

Soprattutto la testa fa la differenza, non solo in questo campionato, ma in tutti gli sport. È la testa che comanda i piedi e le gambe, mentre il fisico viene sempre dopo. La mentalità è la base: chi ce l'ha arriva e vince le partite”.

Vi attendono tre impegni ravvicinati con tre impegni in una settimana. Si comincia domenica con la Nebros: che partita ti aspetti?

Ci prepariamo settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, dando tutto. Per noi ogni partita è come una finale di Champions, perché vogliamo fare le cose in grande quest’anno. Tutti danno il mille per mille, nessuno si risparmia e nessuno si ferma. Siamo un gruppo, una famiglia e ogni giorno diamo tutto per arrivare pronti a ogni sfida”.

Ad Augusta avete avuto un primo assaggio delle difficoltà del campionato. Tornare a giocare in casa può rappresentare un’arma in più?

Si, soprattutto perché sappiamo che ogni partita non sarà una passeggiata. Le altre squadre verranno a farci la guerra sportiva, com’è giusto che sia. Noi, però, in casa avremo l’aiuto dei nostri tifosi, che sono il nostro dodicesimo uomo. C’è gente che la domenica lascia la propria famiglia per venire allo stadio e noi cerchiamo in tutti i modi di ripagare i loro sacrifici”.

Sezione: Acr Messina / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 13:31
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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