Una vittoria che pesa molto più dei tre punti. Il Messina batte 1-0 il Mazzarrone nella prima gara ufficiale disputata al “Giovanni Celeste”, porta a venti il bottino conquistato sul campo e reagisce immediatamente dopo la penalizzazione di venti punti disposta dal Tribunale Federale Nazionale, provvedimento rispetto al quale la società ha già annunciato ricorso.
Decide Manuel Sarao, ma nel dopogara Alfio Torrisi chiede di parlare solo della partita e non del "fuoricampo" dopo quarantotto ore inevitabilmente complicate per tutto l’ambiente biancoscudato. Una partita trasformata quasi in una prova di resistenza emotiva, chiusa con il tecnico visibilmente commosso davanti alla tribuna: “Oggi sembrava che ci stessimo giocando la Champions League. Questa squadra può scrivere la storia”.
“MESSINA OGGI È STATA DEVASTANTE” - Il primo pensiero dell’allenatore non va ai propri giocatori, ma alla gente presente al Celeste: “Prima di ringraziare i ragazzi desidero ringraziare la città di Messina e i messinesi. Se vogliamo utilizzare un termine che appartiene al nostro linguaggio, oggi sono stati devastanti”. Torrisi racconta l’impatto vissuto direttamente dalla panchina, collocata davanti alla tribuna: “È stato qualcosa di troppo bello e immenso. Ho avuto la fortuna di stare proprio davanti a quella gente e faccio fatica anche a trovare un aggettivo per descrivere la sensazione”. Una risposta che, nelle parole del tecnico, supera qualsiasi altra problematica affrontata nelle ultime settimane: “Vale più delle distanze del campo, della superficie, degli infortuni, vale più di tutto. Avere una risposta del genere in una situazione come questa, per 95 minuti, a ogni contrasto e a ogni duello, è stato spettacolare”.
“QUESTA SQUADRA È DIVERSA DALLE ALTRE” - Dopo il dispositivo del TFN il primo interrogativo riguardava inevitabilmente la capacità del Messina di isolare quanto accaduto fuori dal campo. Torrisi considera la risposta persino superiore alle aspettative: “Vedere questa squadra con un approccio e una cattiveria del genere dopo una settimana così turbolenta rafforza quello che ho sempre detto: siamo i più forti”. Una superiorità che per il tecnico non riguarda semplicemente la qualità della rosa: “Questa squadra è troppo diversa dalle altre, non soltanto per qualità tattiche ma per struttura mentale”. È proprio l’atteggiamento mostrato contro il Mazzarrone a impressionarlo maggiormente: “Sembrava che ci stessimo giocando la Champions League. Questo è anche merito della proprietà, della società e di quello che significa realmente giocare per il Messina”.
“SPERO CHE IL CELESTE DIVENTI IL NOSTRO FORTINO” - La prima ufficiale al Celeste si chiude quindi nel modo che società e staff tecnico auspicavano da settimane: vittoria e partecipazione del pubblico. Torrisi guarda già oltre la singola giornata: “Spero che questo possa diventare il fortino del Messina, un posto nel quale costruire scalate, categorie e vittorie”. L’impianto di via Oreto diventa così, almeno nella lettura del tecnico, molto più di una questione legata alle dimensioni del terreno di gioco. Il fattore determinante è stato quello ambientale.
“CON LA NOSTRA GENTE ACCANTO È TUTTO DIVERSO” - La partita ha avuto anche momenti duri sotto il profilo agonistico. Torrisi non se ne sorprende: “Sappiamo che bisogna lottare. Ma lottare avendo la tua gente accanto ti dà una grande mano e una grande forza”. La squadra, secondo il tecnico, ha risposto esattamente come richiesto: “Non abbiamo perso un duello. Abbiamo riaggredito con ferocia e siamo stati sempre dentro la partita”. Il Messina perde Blondett praticamente subito, dopo un colpo all’occhio che costringe il difensore a lasciare il terreno di gioco sanguinante: “Non so se sia stato involontario perché dalla panchina non ho visto bene l’episodio. Ma abbiamo perso Blondett dopo tre minuti e la squadra ha continuato a lottare e vincere i duelli”.
“ABBIAMO SCONFITTO UNA SQUADRA IMBATTUTA SENZA SUBIRE UN TIRO” - Torrisi sottolinea anche il valore dell’avversario: il Mazzarrone arrivava al Celeste ancora imbattuto e con la migliore difesa del girone. “Abbiamo affrontato una squadra che i numeri dicevano essere imbattuta e avere la miglior difesa del campionato. E ancora una volta non abbiamo praticamente subito un tiro in porta”. A soddisfare Torrisi è soprattutto la gestione dei momenti della gara: “Siamo stati bravi e maturi. Quando loro sono rimasti in nove è diventato quasi più complicato perché si sono abbassati completamente e riuscivano a occupare ancora meglio gli spazi”. Il Messina non si è fatto prendere dalla fretta: “Abbiamo avuto pazienza, maturità, gestione e qualità. Sapevamo che avremmo potuto vincerla anche al centesimo minuto”.
“OGGI IO NON HO FATTO NULLA, HANNO VINTO I RAGAZZI” - Torrisi arriva a ridimensionare completamente il proprio contributo: “Oggi la vittoria è tutta dei ragazzi. Penso di non avere fatto nulla, anzi ne sono certo”. Una dichiarazione volutamente forte, legata soprattutto alla settimana vissuta: “Abbiamo subito mentalmente una brutta botta. Loro hanno dimostrato di appartenere a un’altra categoria, perché riuscire a isolare l’extracampo e pensare esclusivamente al campo significa avere una struttura mentale importante”. Poi torna una delle convinzioni che il tecnico ripete dall’inizio della stagione: “Sono orgoglioso e fiero delle scelte fatte. Ho i migliori e, per me, sono i più forti per distacco”.
“SUL CAMPO ABBIAMO CONQUISTATO 20 PUNTI” - La classifica ufficiale risente adesso della penalizzazione disposta dal TFN, sulla quale sono attesi i successivi passaggi annunciati dalla società. Torrisi sceglie però di concentrarsi sul rendimento prodotto nelle prime otto giornate.
“Dobbiamo lavorare su quello che dice il campo. E il campo dice che fino a questo momento abbiamo conquistato 20 punti”. Per il tecnico quei numeri descrivono il valore sportivo della squadra: “Sul campo siamo davanti a tutti, abbiamo la media punti migliore, oggi abbiamo anche la miglior difesa e questa squadra sta facendo un lavoro straordinario”. Il concetto è chiaro: le questioni relative alla giustizia sportiva seguiranno il proprio percorso, mentre staff e calciatori intendono continuare a misurarsi attraverso quanto prodotto nelle partite.
“NON ABBIAMO SBAGLIATO UN UOMO” - Torrisi torna quindi sulla costruzione della rosa insieme al direttore sportivo Maurizio Pellegrino: “Io penso che con il direttore non abbiamo sbagliato un uomo”. Una distinzione non casuale: “Probabilmente possiamo anche avere sbagliato qualche valutazione su un calciatore, ma come uomini no”. Ed è proprio ciò che il tecnico considera decisivo dopo gli eventi degli ultimi giorni: “Questa è una squadra di uomini. La città e i tifosi devono essere orgogliosi perché oggi sono rappresentati da venticinque persone che hanno valori sani, principi e attributi”.
“LE PARTITE VANNO VINTE ANCHE 1-0” - Il risultato stretto non preoccupa minimamente Torrisi: “Le partite vanno vinte anche uno a zero. E bisogna saperle vincere soffrendo quando serve”. Il percorso della squadra, secondo l’allenatore, mostra però un’evoluzione: “Ad Augusta e contro il Gioiosa avevamo vinto 1-0 soffrendo. Oggi vinciamo 1-0 senza soffrire”. Resta soltanto il limite di non avere chiuso prima la gara: “Probabilmente è l’unico aspetto sul quale potevamo fare meglio”. Ma dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi giorni, Torrisi cercava principalmente due risposte: “La prima era capire l’approccio mentale e se la squadra fosse riuscita a isolare l’extracampo. Lo ha fatto con grande determinazione. La seconda riguardava il rischio di avere troppa voglia di vincere subito e perdere lucidità”. Anche quella risposta è stata positiva: “Abbiamo avuto voglia di vincerla, ma senza confusione e senza frenesia”.
LA MOSSA DEL 4-1-3-2: “DOVEVAMO OSARE” - Nel secondo tempo Torrisi decide di aumentare ulteriormente il peso offensivo: fuori un centrocampista e dentro una seconda punta, passando a un 4-1-3-2. “Abbiamo rischiato qualcosa in più, ma credo sia stato un atto di forza”. La situazione tattica lo richiedeva: “Il Mazzarrone non cercava più la profondità, si era abbassato completamente e difendeva con un blocco basso vicino alla propria area”. Da qui la scelta di mettere contemporaneamente due riferimenti offensivi: “Avere due attaccanti di struttura e qualità come Varela e Sarao, soprattutto al Celeste, era una possibilità che dovevamo sfruttare”. Una soluzione già provata in allenamento: “La squadra la conosceva e penso sia stata la scelta più adatta”.
“OGGI POTEVA ANDARE IN PANCHINA MIO FIGLIO” -Subito dopo, però, Torrisi torna a togliersi meriti: “Oggi poteva andare in panchina anche mio figlio di nove anni e avrebbero vinto lo stesso”. Non è una svalutazione delle scelte tattiche ma un modo per esaltare la determinazione della squadra: “Oggi non avevano bisogno di una guida. Hanno vinto i ragazzi e tutto il merito è loro”.
“IL PRIMO VANTAGGIO DEL CELESTE È IL PUBBLICO” - Quando gli viene chiesto cosa cambi concretamente tra il “Franco Scoglio” e il Celeste, Torrisi evita di tornare sulle discussioni legate alle dimensioni: “Guardiamo soltanto gli aspetti positivi”. Il primo è immediato: “Il pubblico. È un vantaggio che fino a oggi non avevamo mai avuto”. Il tecnico arriva anche a interrogarsi retrospettivamente: “Chissà se in qualche altra partita avremmo potuto fare qualcosa in più avendo questa gente così vicina”. Poi gli aspetti tattici: “Siamo stati feroci, abbiamo riaggredito continuamente perché eravamo sempre più vicini al pallone. Abbiamo pressato bene e creato tanto, occupando spesso l’area avversaria”. La sintesi è semplice: “I lati negativi lasciamoli agli altri. Abbiamo vinto e godiamoci quelli positivi”.
LE LACRIME DI TORRISI: “EMOZIONE E RABBIA INCONTENIBILE” - A fine partita il tecnico non riesce a trattenere le lacrime. "Erano lacrime di emozione che nascevano anche da una rabbia incontenibile”. Dentro c’è tutto quello che il Messina ha vissuto nelle ultime ore: “Vedevo l’ambiente, vedevo la squadra e pensavo a quello che ci aveva detto il presidente in video call”. Torrisi non entra nei dettagli delle parole pronunciate da Justin Davis nello spogliatoio: “Faccio fatica perfino a trovare un aggettivo. Sono state parole da brividi” Poi il pensiero torna alla partita e alle prospettive sportive della squadra. Il tecnico utilizza parole molto forti per esprimere la propria amarezza rispetto alla situazione determinatasi: “Guardando quello che questi ragazzi hanno fatto fino al fischio finale pensavo che qualcuno potrebbe privarci della possibilità di scrivere la storia”. È la valutazione emotiva di Torrisi, mentre sul piano della giustizia sportiva la società ha già annunciato di voler contestare la penalizzazione nei gradi previsti.
“QUESTA SQUADRA PUÒ LASCIARE IL SEGNO” - Per Torrisi il potenziale del Messina va oltre questa stagione: “Questa squadra può scrivere la storia, può vincere tutto e può lasciare un segno in questa città negli anni”. Il tecnico intravede perfino la possibilità di aprire un ciclo: “Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di importante”. Da qui la difficoltà a metabolizzare quanto avvenuto nelle ultime ore: “La botta è stata forte e ancora non riusciamo a digerirla. Le ingiustizie fanno male”. Anche in questo caso Torrisi esprime una valutazione personale sul provvedimento, mentre saranno le motivazioni e gli eventuali successivi gradi di giudizio a definire il quadro sul piano sportivo.
“MESSINA HA UNA PROPRIETÀ CHE NON C’ENTRA NULLA CON QUESTA CATEGORIA” - Torrisi difende con forza anche Justin Davis e la proprietà: “Messina oggi ha una proprietà che non c’entra nulla con questo tipo di calcio e con questa categoria”. La considera una garanzia: “Avere una proprietà solida nel calcio di oggi è una fortuna. Vediamo società che salgono di categoria, poi falliscono, ripartono e vengono penalizzate”. L’allenatore considera quindi essenziale proteggere ciò che è stato costruito: “Il Messina questa fortuna deve tenersela stretta”.
BASILE AL CELESTE: “LA SQUADRA HA BISOGNO DELLA CITTÀ” - Prima della gara sono arrivati anche il sindaco Federico Basile e rappresentanti dell’Amministrazione. Torrisi sottolinea positivamente la presenza istituzionale: “La visita del sindaco e dell’assessore è stata importante. Hanno dimostrato vicinanza”. Il tecnico attribuisce al primo cittadino un ruolo preciso: “La squadra ha bisogno di chi rappresenta la città, ha bisogno di una figura forte come il sindaco. Deve essere il primo tifoso e difendere il Messina”. Per Torrisi l’unità dell’ambiente può diventare un elemento importante nella fase che attende il club: “Quando si è tutti uniti si può ribaltare tutto, nello sport e nella vita. Bisogna avere forza, fame e l’obiettivo sempre davanti”.
SARAO: “UN LEADER SILENZIOSO” - Il gol decisivo porta la firma di Manuel Sarao e Torrisi scherza inizialmente sul proprio rapporto con l’attaccante: “Dovrebbe ringraziarmi perché con me ha cominciato a segnare. La sua fortuna sono io”. Poi il giudizio torna serio: “A fine primo tempo gli avevo detto che avrebbe segnato alla prima occasione e così è stato”. Ma il gol è soltanto una parte della prestazione: “Di Manuel voglio sottolineare soprattutto disponibilità al sacrificio, corsa, pressione e capacità di lottare”. Torrisi lo definisce “uno dei leader silenziosi dello spogliatoio”: “Incoraggia i giovani e i compagni, è un trascinatore. Questa squadra ha tanti leader e ognuno riesce a fare la propria parte senza fare mancare appoggio agli altri”.
THEODORE, NUOVO PROBLEMA ALLA SPALLA - Torrisi aggiorna anche sulle condizioni di Noah Theodore, uscito dopo avere accusato nuovamente un problema alla spalla: “Ha avuto una ricaduta sulla spalla dove aveva già avuto una piccola lussazione”. Le prime sensazioni non sembrano comunque particolarmente preoccupanti: “Aveva dolore e ha chiesto il cambio, che stavamo già preparando anche perché era ammonito. Il medico mi dice che non dovrebbe esserci nulla di grave”.
BLONDETT, PALUMBO E SARTORE: IL PUNTO SULL’ORGANICO - Blondett, uscito praticamente subito per il colpo all’occhio, viene trattato da Torrisi anche con una battuta: “È già rientrato, ha un occhio in meno ma tanto non ci vedeva bene neanche prima” Palumbo resta invece fuori mentre prosegue il proprio percorso di recupero. Sartore continua a mettere minuti nelle gambe: “È entrato bene, oggi gli abbiamo fatto fare una trentina di minuti. Lo stiamo recuperando gradualmente”. Il tecnico ricorda inoltre le squalifiche che condizioneranno i prossimi impegni: Burzio sarà disponibile in Coppa ma non contro il Niscemi, mentre Doni dovrà fermarsi.
TORRISI ELOGIA KONATÉ: “DALLA TRIBUNA AL CAMPO È UN ATTIMO” - Tra le prestazioni che il tecnico vuole sottolineare c’è quella di Dramane Konaté: “Domenica scorsa un giocatore del suo spessore era finito in tribuna. Oggi è stato chiamato in causa e ha fatto una partita importante”. È la dimostrazione della profondità della rosa: “Dalla tribuna al campo è un attimo. Non esistono musi lunghi e questa è una cosa fondamentale”.
“ADESSO SCORDIA: VOGLIAMO ANDARE FINO IN FONDO IN COPPA” - Non c’è quasi tempo per godersi il successo. Mercoledì arriva il ritorno di Coppa Italia contro la Gymnica Scordia. “Dobbiamo andare lì a fare il Messina. Siamo stati costruiti per provare a vincere tutte le partite”. Torrisi ribadisce l’importanza della competizione: “La Coppa Italia deve rappresentare prestigio per il Messina. Vogliamo provare ad arrivare fino in fondo”. Il successo dello Scordia contro l’Acireale rappresenta un ulteriore avvertimento: “Questo dimostra quanto sia una squadra importante e quanto non sia stato semplice batterla. Arriveranno galvanizzati e noi dovremo alzare ulteriormente l’asticella mentale”.
“MESSINA? LO RIFAREI ALTRE MILLE VOLTE” - Alla domanda se, almeno per un istante dopo il provvedimento del TFN, abbia pensato “chi me l’ha fatto fare?”, Torrisi non ha esitazioni: “Assolutamente no”. La ragione è soprattutto emotiva: “Sarebbe irrispettoso nei confronti di una città che ho sognato di allenare”. Torrisi colloca Messina tra le grandi piazze siciliane: “Palermo, Catania e Messina sono le tre città dove si è fatto il calcio vero, con storie che lasciano il segno”. E non rinnega nulla: “Ho accettato perché ho sposato un progetto e lo rifarei altre mille volte. Sono arrabbiato e soprattutto deluso, ma non sono affatto pentito”.
“GUAI A CHI TOCCA IL MESSINA” -Il finale della conferenza è probabilmente quello che fotografa meglio il Torrisi di queste ore. “Qualunque sarà il risultato finale, una cosa è certa: io farò il mio lavoro al massimo”. Rivendica il proprio percorso personale: “Non ho mai cercato scorciatoie. Tutto quello che mi sono guadagnato, comprese le vittorie, è arrivato attraverso il duro lavoro, spesso mettendo da parte anche la famiglia”. Sa di essere un carattere divisivo: “Sono un uomo diretto e questo mi rende probabilmente più antipatico che simpatico. Ma sono orgoglioso di essere così”. Poi arriva il messaggio definitivo: “Finché sarò l’allenatore del Messina lavorerò al massimo delle mie possibilità. Guai a chi tocca il Messina e guai a chi tocca i miei giocatori. Li difenderò sempre e metterò la faccia davanti a tutti, nelle cose belle e in quelle brutte”.
Il resto, conclude Torrisi, “è aria fritta”.
Il Messina torna quindi dal primo pomeriggio ufficiale al Celeste con tre punti e con venti punti complessivamente conquistati sul terreno di gioco nelle prime otto giornate. La classifica ufficiale, per effetto del dispositivo del TFN, racconta al momento una situazione differente, mentre la società ha annunciato di voler percorrere i successivi gradi della giustizia sportiva.
Sul campo, intanto, la risposta cercata da Torrisi è arrivata: la squadra è riuscita a separare la partita da quanto accaduto fuori dal terreno di gioco. E il Celeste, almeno per un pomeriggio, ha amplificato quella reazione.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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