L'obiettivo del Messina è chiaro: giocare la prima partita della Lega Pro della prossima stagione al rinnovato stadio “Giovanni Celeste”. Una missione non facile da compiere, ma comunque considerata alla portata dall'apparato organizzativo societario, che ha le idee ben chiare ed ha stilato un elenco delle priorità.
La prima tappa sarà ottenere i collaudi strutturali. A spiegare di cosa si tratta il direttore generale, Lello Manfredi, intervenuto durante la trasmissione A tutto Campo, condotta da Pietro Di Paola su Radio Amore: “La riqualificazione dell'impianto mira innanzitutto a garantire la sicurezza degli spettatori. Dobbiamo attendere le verifiche statiche definitive affinché si possa portare avanti il progetto di restyling. Se non avremo il via libera dopo i sopralluoghi non faticheremo insistendo invano su questa idea”. Sul quale il Messina però punta forte, per riavvicinare il proprio pubblico anche attraverso una campagna abbonamenti accattivante e coinvolgente.
La situazione che dall'esterno appare complicatissima, nei fatti potrebbe esserlo molto meno: “Qualche giorno fa abbiamo acceso l'impianto luci e funziona perfettamente a dispetto dai dieci anni trascorsi dall'ultimo utilizzo – ha proseguito Manfredi -. Sono 20-25 i fari non funzionanti, i lumen sono sufficienti per disputare gare di Lega Pro, se il Messina oggi dovesse giocare in notturna potrebbe già farlo senza cambiare nulla”. Dicevamo di una scaletta dei lavori, in cima alla quale dopo i collaudi sono inseriti gli interventi per ottenere il nulla osta dalla Lega sulle prescrizioni logistiche: “In meno di tre mesi potremmo fare tutto, partendo dalle questioni imminenti. Parliamo della necessità di dotarci di un'area di destinazione, di ampliare le panchine per ospitare tutti i calciatori in organico, di modificare la tribuna coperta non manutenzionata da tempo, di installare i sediolini nella vecchia gradinata perché nelle curve non è invece obbligatorio. Infine ripristinare la cabina elettrica e il gruppo elettrogeno oltre alla sistemazione del manto erboso”. Tutto il resto, dalla Sky box alla sala ristorazione, verranno sistemate nel tempo.
C'è poi l'ostacolo politico, ma anche da questo punto di vista Manfredi si mostra possibilista: “Occorre che la Giunta e il Consiglio giudichino positivamente il nostro piano, senza concessione pluriennale ci fermeremmo anche perché abbiamo bisogno di un rilascio prolungato per sostenere l'impegno con il credito sportivo e pagare le rate come succede con un qualsiasi mutuo. Le interlocuzioni sono sempre state improntate sulla massima attenzione per la città, in questo caso per la riqualificazione di un impianto abbandonato che risorgerebbe. Credo che la Giunta lo porterà in discussione nella prossima seduta utile, realisticamente passerà un'altra decina di giorni prima di essere trasmesso in Aula per aprire il dibattito al quale vorremmo partecipare. Non abbiamo imposto delle condizioni, del tipo o così o niente. Secondo noi c'è una strada maestra ma siamo disposti ad ascoltare nell'interesse del territorio e della squadra che la rappresenta. Non abbiamo molto da chiedere, non vogliamo aumentare la cubatura della struttura, non chiediamo favori e neppure di accedere ad un finanziamento a carico dell'ente ma della società. Il Comune e la città hanno tutto da guadagnare. Entro metà giugno si potrebbe chiudere l'iter formale”.
Nel frattempo però l'Acr premerà per effettuare degli interventi comunque utili a prescindere da come andranno a finire gli altri passaggi: decespugliare e pulire i vari settori. “Il nostro non è un capriccio ma una esigenza legata alla produttività aziendale, inoltre tantissimi tifosi ribadiscono che tornando in un campo logisticamente più accessibile tornerebbero allo stadio”, ha aggiunto Manfredi.
E il San Filippo? Sarà la “casa del club” e non verrà chiuso. L'obiettivo è quello di usarlo per grandi eventi, anche sportivi. Potrebbe ad esempio essere organizzata la presentazione della squadra con l'attrazione di un'amichevole di lusso con una squadra di Serie A contrapposta ad una straniera. In attesa che il Messina possa ritrovare un livello tecnico adeguato ad avversari di caratura internazionale e soprattutto torni a calcare palcoscenici prestigiosi.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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