Una conferenza inevitabilmente diversa dalle altre. Alla vigilia della gara con il Mazzarrone, nella sala stampa “Ciccio Currò” del “Giovanni Celeste”, a parlare non è Alfio Torrisi ma il direttore sportivo Maurizio Pellegrino. Il tecnico resta lontano dai microfoni dopo la “mazzata”, come la definisce lo stesso dirigente, dei venti punti di penalizzazione inflitti dal Tribunale Federale Nazionale all’ACR Messina. La partita di domani resta lì, da giocare e da vincere, ma per quasi mezz’ora il calcio giocato inevitabilmente passa in secondo piano. Pellegrino parla della decisione, della reazione dello spogliatoio, del futuro del progetto, di Justin Davis e soprattutto della necessità di non trasformare il -20 nel punto finale della stagione. 
“UNA MAZZATA PESANTE DA DIGERIRE” - Il direttore sportivo parte dalla reazione avuta quando, nel tardo pomeriggio di ieri, la squadra ha appreso il contenuto del dispositivo: “La posizione della società è stata espressa chiaramente, così come quella degli avvocati. Quello che posso dire io è che la notizia è pesante da digerire per tutti. L’abbiamo saputa ieri nel tardo pomeriggio ed è stata una bella mazzata”. Pellegrino insiste soprattutto sulla posizione di Justin Davis: “Voglio esprimere grandissima solidarietà al presidente. Credo sia quello maggiormente danneggiato da questa situazione, sul piano personale, professionale e progettuale”. Il giudizio del ds è durissimo: “Se riflettiamo su quello che è accaduto, credo che sia una profonda ingiustizia per i contenuti della decisione, per le modalità e anche per una città che ha sempre risposto in maniera civile e dignitosa. Si stava creando un sistema per ripartire nel modo giusto. È una situazione che oggi risulta incomprensibile, poi capiremo meglio più avanti”. 
TORRISI NON PARLA: “COMPRENSIBILE IL SUO STATO D’ANIMO” - La presenza di Pellegrino in conferenza al posto di Torrisi non è casuale: “Sono qui in sostituzione del mister perché penso sia comprensibile il suo stato d’animo e quello dei ragazzi”. Il gruppo, però, vuole dare la propria risposta in un altro luogo: “Sono pronti a rispondere sul campo. In questo momento probabilmente è più giusto così che stare qui a parlare della partita”. La penalizzazione entra quindi direttamente nella preparazione emotiva della sfida con il Mazzarrone, prima gara dopo il terremoto del TFN. 
“CONTRATTI PAGATI E TESSERAMENTI PRIMA RATIFICATI, POI RITENUTI ILLEGITTIMI” - Uno dei passaggi più significativi riguarda il nodo giuridico sul quale la società ha già annunciato battaglia. Pellegrino richiama un concetto espresso anche dai legali: “Questa società ha dovuto sobbarcarsi le spese dei contratti ereditati dalla precedente gestione e li ha onorati. Ha praticamente pagato contratti legati a tesseramenti che erano stati regolarmente ratificati dalla Lega e che andavano bene, mentre oggi vengono considerati illegittimi”. È questo, secondo il direttore, uno degli aspetti che rendono la vicenda difficile da comprendere: “Sono parole che devono far riflettere sui metodi, sul sistema e sulle sentenze”. Pellegrino evita di entrare nel merito tecnico, che non considera di propria competenza, ma sottolinea una contraddizione: “Tutto questo è avvenuto all’interno di una situazione sviluppata attraverso organi che hanno controllato e in quella che sembrava la maniera più trasparente possibile”. 
“UNA SOCIETÀ HA ACQUISTATO IN ASSOLUTA BUONA FEDE” - Il riferimento è naturalmente all’ingresso della nuova proprietà: “Una società ha acquistato in assoluta buona fede, attraverso una situazione nella quale aveva ricevuto rassicurazioni, da una società precedente che aveva evidentemente commesso degli errori”. Per Pellegrino la vicenda merita quindi di essere approfondita fino in fondo: “È una condizione realmente particolare. Se vogliamo guardare oltre quello che si può pensare nell’immediato, sono cose molto gravi che vale la pena approfondire”. L’auspicio è che la proprietà percorra ogni strada possibile: “Spero che la società vada fino in fondo, rivolgendosi a tutti gli organi competenti e utilizzando ogni strumento possibile, perché qui si è messo in gioco qualcosa di realmente importante”. 
“QUI CI SONO UNA CITTÀ, FAMIGLIE, BAMBINI E LAVORO” - La penalizzazione, nella lettura di Pellegrino, va oltre la classifica: “Qui c’è in gioco una città, c’è una passione, ci sono famiglie, bambini, sport, condivisione, lavoro e professionalità”. Da qui la richiesta che la vicenda venga esaminata in tutti i suoi aspetti: “C’è qualcosa di particolare che deve essere approfondito in maniera chiara”. Il direttore evita conclusioni sul piano giudiziario, ma non nasconde la propria sensazione di fronte alla decisione. 
“CHI PENSA CHE IL NOSTRO CAMPIONATO SIA FINITO CAMBI IDEA” - Poi arriva il messaggio più forte rivolto al campo. La penalizzazione ha cambiato completamente la classifica, ma Pellegrino respinge qualsiasi idea di resa: “Se qualcuno pensa che il nostro campionato sia finito qui è meglio che cambi subito idea”. Anzi, secondo il ds la risposta dello spogliatoio è stata opposta: “Ci sentiamo ancora più feroci, più forti e più determinati. Non faremo sconti a nessuno e metteremo ancora più rabbia in campo”. L’obiettivo immediato resta il Mazzarrone: “Domani giochiamo ed è giusto pensare soltanto alla partita. Da lunedì, se ci saranno altri sviluppi, ne prenderemo atto”. 
“DAL PRESIDENTE ABBIAMO RICEVUTO FORZA” - Pellegrino racconta anche il rapporto con Davis nelle ore successive al dispositivo: “Abbiamo ricevuto grande forza dal presidente e abbiamo ricambiato con la nostra piena solidarietà”. Stesso atteggiamento da parte dell’intera società: “Abbiamo ricevuto sostegno immediatamente e abbiamo risposto dicendo che già da domani entreremo in campo molto agguerriti”. Il primo obiettivo è quindi impedire che il colpo giudiziario diventi anche un crollo sportivo ed emotivo. 
“IL PROGETTO DEVE CONTINUARE, E PUÒ ANCHE POTENZIARSI” - Quando gli viene chiesto se la società possa decidere di rinforzare ulteriormente la squadra per affrontare una situazione completamente nuova, Pellegrino non fa promesse ma apre alla possibilità: “Il progetto sportivo deve continuare ed eventualmente può anche potenziarsi”. Una valutazione che sarà fatta più avanti: “Dire oggi che lo faremo sarebbe prematuro. Posso però dire che io sarò qui a lottare con tutte le mie forze e con tutta la passione di questo mondo”. Il concetto di fondo è chiaro: il -20 non deve interrompere il progetto costruito in estate. 
“IL CAMPIONATO, COSÌ, È QUASI IMPOSSIBILE” - Pellegrino non nasconde però la realtà matematica. “Venti punti di penalizzazione, dentro un progetto costruito per vincere immediatamente il campionato, compromettono evidentemente quell’obiettivo. È inutile girarci intorno”. Gli scenari cambiano: “Possiamo guardare alla Coppa Italia, possiamo pensare alla possibilità di raggiungere una posizione playoff. Tutto può succedere”. Ma il ds invita all’onestà: “Oggi dobbiamo capire che tutto è cambiato. Se avevamo la possibilità di vincere il campionato sul campo, con questa situazione è diventato quasi impossibile”. Quasi, appunto. Perché sul piano della mentalità Pellegrino rifiuta di modificare il traguardo. 
“VOGLIAMO COMUNQUE VINCERE IL CAMPIONATO SUL CAMPO” - La frase più significativa arriva subito dopo: “Noi abbiamo comunque intenzione di vincerlo sul campo. Poi nella classifica non possiamo sapere cosa succederà, ma vogliamo vincerlo sul campo”. Il Messina, assicura il direttore, continuerà ad affrontare ogni partita con lo stesso spirito: “Non faremo sconti a nessuna squadra”. E soprattutto non ci sarà alcun arretramento: “Che il Messina abbia alzato le mani o possa concedere anche un solo centimetro a qualsiasi altra squadra è assolutamente da escludere”. 
“TUTTO PUÒ CAMBIARE, MA OGGI QUESTA È LA NOSTRA REAZIONE” - Pellegrino non vuole però trasformare la conferenza in una sequenza di promesse sul futuro: “Nei prossimi giorni può accadere di tutto. È difficile commentare quello che è successo ed è difficile prevedere ciò che succederà”. La certezza riguarda il presente: “Il nostro senso di responsabilità, sapere dove lavoriamo e chi ci rappresenta, sentire il presidente e il sostegno di tutti ci dà oggi e domani la forza emotiva per reagire”. 
“È STATA CREATA UNA LOTTA TRA POVERI” - Il discorso si allarga poi al clima che da tempo circonda il calcio messinese. Pellegrino utilizza un’espressione particolarmente dura: “Quando si crea una lotta tra poveri, magari anche costruita ad hoc, poi possono succedere queste cose”.
Il riferimento è alle continue divisioni che accompagnano l’ambiente: “Non dobbiamo permettere a nessuno che questo accada. Se non riusciamo, anche forzatamente, a stare tutti dalla stessa parte, alla fine ci rimette soltanto Messina”. È uno dei passaggi più politici della conferenza, nel senso più ampio del termine: la penalizzazione diventa il momento nel quale Pellegrino chiede all’intero ambiente di interrompere le contrapposizioni. 
“ABBIAMO COSTRUITO CREDIBILITÀ UN MATTONE ALLA VOLTA” - Il direttore ripercorre anche il modo in cui il nuovo Messina ha provato a riconquistare fiducia: “Abbiamo sempre pensato che qui ogni cosa dovesse essere guadagnata giorno dopo giorno attraverso il lavoro, i risultati, le idee e il progetto sportivo”. Nessuna scorciatoia: “Quando metti un mattoncino ogni giorno non devi forzare nulla. Diventano naturali il trasporto, la passione, la credibilità e il riavvicinamento della gente”. Ed è esattamente ciò che Pellegrino ritiene stesse accadendo prima della penalizzazione. 
“E SE TRA QUALCHE MESE CI RESTITUISCONO I VENTI PUNTI?” - Il ds prova poi a ribaltare la prospettiva: “Dobbiamo stare uniti. Mi piace pensare che magari tra quattro o sei mesi restituiscano i venti punti al Messina”. Da qui una domanda quasi provocatoria rivolta all’ambiente: “E allora cosa facciamo? Ci mangiamo le mani perché nel frattempo non siamo stati uniti e non siamo andati allo stadio?”. Pellegrino ammette che proprio questa speranza rappresenta uno dei motivi per continuare: “Mi piace pensarlo, altrimenti non avrebbe senso andare avanti”. 
“MESSINA DEVE STRINGERSI ATTORNO A DAVIS” - Il passaggio su Justin Davis diventa ancora più netto: “In questo momento Messina deve necessariamente stringersi attorno a chi la rappresenta, e mi riferisco al presidente”. Pellegrino elenca quanto fatto dalla nuova proprietà: “Ha pagato fino all’ultimo centesimo l’acquisto del Messina, ha investito una cifra importante per provare a vincere il campionato e ha cominciato a costruire un progetto più ampio”. Il riferimento va anche alle strutture societarie collaterali: “Settore giovanile, scuola calcio, Academy, squadra femminile. Siamo all’anno zero e c’è ancora tantissimo da costruire, ma sono cose importanti per la città”. 
“TROPPE DIVISIONI, ADESSO SERVONO ORGOGLIO E IDENTITÀ” - Il direttore lancia quindi un appello alla città: “Bisogna avere la forza di guardare oltre proprio nei momenti di difficoltà”. E chiama in causa tutti: “Mai come questa volta Messina deve dare una dimostrazione di grande forza e grande unione. Anche la politica, nelle sedi opportune, deve farsi sentire”. Poi il tono diventa ancora più personale: “Chi è di Messina deve tirare fuori orgoglio, dignità, amor proprio, passione, identità e attaccamento. Politica, istituzioni, sport, tifosi: tutti”. Pellegrino parla anche da uomo arrivato dall’esterno: “Io sono venuto a lavorare a Messina e qui voglio vincere. Voglio essere protagonista e voglio che si sappia che chi sta lavorando qui è degno di rappresentare questa città”. 
“QUELLO CHE È SUCCESSO È GRAVE, GRAVISSIMO” - Sul provvedimento torna con parole pesantissime: “Quello che ci è stato fatto è grave, gravissimo, anche per i metodi". E ancora una volta l’invito è all’unità: “Facciamo anche finta di tollerarci l’uno con l’altro, se necessario, ma esportiamo questa forma di unione. Ci sono troppe divisioni e troppe contrapposizioni. Non fanno bene a nessuno”. 
“RISCHIAMO CHE DAVIS SI STANCHI” - È forse il passaggio più delicato dell’intera conferenza. Pellegrino non esclude che una vicenda come questa possa avere conseguenze anche sulla disponibilità della proprietà a proseguire il proprio investimento: “Rischiamo che questo presidente possa stancarsi. Se avete un’alternativa, se la politica ha un’alternativa, se gli imprenditori hanno un’alternativa, preparatevi”. Il riferimento alle conversazioni avute nelle ultime ore con Davis è evidente: “Tenendolo stretto, facciamogli sentire la nostra solidarietà, facciamolo sentire importante e aiutiamolo tanto”. Non è una minaccia di addio da parte della società, ma il segnale che la ferita provocata dal dispositivo viene percepita come molto profonda.
“NON È SOLTANTO UN CAMPIONATO DI ECCELLENZA” - Pellegrino rifiuta anche l’idea che tutto possa essere ridimensionato dalla categoria: “Togliamoci dalla testa il pensiero: tanto è Eccellenza”. Per il direttore il progetto va guardato oltre il campionato attuale: “Qui c’è una società e una squadra che devono rappresentare un futuro calcistico, uno sport e tutto il mondo che si muove intorno”. È questo il significato che attribuisce alla battaglia che inizierà nei prossimi giorni. 
TORRISI E LA SQUADRA: “REAZIONE DA UOMINI VERI” - Sul finale Pellegrino torna allo spogliatoio. Per Torrisi utilizza parole importanti: “Abbiamo la fortuna di avere un grande condottiero. È un uomo vero, una persona vera, che trasmette tutto quello che ha”. Stesso giudizio sui calciatori: “Abbiamo ragazzi straordinari. Un gruppo così, sinceramente, l’ho trovato difficilmente”. È soprattutto la reazione avuta dopo la notizia a tranquillizzarlo: “Non posso raccontarvi quello che è successo dentro lo spogliatoio, ce lo teniamo per noi. Ma è stata una reazione anormale rispetto a quello che normalmente succede nel calcio”. “Anormale” in senso positivo: “Una reazione da uomini veri. Da subito hanno detto: si pensa alla partita e si va avanti”. 
“SIAMO ANCORA PIÙ ARRABBIATI” - Ed è proprio questo il messaggio che accompagnerà il Messina contro il Mazzarrone: “Finché ci siamo noi non è che ci mangeremo semplicemente il campo. Siamo ancora più arrabbiati”. Pellegrino usa volutamente immagini forti: “Ogni partita sarà quella della vita. Andremo su tutti i campi a lottare e battagliare, a dichiarare guerra calcisticamente e sportivamente parlando”. Il -20 ha dunque cambiato la classifica, probabilmente anche la programmazione e forse gli obiettivi realistici della stagione. Non ha cambiato, almeno nelle prime ventiquattro ore, la risposta dello spogliatoio.
Domani al Celeste arriva il Mazzarrone. E per il Messina sarà molto più della prima partita dopo una penalizzazione: sarà il primo test per capire se quella che oggi Pellegrino definisce rabbia può diventare davvero una nuova energia sportiva.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 17:30
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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