Gescal, Paolo Marino: "Indossare la maglia azzurra è un'emozione unica"

Il giovane centrocampista del Gescal ha raccontato la sua esperienza con la Rappresentativa Nazionale Under 17. Una bella prova di maturità per il classe 2002, deciso a migliorarsi sempre
09.05.2019 10:37 di MNP Redazione Twitter:    Vedi letture
Fonte: Ufficio Stampa Asd Gescal
Gescal, Paolo Marino: "Indossare la maglia azzurra è un'emozione unica"

Al suo rientro dalla esperienza in Rappresentativa Nazionale Under 17 sotto la guida del tecnico Salvatore D’Urso, il centrocampista classe 2002 nato e cresciuto nel Gescal, Paolo Marino, ha raccontato l’emozione di indossare la maglia azzurra. Durante l’ultimo torneo al quale gli azzurrini hanno partecipato, Marino ha firmato una delle reti delle gare di qualificazione contro squadre anche di alto livello: “È stata un’esperienza unica che porterò sempre nel cuore, mi sono trovato bene con il gruppo sin dal primo raduno. E’ stato bello – ha dichiarato Paolo Marino -  potersi confrontare contro squadre professionistiche di alto livello in due tornei molto importanti in Italia.  L’emozione è tanta, ma bisogna sempre rimanere con i piedi per terra e ricordare le proprie origini".
Un'esperienza importnate e tanti ricordi da conservare, ma il più bello lo ha descritto lo stesso centrocampista, con un sorriso e gli occhi pieni di emozione: “Il ricordo più bello rimane l’emozione di indossare, 30 minuti prima della mia prima partita in nazionale contro la Lazio, la maglia per la prima volta”.

Poi un consiglio per chi, come Marino, vive il calcio tutti i giorni e deve affrontare i “momenti no” che nella vita possono capitare soprattutto a chi è ancora giovane. “E’ importante lavorare sempre al massimo soprattutto negli allenamenti, curare i dettagli che sono fondamentali, non perdere la concentrazione e metterci anche la testa, oltre che la passione, perché nel calcio a fare la differenza spesso è proprio la stabilità mentale. Quando si vive un periodo buio – ha aggiunto Marino – non bisogna abbattersi, ma sfruttare ad esempio il calcio per sfogarsi e dimenticare ciò che ci fa star male. Le difficoltà della vita servono alla crescita e a formare il carattere.”
Nel futuro di Paolo c’è sicuramente il calcio, ma anche la crescita personale: “Le persone vanno e vengono, mi tengo stretto chi mi è rimasto sempre vicino fino a questo momento. Il mio obiettivo adesso è poter diventare qualcuno, senza pormi alcun limite e lavorando sempre di più sul mio carattere".