Secondo posto con 14 punti, uno in meno della capolista Niscemi. Dall’altra parte un Palazzolo quattordicesimo a quota 4. Ma Alfio Torrisi non vuole che la classifica condizioni in alcun modo l’approccio del Messina alla settima giornata del girone B di Eccellenza. Alla vigilia della trasferta il tecnico disegna una gara fatta di seconde palle, duelli e agonismo, mette in guardia dalle difficoltà del campo e ribadisce ancora una volta il concetto che accompagna il Messina dall’inizio della stagione: il valore della rosa deve essere dimostrato ogni settimana, senza pensare che il campionato possa essere vinto semplicemente per superiorità tecnica.
“A PALAZZOLO SARÀ UNA PARTITA DI SECONDE PALLE” - Torrisi non si lascia ingannare dalla posizione occupata dall’avversario: “Sappiamo di avere davanti una partita difficile. Tutte le trasferte sono complicate in questo campionato e a maggior ragione quella di Palazzolo”. Le caratteristiche della gara sono già abbastanza chiare nella testa dell’allenatore: “A prescindere dalla superficie del terreno sarà una partita di seconde palle, veloce, contro una squadra che negli anni ha dimostrato di costruire buona parte dei propri obiettivi attraverso il rendimento tra le mura amiche”. Il Messina dovrà quindi essere pronto soprattutto sul piano agonistico: “Mi aspetto un tasso agonistico molto alto e dovremo rispondere alla grande sotto l’aspetto emotivo. Dobbiamo andare forte, vincere tutti i duelli e prendere in mano il dominio del gioco in entrambe le fasi”. La ricetta non cambia: “Per portare a casa il risultato a Palazzolo bisogna essere agguerriti e avere più fame degli altri. Attraverso questo dobbiamo costruire la prestazione che possa portarci ai tre punti”.
COPPA UTILE ANCHE PER PROVARE SOLUZIONI DIVERSE - Il Messina arriva alla trasferta dopo l’impegno infrasettimanale di Coppa Italia. Torrisi chiarisce però che quella gara non è stata semplicemente utilizzata per far riposare alcuni titolari: “Non ho fatto riposare qualcuno. Sapendo che avremmo avuto altri novanta minuti a Scordia abbiamo fatto delle scelte legate al minutaggio, ma anche valutazioni tattiche e tecniche”. La Coppa ha infatti consentito di sperimentare alcune alternative: “Abbiamo provato La Spada da esterno, Tommaso Bonanno a piede invertito, abbiamo rivisto Passiatore e dato minutaggio a Sartore, al di là del gol che ha realizzato”. Il risultato restava importante, ma non era l’unico obiettivo: “Avevo bisogno di vedere determinate situazioni. Il focus era anche sulla gestione delle risorse fisiche e su qualche soluzione tattica differente”. 
 “I CONTINUI CAMBI DI SUPERFICIE CI STANNO FACENDO MALE” - La nota negativa continua a riguardare le condizioni fisiche della squadra. Torrisi torna ancora una volta sul problema già evidenziato nelle scorse settimane: “Fisicamente purtroppo non stiamo benissimo perché con questi continui cambi di superficie continuiamo a farci male”. Il tecnico parla di diversi giocatori acciaccati e rimanda alcune decisioni definitive al confronto con lo staff sanitario. Tra i casi da valutare c’è quello di Burzio: “Aspetto il briefing con lo staff medico per capire se riusciremo a portarlo in extremis. Si è fermato per un affaticamento all’adduttore”. 
PALUMBO OUT: “HA STRETTO I DENTI PER SETTIMANE” - Assenza certa invece quella di Palumbo: “Non farà parte della partita e del gruppo squadra”. Torrisi spiega che il giocatore convive da tempo con un problema fisico: “Ha un principio di pubalgia che abbiamo gestito nelle ultime settimane. È andato in campo anche senza essere al cento per cento e ha sofferto anche lui questi continui cambi di superficie”. Lo staff ha provato a consentirgli di essere comunque disponibile: “Ha stretto i denti, anche con antidolorifici, ed è stato gestito in maniera eccellente dallo staff fisico e sanitario. Il preparatore Calzone ha fatto un lavoro importantissimo per metterlo nelle condizioni di giocare almeno cinquanta o sessanta minuti”.
Adesso, però, arriva lo stop: “Siamo costretti a fermarlo”. 
RIENTRANO BOLLINO E SARTORE - Le alternative offensive aumentano comunque grazie ad alcuni recuperi. Torrisi conferma innanzitutto il ritorno di Bollino, che sarà nuovamente disponibile per Palazzolo. Con lui torna pienamente nel gruppo anche Sartore, già utilizzato e andato a segno in Coppa dopo un recupero gestito senza accelerazioni. “Non stiamo benissimo, ma saremo pronti a battagliare con il coltello tra i denti”, assicura Torrisi.
L’obiettivo resta uno solo: “Dobbiamo dare una gioia alla nostra gente e continuare il nostro percorso. Sappiamo che sarà una partita difficile e non sarà una passeggiata di salute, ma abbiamo un risultato da andare a prenderci con la forza”. 
“PRIMI BISOGNA ESSERLO A MAGGIO” - Il pareggio interno contro la Leonzio ha fatto perdere al Messina il primato solitario e consegnato la testa della classifica al Niscemi. Torrisi, però, non cambia una virgola rispetto a quanto dichiarato sette giorni fa: “Avevo già risposto prima della Leonzio: primi bisogna esserlo a maggio, non a ottobre o novembre”. La classifica attuale non modifica quindi l’approccio: “Sappiamo che questo è un mese importante, nel quale dobbiamo anche conquistare l’accesso alle semifinali di Coppa Italia. Dobbiamo mettere dentro tanto, non soltanto in termini di punti ma anche di identità tattica”. Proprio sotto questo profilo Torrisi vede una crescita evidente: “La squadra sta migliorando e lo abbiamo visto anche nell’ultima partita di campionato”. 
“NELLA NOSTRA TESTA SIAMO CAPOLISTI” - Il passaggio più forte arriva quando gli viene chiesto se essere scivolati al secondo posto possa produrre una pressione differente: “Noi nella nostra mente siamo capolisti perché siamo i più forti di tutti”. Una convinzione già espressa più volte e che Torrisi ribadisce senza esitazioni: “La squadra lo ha sempre dimostrato e continua a dimostrarlo. Non possiamo stare a guardare la classifica adesso”.
Il rispetto verso gli avversari rimane comunque totale: “Tutte le squadre hanno i propri obiettivi e noi rispettiamo tutti. Ma abbiamo anche il nostro, ed è il più grande di tutti. Nessuno può togliercelo”.  
“LA CLASSIFICA CAMBIERÀ ANCORA” - Torrisi invita a non attribuire troppo significato a un sorpasso arrivato dopo appena sei giornate: “La classifica può cambiare da una settimana all’altra. Probabilmente cambierà già domani e poi potrebbe cambiare ancora tra due settimane”. Il campionato, fin qui, ha confermato un equilibrio significativo nelle prime posizioni: “Non c’è stata una capolista capace di restare davanti per molte giornate consecutive”. Per questo l’unica strada è concentrarsi sul proprio percorso: “Dobbiamo andare a Palazzolo consapevoli della nostra forza e continuare a fare quello che abbiamo fatto bene fino a oggi”. 
“NON POSSIAMO AVERE LA PRESSIONE DI ESSERE PRIMI O SECONDI” - Torrisi rifiuta l’idea che la squadra possa vivere il continuo confronto con la graduatoria: “Non possiamo mettere addosso al Messina la pressione di essere primo oppure secondo alla settima giornata”. L’unico traguardo che interessa è quello finale: “Dobbiamo arrivare primi a maggio. Su questo penso che abbiamo pochi dubbi, sia per la forza della squadra sia per quello che vedo ogni giorno durante gli allenamenti”. Il tecnico insiste soprattutto sulla solidità mentale: “Questa squadra ha la forza di andare a prendersi quello che vuole. Dobbiamo farlo già a Palazzolo, con serenità e anche con spensieratezza”. Le pressioni, secondo Torrisi, appartengono semmai agli altri: “Noi sapevamo dal primo giorno in cui abbiamo messo piede a Messina cosa ci sarebbe aspettato, quale fosse il percorso e cosa dovessimo fare”. 
“IL DESTINO È SEMPRE NELLE NOSTRE MANI” - Torna così una frase diventata quasi un manifesto dell’allenatore: “A prescindere da quello che dice oggi la classifica, in questo campionato il destino è sempre nelle nostre mani”. La convinzione nasce dall’autostima costruita all’interno dello spogliatoio: “Abbiamo serenità e una forza mentale importante che deve portarci a fare prestazioni e a coltivare questo sogno fino al raggiungimento dell’obiettivo finale”. 
“NON ESISTE UN PROBLEMA TRA CASA E TRASFERTA” - Tre vittorie nelle prime tre trasferte di campionato, contro Augusta, Athletic Gioiosa e Vittoria, mentre al “Franco Scoglio” sono arrivati i pareggi contro Nebros e Leonzio oltre alla larga vittoria con la Gymnica Scordia.
Torrisi, però, respinge l’idea che esista un Messina diverso tra casa e trasferta: “Faccio fatica a parlare di un cammino differente. Abbiamo fatto due pareggi in casa”. Il tecnico distingue inoltre le due gare: “Con la Nebros abbiamo avuto una partita diversa. Contro la Leonzio, invece, abbiamo disputato per 95 minuti una prestazione importante, una prestazione da Messina”. A fare la differenza sono stati soprattutto gli episodi: “In questo momento alcune situazioni non ci hanno sorriso. Sicuramente sul secondo gol subito contro la Leonzio potevamo fare meglio e lo sappiamo, ma non penso che si possa parlare di un rendimento differente”. 
“GLI AVVERSARI POSSONO ANCHE TIRARE IN PORTA” - Torrisi utilizza poi un passaggio particolarmente netto per chiedere maggiore equilibrio nei giudizi: “Bisogna accettare la normalità di una stagione e di un campionato”. Secondo il tecnico, attorno al Messina ogni episodio negativo rischia di assumere dimensioni eccessive: “Quando il Messina prende un gol sembra diventare una notizia. A volte sembra quasi che non possiamo neppure subire un tiro in porta”. Il riferimento va anche alla recente gara di Coppa: “Lo Scordia ha avuto due occasioni e quasi sembrava fosse diventato un caso nazionale perché aveva calciato due volte verso la nostra porta”.  Torrisi invita a ricordare che esiste anche un avversario: “Il calcio è questo. Gli altri provano a giocare, a metterci in difficoltà e a vincere. Nessuno viene a Messina pensando di farsi una gita”. 
“ABBIAMO L’OBBLIGO DI PROVARE A VINCERLE TUTTE” - Il fatto che gli avversari possano creare pericoli non modifica le responsabilità del Messina: “Noi abbiamo l’obbligo morale, per le qualità che possediamo, per come è stata costruita questa squadra e per il nostro obiettivo, di provare a vincere tutte le partite”. Ma “provare” non significa poter considerare automatico il risultato: “Ci sarà un motivo se in tutti questi anni di Eccellenza non ci sono squadre che hanno vinto il campionato vincendo ogni singola partita”. Il tecnico cita anche precedenti importanti: “Ci sono piazze come Livorno che hanno investito per due anni in Eccellenza prima di andare in Serie D. Stiamo vedendo cosa accade anche a Taranto. Non c’è nulla di scontato”.
La conseguenza è una sola: “Bisogna lavorare ogni giorno per migliorare e vincere, consapevoli che ogni avversario farà di tutto e anche qualcosa in più per impedirci di farlo”. 
“SMONTIAMO L’IDEA CHE IL MESSINA DEBBA VINCERLE TUTTE A MANI BASSE” - Torrisi vuole soprattutto eliminare una narrazione che considera pericolosa: “Vorrei smontare questa idea di un Messina che debba fare un campionato a parte e vincere tutte le partite a mani basse”.
Il Messina deve vincere il torneo, ma il percorso non sarà necessariamente lineare: “Faremo di tutto per riuscirci. Dobbiamo vincere il campionato perché siamo stati costruiti per questo”. Il tecnico non contempla obiettivi intermedi: “Le altre strade utilizzabili per arrivare in Serie D non sono minimamente ipotizzabili per noi”. 
“CONTA SOLTANTO CHI VINCE IL CAMPIONATO” - Torrisi spiega anche perché attribuisca tanta importanza al primo posto: “Per me la squadra che conta è quella che vince il campionato”. Una promozione attraverso strade alternative non avrebbe lo stesso significato: “Vincere significa essere stati i migliori di tutti, essere stati più bravi e arrivare davanti. Non è qualcosa che capita sempre e non succede a tutti gli allenatori, a tutti i giocatori o a tutti i dirigenti”. Il Messina, nella sua valutazione, possiede gli uomini adatti: “Abbiamo una squadra costruita per questo, con giocatori che in altre piazze hanno già dimostrato di saper vincere”.
COPPA ITALIA: “UN TROFEO DA METTERE IN BACHECA, MA NON È LA NOSTRA STRADA PER LA D” - La Coppa Italia resta un obiettivo prestigioso ma separato rispetto alla missione principale: “Proveremo ad andare fino in fondo perché vincerla resta scritto. È un trofeo da mettere in bacheca e sarebbe una gioia ulteriore per la città e per una proprietà che investe”. Ma Torrisi non vuole che venga considerata una possibile scorciatoia verso la Serie D: “Non possiamo pensare di dover andare in D attraverso la Coppa Italia”. La priorità resta il campionato. 
“SE NO BASTEREBBE CONSEGNARE LA FORMAZIONE” - Torrisi chiude tornando ancora sull’esigenza di equilibrio: “Ogni settimana affrontiamo squadre che faranno di tutto e anche di più per non farci vincere”. E questo significa inevitabilmente anche concedere qualcosa: “Gli avversari tireranno in porta, proveranno a costruire azioni da gol e cercheranno di metterci in difficoltà”. Se così non fosse, non esisterebbe neppure la partita: “Altrimenti le vinceremmo tutte al momento di consegnare la formazione e non servirebbe nemmeno scendere in campo”. Per il tecnico è indispensabile evitare giudizi estremi: “Deve regnare l’equilibrio. Se ogni volta che il Messina subisce due tiri o un gol succede una catastrofe, diventa difficile”.
L’unico numero che interesserà davvero alla fine resta quello della classifica: “L’obiettivo del Messina è terminare il campionato con un punto in più della seconda. Quello conta. Tutto il resto è aria fritta”.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 16:39
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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