La sconfitta interrompe l’imbattibilità del Mazzarrone, ma per Ezio Raciti il ritorno a Messina è anche una giornata emotivamente particolare. Due stagioni sulla panchina biancoscudata e altrettante salvezze conquistate in Serie C hanno lasciato un legame che il pubblico del “Giovanni Celeste” gli ha restituito prima e dopo la partita. Il tecnico degli ospiti non nasconde l’emozione, riconosce la superiorità del Messina nell’1-0 deciso da Sarao e si sofferma anche sulla penalizzazione inflitta nei giorni scorsi dal TFN, esprimendo una posizione personale molto netta ma invitando Torrisi e la squadra a continuare a pensare esclusivamente al campo.
“L’APPLAUSO DI MESSINA MI HA EMOZIONATO” - Raciti parte dall’accoglienza ricevuta in uno stadio nel quale non aveva mai guidato il Messina da allenatore della prima squadra: “Devo dire che mi sono emozionato. Mi capita poche volte”. A colpirlo è soprattutto il luogo nel quale arriva il riconoscimento: “Ricevere un applauso e un’accoglienza del genere a Messina, sottolineo a Messina e non in una città qualsiasi, è qualcosa che non capita tutti i giorni”. Per l’ex tecnico biancoscudato rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto nelle due esperienze in Serie C: “Mi onora perché significa che mi hanno apprezzato come tecnico e come uomo. Sono felice per quello che mi hanno riservato. Avrei voluto abbracciarli uno per uno”.
“HO TROVATO UN MESSINA VERAMENTE ARRABBIATO” - Raciti sapeva che il Mazzarrone sarebbe stato il primo avversario dei biancoscudati dopo la notizia della penalizzazione e aveva immaginato una reazione particolarmente forte. Il campo conferma quelle sensazioni: “Il Messina oggi è stato veramente aggressivo e concentrato. Aveva una determinazione e una voglia di vincere che si vedevano chiaramente”. Una tensione positiva percepibile anche dalla panchina: “A ogni minima situazione scattavano tutti, cercavano di coinvolgere l’ambiente il più possibile”. Il giudizio complessivo sulla prestazione non lascia spazio a interpretazioni: “La prestazione del Messina è stata netta”. 
“IL RAMMARICO È NON AVERLA GIOCATA 11 CONTRO 11” - Il Mazzarrone resta in inferiorità numerica già nel primo tempo e successivamente chiude addirittura in nove. È questo il principale rimpianto di Raciti: “Avrei voluto poter giocare per novanta minuti undici contro undici”. Il tecnico non utilizza però le espulsioni per mettere in discussione il valore della vittoria avversaria: “Resta fermo che la prestazione del Messina è stata netta e schiacciante”. Una precisazione che consente a Raciti di separare il giudizio sulla propria partita dal riconoscimento della superiorità mostrata dai biancoscudati. 
“IL PUBBLICO È STATO IL DODICESIMO E ANCHE IL TREDICESIMO UOMO” - Il ritorno del Messina al Celeste colpisce Raciti soprattutto per l’impatto ambientale. “Il pubblico oggi è stato non soltanto il dodicesimo uomo, ma anche il tredicesimo”. La vicinanza tra spalti e terreno di gioco ha prodotto, secondo l’allenatore del Mazzarrone, un effetto evidente: “Ha dato una mano incredibile alla squadra e ha condizionato tutto l’ambiente. Era una bolgia”. Raciti rende merito soprattutto ai sostenitori: “Fa onore a quei ragazzi che seguono il Messina con tanta passione e con il desiderio di vederlo riemergere”. 
LA PENALIZZAZIONE: “È UNA BATOSTA CHE MESSINA NON MERITAVA” - Raciti affronta anche la vicenda dei venti punti di penalizzazione, chiarendo un’opinione personale molto critica rispetto agli effetti del provvedimento sull’attuale società: “Una batosta del genere, per il Messina e per la città di Messina, secondo me non è giusta e non la meritavano”. Il tecnico entra anche nel tema dei tesseramenti, esprimendo il proprio interrogativo: “Io penso che se una società presenta un tesseramento che non è regolare, la Lega debba rigettarlo. Non capisco perché questo non sia avvenuto con quelli dell’anno scorso”. Raciti pone quindi soprattutto un problema temporale: “Non capisco perché la situazione non sia stata affrontata nella scorsa stagione”. È una valutazione dell’allenatore, mentre il procedimento seguirà adesso i successivi passaggi annunciati dall’ACR e saranno le motivazioni del TFN e gli eventuali gradi di impugnazione a definire il quadro sul piano della giustizia sportiva. 
“IL RISCHIO È SCORAGGIARE UNA PROPRIETÀ FORTE” - Il pensiero di Raciti va anche alla nuova proprietà: “Quest’anno, secondo me, non è giusto che una situazione del genere finisca per creare le condizioni perché una società forte, appena arrivata, possa iniziare a chiedersi se valga la pena continuare a lottare contro determinate difficoltà”. Non è una previsione su ciò che farà Justin Davis, ma la preoccupazione personale dell’ex allenatore: “Non capisco perché da qualche anno il Messina sembri avere sempre questo destino”. Parole che acquistano un significato particolare proprio perché arrivano da un tecnico che ha vissuto direttamente alcune delle stagioni più complicate della recente storia biancoscudata. 
A TORRISI: “FAI PIÙ PUNTI POSSIBILE, POI A MAGGIO VEDRAI” - Raciti racconta anche un breve confronto avuto con Alfio Torrisi al termine della partita: “Gli ho detto di pensare partita dopo partita, di fare quanti più punti possibile e poi vedere cosa accadrà da qui a maggio”. Secondo il tecnico del Mazzarrone è impossibile, oggi, costruire scenari definitivi sulla classifica: “Ci sarà un percorso relativo alla penalizzazione e non sappiamo come finirà”. Raciti ritiene possibile che la situazione possa cambiare nei successivi passaggi, ma evita certezze: “Potrebbe cambiare il numero dei punti. È difficile pensare oggi a quello che accadrà”. Il consiglio al Messina è quindi semplice: continuare ad accumulare punti come se nulla fosse cambiato. 
“CON QUESTA SQUADRA TUTTO È POSSIBILE” - Raciti conosce bene il campionato di Eccellenza e individua almeno sei o sette formazioni di livello importante. Ma il giudizio sul Messina dopo lo scontro diretto resta molto alto: “È una squadra che può fare tanti punti”. E anche se la corsa al primo posto dovesse essere condizionata dalla penalizzazione, le strade sportive non terminerebbero lì: “Ci sono i playoff e c’è la Coppa Italia. Con una squadra come quella che ho visto oggi tutto è possibile”. 
“È UN’ECCELLENZA DI LIVELLO MOLTO ALTO” - Per Raciti il girone B di questa stagione presenta valori superiori alla media: “È un campionato veramente importante, con sei o sette squadre molto forti”. Il tecnico preferisce quindi non anticipare gerarchie definitive. Le variabili sono numerose e la classifica potrà cambiare molto nel corso dei mesi. Una considerazione che riguarda anche il suo Mazzarrone, arrivato al Celeste da imbattuto e con una delle migliori difese del torneo. 
“IL NOSTRO PROGETTO È CRESCIUTO SENZA FARE IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA” - Raciti dedica l’ultima parte della conferenza alla realtà che allena. Il progetto è iniziato nella scorsa stagione: “Quando mi hanno chiamato l’obiettivo era la salvezza. Siamo riusciti a conquistarla con sette giornate di anticipo e poi siamo addirittura arrivati ai playoff”. Una crescita proseguita quest’anno: “Abbiamo alzato un po’ l’asticella, ma restando sempre dentro le nostre possibilità”. La programmazione tiene conto soprattutto della sostenibilità: “Abbiamo sempre un occhio al budget, che è sicuramente molto inferiore rispetto a quello che possono permettersi altre squadre”. 
“QUATTROMILA ABITANTI, POCHI MEZZI MA TANTA ORGANIZZAZIONE” - Raciti rivendica soprattutto la dimensione della realtà che rappresenta: “Mazzarrone è un paese di circa quattromila abitanti”. Un contesto piccolo nel quale, però, secondo il tecnico esiste una forte vicinanza istituzionale: “Il sindaco è molto vicino alla squadra, ci aiuta per le strutture e in tutto quello che è possibile e lecito fare”. Il resto viene costruito attraverso sponsor e proprietà: “Il presidente interviene personalmente per coprire quello che non riescono a garantire gli sponsor”. La sintesi di Raciti è significativa: “Poche disponibilità, ma tanta organizzazione”. 
“SONO RIMASTO NONOSTANTE AVESSI RICHIESTE DALLA SERIE D” - È anche il motivo per cui Raciti ha scelto di proseguire l’esperienza nonostante altre opportunità: “Ho trovato persone serie, un ambiente che vuole crescere e nel quale si può lavorare tranquillamente”. Il tecnico rivela di avere avuto possibilità di salire di categoria: “Ho preferito restare al Mazzarrone anche se avevo diverse richieste dalla Serie D”. Una scelta legata proprio alla stabilità del progetto: “Dove c’è serietà, dove puoi lavorare e dove esiste un progetto, per me è sempre gratificante rimanere”. Il Mazzarrone lascia così il Celeste con la prima sconfitta in campionato, ma Raciti non cambia il giudizio sulla propria squadra. Il ritorno a Messina gli lascia invece soprattutto due immagini: un Messina trasformato dalla rabbia degli ultimi giorni e un Celeste capace, per novanta minuti, di ricordargli quanto particolare sia ancora il rapporto tra la città e la propria squadra.

Sezione: Avversarie / Data: Dom 01 novembre 2026 alle 22:55
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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