Un testo lungo quindici pagine, decine di partite elencate e venti calciatori coinvolti. Letto velocemente, il Comunicato Ufficiale FIGC n. 120/AA, pubblicato oggi 3 settembre, potrebbe sembrare un nuovo capitolo – e magari un aggravamento – della vicenda che poche settimane fa ha portato al deferimento dell’ACR Messina 1900 davanti al Tribunale Federale Nazionale. 

In realtà bisogna separare bene i piani. Perché il provvedimento appena pubblicato non contiene alcuna nuova sanzione nei confronti del Messina. Riguarda esclusivamente venti calciatori che hanno scelto di definire individualmente la propria posizione attraverso l’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva, prima di arrivare al deferimento.

COSA CONTESTAVA LA PROCURA – L’origine è quella già raccontata da Messina nel Pallone: i tesseramenti della stagione 2025/26 sottoscritti con Stefano Alaimo quando l’allora presidente dell’ACR Messina risultava inibito. La Procura Federale ha sostenuto che, proprio per questo motivo, i calciatori avessero perfezionato il tesseramento senza un valido titolo e avessero successivamente disputato un numero variabile di gare in quella condizione. Nel comunicato, ad esempio, vengono contestate 27 presenze a Bombaci, 30 a Clemente e De Caro, 31 a Garufi e 32 a Trasciani e Saverino.

È esattamente lo stesso filone dal quale è nato il deferimento di Alaimo, di altri quattro calciatori e dell’ACR Messina 1900, di cui avevamo scritto il 20 agosto, sottolineando come fosse soltanto l’inizio del percorso giudiziario e non una condanna già pronunciata.

COSA HANNO FATTO I VENTI – Qui entra in gioco l’articolo 126. Tradotto in termini semplici, consente all’incolpato e alla Procura Federale di raggiungere un accordo sulla sanzione prima del deferimento, evitando quindi che quella singola posizione arrivi al processo davanti al Tribunale Federale. La Corte Federale ha chiarito proprio questa distinzione: l’articolo 126 opera nella fase precedente al deferimento, mentre l’articolo 127 riguarda l’accordo raggiunto quando il procedimento è già davanti al giudice.

È ciò che hanno scelto di fare i venti ex tesserati del Messina indicati nel comunicato. La Procura ha prestato il proprio consenso, il Presidente federale non ha formulato osservazioni e gli accordi sono diventati efficaci con la pubblicazione.

La conseguenza concreta, peraltro, è molto meno pesante di quanto la lunga elencazione delle gare potrebbe lasciare immaginare: le giornate di squalifica concordate sono state commutate in ammende.

Si va dai 50 euro per Jacopo Del Bello ai 1.200 euro per Francesco Paolo Saverino; per Bombaci 900 euro, Clemente e De Caro 1.100, Elia 400, Garufi 1.100, Maisano 1.000, Paduano 700, Trasciani 1.100 e così via. Complessivamente, per i venti calciatori, si arriva a 16.450 euro di ammende.

Gli importi dovranno essere versati entro trenta giorni: in caso contrario l’accordo si risolverebbe e il procedimento riprenderebbe il proprio corso.

E IL MESSINA? È UN ALTRO PROCEDIMENTO – Questo è probabilmente il passaggio più importante per evitare interpretazioni affrettate. Il Messina non ha patteggiato nulla con questo comunicato e non riceve alcun punto di penalizzazione.

I venti accordi chiudono le posizioni personali di quei venti calciatori. Non chiudono, né decidono automaticamente, quella della società.

Quest’ultima resta dentro il diverso procedimento nato dal deferimento della Procura Federale, insieme ad Alaimo e ai quattro giocatori che non compaiono nel comunicato odierno. Sarà il TFN – quando il procedimento arriverà alla fase di giudizio – a stabilire se le contestazioni nei confronti del club siano fondate e, soltanto successivamente, se esistano responsabilità e quali eventuali sanzioni debbano essere applicate. Come avevamo già evidenziato, tra deferimento e penalizzazione esiste ancora un processo.

E resta sullo sfondo anche la peculiarità di una storia societaria tutt’altro che lineare: i fatti contestati risalgono alla gestione della vecchia ACR Messina Srl, prima della liquidazione giudiziale e del successivo subentro dell’ACR Messina 1900 SSD, che acquistò il ramo sportivo, pagò i debiti sportivi necessari e ottenne dalla Federazione affiliazione, titolo e tesseramenti. Un elemento già entrato nel precedente contenzioso e che inevitabilmente farà parte del quadro complessivo da valutare.

NIENTE SOMME E NIENTE SENTENZE ANTICIPATE – Il nuovo comunicato FIGC, quindi, aggiunge un tassello, ma non consente di prendere la calcolatrice e tradurre le decine di gare indicate nelle quindici pagine in altrettanti punti da sottrarre al Messina.

Dice una cosa diversa e molto più semplice: venti calciatori hanno preferito chiudere individualmente il loro contenzioso con la Procura, accettando sanzioni poi trasformate in multe.

Per loro, rispettato il pagamento, quella vicenda finisce qui. Per l’ACR Messina 1900, invece, il capitolo giudiziario deve ancora essere scritto.

Ed è ancora troppo presto per sapere come finirà. Con buona pace di chi, per qualche clic in più o per continuare ad avere un briciolo di ribalta, veste i panni del Savonarola di turno e non si tratta dell'attuale ds dell'Acireale, l'anno scorso secondo di tutti gli allenatori succedutisi sulla panchina biancoscudata durante una stagione che continua a diffondere gli ultimi veleni.

Sezione: Fuori Campo / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 21:38
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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