Primo posto solitario con 13 punti dopo cinque giornate, una lunghezza sul Niscemi e due sulla Nebros. Dall’altra parte la Leonzio, dodicesima a quota 4. Ma per Alfio Torrisi la fotografia della classifica conta molto meno dell’atteggiamento con il quale il Messina affronterà domani, dalle 15.30 al “Franco Scoglio”, la sesta giornata del girone B di Eccellenza. Nella sala stampa “Licordari” il tecnico torna sui concetti che accompagnano la squadra dall’inizio della stagione: fame, rispetto dell’avversario, competizione quotidiana e quella “tattica emotiva” che deve consentire ai biancoscudati di pareggiare l’aggressività di chi, quando vede il Messina dall’altra parte, inevitabilmente alza il proprio livello.
“UNA SQUADRA CHE SPINGE A MILLE DAL MARTEDÌ AL SABATO” - Torrisi parte dalla settimana di lavoro e dalla risposta del gruppo dopo l’importante successo conquistato a Vittoria: “È andata come tutte le settimane, con una squadra che spinge a mille dal martedì al sabato, che lavora curando i dettagli, affamata e con nel proprio DNA quella voglia giornaliera di vincere. Anche le partitelle, anche le sfide che fanno i ragazzi durante il riscaldamento”. È proprio questa competizione interna uno degli elementi sui quali l’allenatore insiste maggiormente: “Abbiamo costruito e stiamo cercando ancora di consolidare questa mentalità. Ti porta a spingere sempre durante la settimana e crea competizione, che è fondamentale per una squadra come la nostra, composta da tantissimi giocatori importanti”.
“CONTRO IL MESSINA NON CONTA LA CLASSIFICA” - La Leonzio arriva al “Franco Scoglio” dalla parte bassa della graduatoria, ma Torrisi considera il dato quasi irrilevante. La ragione è quella ripetuta fin dall’inizio del campionato: affrontare il Messina produce motivazioni differenti negli avversari. “Il discorso del primo posto lascia il tempo che trova rispetto all’avversario, perché quando qualcuno incontra il Messina non guarda la classifica. Questo è un club il cui nome e la cui storia vanno al di sopra della categoria, della classifica e del campionato. Quando si affronta il Messina è normale che sia un’altra partita per tutti”. Il tecnico dice di averlo percepito soprattutto nelle trasferte: “Abbiamo visto l’accoglienza e il prepartita quando arriva il Messina, il rispetto che nutrono nei nostri confronti. Noi fino a oggi abbiamo fatto grandi prestazioni e ottenuto risultati proprio perché abbiamo ricambiato quel rispetto”. 
“IL RISPETTO DELL’AVVERSARIO CI FA ALZARE L’ASTICELLA” - Nella filosofia di Torrisi rispettare chi sta dall’altra parte non significa temerlo. Al contrario, diventa uno strumento per evitare cali di tensione: “È quello che ci fa alzare l’asticella della concentrazione e dell’approccio alla gara. È una cosa fondamentale che il Messina non deve mai perdere”. Il pericolo principale è la sufficienza: “Il rispetto dell’avversario ti dà quella forza e quell’inerzia mentale in più per essere concentrato, stare sul pezzo e non avere mai sufficienza. È questo che poi ti permette di produrre una prestazione capace di portarti ai tre punti”. 
“PRIMI BISOGNA ESSERLO A MAGGIO” - Il primato solitario viene quindi accolto con soddisfazione, ma senza attribuirgli un significato definitivo: “Questo primo posto lascia il tempo che trova, perché primi bisogna essere a maggio, non adesso”. Torrisi riconosce comunque il valore del percorso: “Oggi è importante perché rappresenta il giusto premio per i risultati che stiamo facendo ogni settimana. Tre settimane fa eravamo in testa insieme ad altre due squadre, la settimana scorsa con un’altra e oggi siamo soli”. Adesso l’obiettivo è trasformare gradualmente il primato in qualcosa di più consistente: “Dobbiamo consolidare questo primo posto continuando ad andare avanti. Così facendo il destino rimane nelle nostre mani, non soltanto per la classifica ma per ogni singola partita”. 
“NOVEMBRE NON VALE PIÙ DI DOMANI” -  Torrisi ridimensiona anche l’idea che novembre, quando arriveranno alcuni degli scontri contro le formazioni considerate più attrezzate, possa rappresentare il mese decisivo della stagione. “A novembre giocheremo partite che daranno tre punti esattamente come quelle di adesso. Non penso che esista un mese nel quale possiamo determinare la nostra stagione”. Il campionato, secondo il tecnico, ha già dimostrato di non consentire calcoli: “Settimana dopo settimana vediamo che si possono perdere punti contro chiunque. Lo abbiamo visto con il pareggio contro la Nebros, che ci ha lasciato parecchio scontenti perché noi vogliamo vincere tutte le partite. Ma la Nebros sta dimostrando con i risultati che non è un caso”. Lo stesso vale per la Gymnica Scordia, travolta 5-1 al “Franco Scoglio” ma poi capace di reagire: “Dopo la partita contro di noi qualcuno poteva pensare che avessimo affrontato una banda, invece lo Scordia ha conquistato una qualificazione importante in Coppa e poi ha vinto a Lentini. Questo dimostra che è un campionato nel quale puoi perdere punti con tutti e guadagnarli contro tutti”. 
“OTTOBRE PUÒ DARCI QUALCOSA, MA CONTA COME CI ARRIVIAMO” - Resta vero che Torrisi aveva indicato ottobre come un passaggio importante nel percorso del Messina. Una valutazione che conferma, ma senza trasformarla in un’ossessione: “Avevo parlato con la squadra e sapevamo che ottobre poteva darci qualcosa per proiettarci verso il nostro traguardo”. Il ragionamento rimane però sempre lo stesso: “Finito ottobre penseremo a novembre, ma sempre partita dopo partita. L’importante è capire come arrivi a quel momento, in quale posizione, con quale distacco e con quanti punti. Tutto dipende da quello”. 
“SIAMO LA SQUADRA PIÙ FORTE DEL CAMPIONATO” - Torrisi non cambia invece di una virgola il giudizio sul valore della propria rosa: “La squadra sta dimostrando maturità e ha ben impresso quello che deve fare in questo campionato. Il destino è nelle nostre mani ogni giorno, perché questa è la squadra più forte del campionato. Su questo ho pochissimi dubbi”. Ma la crescita che soddisfa maggiormente l’allenatore non è soltanto tecnica: “Lo sta dimostrando anche come struttura mentale, nella gestione dei momenti della partita e nella consapevolezza della propria forza”.
Ed è proprio questa convinzione che dovrà essere trasferita nella gara con la Leonzio. 
“LA PARTITA PUÒ DIVENTARE SEMPLICE SOLO SE IL MESSINA FA IL MESSINA” - Torrisi respinge qualsiasi lettura della partita basata esclusivamente sulla differenza di classifica: “Per battere la Leonzio serve una buona prestazione, come abbiamo fatto nelle altre partite. Affrontiamo un avversario che ha delle idee e prova a mettere in campo quello che il proprio allenatore prepara durante la settimana”. La gara, quindi, non nasce facile: “Non è una partita semplice. Può diventare semplice dopo, se il Messina fa il Messina attraverso la qualità ma soprattutto attraverso l’atteggiamento”. È ancora una volta quella la parola decisiva: “L’atteggiamento non deve mai mancare. La ferocia che riusciamo a trovare attraverso il rispetto dell’avversario è una base imprescindibile per ottenere risultati in tutte le categorie. Prima della qualità viene questo”. 
“IN NON POSSESSO COME UN BAMBINO A CUI TOLGONO IL GIOCATTOLO” - Quando gli viene chiesto della fame mostrata anche dai giocatori più esperti e da chi entra per pochi minuti, Torrisi entra nel cuore della propria concezione calcistica. “Questa è l’unica cosa che non può non accadere. È una costante che i giocatori devono avere per far parte e continuare a far parte del progetto Messina”. Categorie e curriculum, in quella fase del gioco, smettono di avere qualsiasi importanza: “Nel calcio ci sono due fasi molto semplici: possesso e non possesso. Nella seconda non puoi prescindere dalla cattiveria, dalla ferocia e dalla fame di andare a vincere tutti i duelli con l’avversario. Lì non serve la qualità, serve l’aspetto emotivo e mentale”. Poi arriva una delle immagini più efficaci utilizzate dal tecnico dall’inizio della stagione: “Ho sempre detto ai ragazzi che il nostro atteggiamento in fase di non possesso deve essere simile a quello di un bambino al quale tolgono un giocattolo, o di un cane al quale tolgono l’osso. Non possiamo prescindere da questo”. 
“SE LO FANNO SARAO, VARELA E BONANNO, DEVONO FARLO TUTTI” - Non esistono eccezioni legate al nome o alla carriera: “Se lo fa Sarao, se lo fa Varela come abbiamo visto quando è entrato a Vittoria, se lo fa Bonanno, allora devono farlo tutti”. È questa, per Torrisi, una delle ragioni per le quali il Messina ha già acquisito credibilità: “Questo percorso ha dato credibilità alla squadra. Una squadra non mette in campo semplicemente quello che dice l’allenatore, ma quello che l’allenatore riesce a far credere ai propri giocatori. Sono due cose completamente diverse”.
La parola utilizzata dal tecnico è fiducia: “È quella che fa la differenza. Noi ci siamo tutti calati nella parte”. 
“DIMENTICARE CHI HA FATTO LA B, LA C O VINTO LA D: ESISTE SOLO IL MESSINA” - In una rosa piena di calciatori con esperienze nelle categorie superiori, Torrisi continua a chiedere una sorta di azzeramento del curriculum: “Per vincere questo campionato bisogna dimenticare chi ha fatto la Serie C, chi ha fatto la Serie D, chi ha vinto la D o chi ha giocato in Serie B”. Il pensiero deve essere soltanto uno: “Esiste il Messina. Dobbiamo uscire vittoriosi da questo campionato attraverso l’atteggiamento, la fame e la voglia di dimostrare che con questa categoria questo club e chi ne fa parte non c’entrano nulla”. Una superiorità che, però, deve essere dimostrata ogni domenica e non soltanto dichiarata. 
LA “TATTICA EMOTIVA” E LA COMPETIZIONE QUOTIDIANA - Torrisi torna così su un concetto che accompagna il suo lavoro dall’estate: la “tattica emotiva”. “Si allena durante la settimana. Quella è la famosa tattica emotiva che chiamo così perché deve stimolare continuamente il calciatore e mettere in difficoltà l’allenatore”. La competizione, quindi, non dipende dai trascorsi: “Parte dalla quotidianità, non dal curriculum. È questo che dobbiamo fare ed è quello che dovremo fare domani”. Anche il rispetto dell’avversario rientra nello stesso meccanismo: “Se non hai rispetto entri in campo con sufficienza e prendi gli schiaffi. Se invece rispetti chi hai davanti, ti nutri di energia positiva e della cattiveria necessaria da trasferire in campo”.  Proprio per questo, però, i biancoscudati devono pareggiare ogni settimana l’energia supplementare degli avversari: “Dobbiamo portare allo stesso livello la nostra cattiveria e la nostra ferocia rispetto a quelle che gli altri hanno inevitabilmente quando incontrano il Messina”. Il tecnico dice di averne ormai una conferma osservando le altre partite: “Vedo squadre affrontare determinati avversari in un modo e poi cambiare completamente quando giocano contro il Messina. È normale, perché a livello emotivo il Messina trasmette qualcosa che nessun altro club in questo campionato può trasmettere”. 
SARTORE TORNA, TANASA SI FERMA - Sul piano dell’organico arrivano una buona e una cattiva notizia. Torrisi recupera Sartore, che tornerà a far parte del gruppo partita: “Abbiamo un recupero, quello di Sartore. La settimana scorsa era già in pieno recupero, abbiamo allungato un po’ i tempi e da questa settimana si è aggregato. Domani farà parte del gruppo”. Si ferma invece Tanasa, che non sarà disponibile contro la Leonzio: “Probabilmente lo abbiamo perso per una piccola contrattura. Aspetteremo l’esito dell’esame strumentale lunedì, ma al novanta per cento dovrebbe essere poca roba. Si è fermato venerdì e quindi domani non ci sarà”. 
“LA COPPA NON ESISTE: L’UNICO IMPEGNO È LA LEONZIO” - Con gli impegni di Coppa ormai alle porte, Torrisi non vuole sentir parlare di rotazioni preventive o gestione delle energie: “L’unico impegno importante che ha il Messina è la Leonzio. Domani è la partita più importante, poi da domenica sera penseremo alla successiva”. Nessun calcolo: “Dobbiamo vivere alla giornata e alla settimana. Abbiamo davanti una partita che può regalarci tre punti fondamentali per il nostro percorso e il focus deve essere solo ed esclusivamente su questo”. Il Messina arriva alla sesta giornata per la prima volta da capolista solitaria. Torrisi, però, non vuole una squadra che difenda il primo posto. Vuole una squadra che continui ad attaccarlo. Perché il concetto conclusivo rimane quello che accompagna l’intera conferenza: essere davanti a ottobre è un premio, esserlo a maggio è l’unica cosa che conta.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 17 ottobre 2026 alle 18:53
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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