Buona la prima per il Messina. Al “Fontana” di Augusta i biancoscudati inaugurano il campionato di Eccellenza con una vittoria per 1-0, decisa dopo appena tre minuti dalla rete di Ignacio Varela sugli sviluppi di una punizione di Oliver Kragl e della sponda di Franco Sbuttoni. 

Per Alfio Torrisi i tre punti rappresentano la prima cosa da mettere in cassaforte. Ma il tecnico guarda immediatamente a quello che ancora deve migliorare.

“CONTAVA PARTIRE CON IL PIEDE GIUSTO”

“Alla fine la cosa più importante era partire con il piede giusto in campionato e lo abbiamo fatto. Sono soddisfatto per quello che ha prodotto la squadra”.

Il rammarico nasce soprattutto dalla quantità di occasioni non trasformate: “Abbiamo costruito tanto, siamo entrati molte volte dentro l’area e forse in alcune situazioni abbiamo peccato di superficialità o di sufficienza. Abbiamo colpito anche un palo e una traversa. Mi dispiace soltanto non avere chiuso prima la partita”.

Un concetto che fotografa bene l’esordio: Messina superiore sul piano tecnico e atletico, capace di creare numerose situazioni offensive, ma costretto a difendere fino alla fine un vantaggio minimo che avrebbe potuto essere molto più ampio.

“NON ABBIAMO CONCESSO UN TIRO, MA SULL’1-0 CAMBIA L’INERZIA”

Torrisi insiste soprattutto sulla necessità di rendere le partite più semplici quando se ne presenta la possibilità.

“Dobbiamo migliorare e crescere. Non abbiamo praticamente mai subito un tiro in porta e non ricordo parate di Coco, però quando i minuti passano cambia anche l’inerzia mentale della partita”.

Un avversario rimasto ancora in corsa può trovare energie che in precedenza non aveva: “Sul finale magari prende coraggio, mette qualche pallone dentro, conquista una punizione laterale o un calcio d’angolo. E su un imprevisto rischi di pareggiare una partita che, per quello che hai prodotto, non hai mai rischiato realmente di non vincere”.

È il paradosso sul quale il tecnico vuole lavorare: il Messina ha controllato quasi sempre il match, ma il mancato 2-0 ha mantenuto aperto un risultato che nel finale avrebbe potuto essere rimesso in discussione da un singolo episodio.

LA SPADA: “HA CARATTERISTICHE CHE POSSONO DARCI MOLTO”

Tra le note della giornata anche l’esordio di Giuseppe La Spada, arrivato soltanto pochi giorni prima della partita. Senza Sarao, squalificato, Torrisi lo ha mandato in campo nella ripresa al posto di Varela.

“Peppe è arrivato con noi mercoledì e anche oggi è stato importante. Aveva anche segnato, su una posizione di fuorigioco molto dubbia, ma al di là dell’episodio deve iniziare piano piano a entrare nella nostra mentalità e nel nostro modo di giocare”.

Il gol annullato è arrivato pochi minuti dopo il suo ingresso e avrebbe potuto mettere definitivamente al sicuro il risultato. La cronaca conferma come la segnalazione di offside sia apparsa tutt’altro che evidente.

“L’HO MESSO PER ATTACCARE LA PROFONDITÀ”

Torrisi spiega anche la scelta tecnica che ha portato all’ingresso dell’ex Milazzo.

“È arrivato da tre giorni ed è naturalmente più indietro degli altri dal punto di vista tattico, ma può darci tante soluzioni con caratteristiche differenti”.

Una soprattutto: l’attacco dello spazio.

“In quel momento ci stavamo abbassando un po’ anche per gestire il vantaggio e volevo un giocatore capace di sfruttare le ripartenze. Peppe ha questa grande qualità nell’attaccare la profondità e in un paio di situazioni ha rischiato di presentarsi da solo davanti al portiere”.

Una caratteristica che Torrisi aveva già indicato alla vigilia come elemento differente rispetto alle altre numerose soluzioni del reparto offensivo.

TRE PUNTI, MA IL MESSAGGIO È GIÀ QUELLO DELLA VIGILIA

Alla vigilia Torrisi aveva insistito su un concetto: essere favoriti non significa avere partite già vinte. Ad Augusta il Messina ne ha avuto subito una dimostrazione.

Vantaggio immediato, occasioni, controllo territoriale, un gol annullato e una traversa. Ma anche un risultato rimasto in bilico fino al fischio finale. L’Augusta ha provato a restare dentro la partita soprattutto attraverso calci piazzati e forcing conclusivo, mentre il Messina ha gestito senza concedere reali occasioni da rete.

Per questo Torrisi può tenersi stretti i primi tre punti senza nascondere ciò che non gli è piaciuto.

Vincere era obbligatorio. Imparare a chiudere prima partite come questa sarà uno dei prossimi passi.

Il Messina parte da Augusta con quello che cercava: una vittoria. Ma anche con una prima lezione utile per il campionato che lo aspetta.

Sezione: Acr Messina / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 18:47
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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