Vigilia di Messina-Gelbison, ennesima partita senza appello per i giallorossi di mister Feola, che, nel consueto incontro con la stampa, parte da un suo “cavallo di battaglia”, più volte ribadito nei suoi 46 giorni sulla panchina biancoscudata: “Dobbiamo sempre avere presente che questo torneo, per il Messina, è iniziato dopo avere rischiato di non potersi neanche iscrivere e la penalizzazione, paradossalmente, ha reso tutto più facile, da un punto di vista psicologico, perché i ragazzi non avevano nulla da perdere, così come il resto dell’ambiente. Quindi, la squadra giocava con entusiasmo e voglia, quasi spensierata, mentre, adesso, dopo una serie di risultati arrivati, ad essere sinceri, anche con un po’ di buona sorte, stiamo pagando dazio anche da questo punto di vista, così come avviene spesso nel calcio. Poi, la maglia del Messina e il blasone pesano soprattutto pensando al punto in cui siamo arrivati, con la possibilità di giocarci davvero la salvezza, ad agosto un’ambizione quasi impossibile. Non so quante squadre, in serie D, siano riuscite a mantenere la categoria partendo da -14, non c’è nulla di scontato o semplice. Io sono molto fiducioso, perché vedo allenare i ragazzi, ma poi, diventa ancora più complicato se, come nelle ultime due gare, prendi altrettanti pali interni e la palla non entra. Magari, nella stessa situazione, il girone di andata, avresti fatto gol e i punti persi con Nissa e Vibonese ci sarebbero serviti tantissimo”.
Feola non crede che la mancanza di risultati (3 punti nelle 5 gare disputate sotto la sua guida tecnica) dipenda dalle prestazioni carenti: “Neanche prima si vedevano partite bellissime, le valutazioni non dipendono solo dai risultati, gli errori c’erano in precedenza, così come adesso. Da quando sto io qui, nessuna squadra ci ha messo sotto, nemmeno la stessa Reggina al Granillo, dove abbiamo sprecato tre o quattro occasioni per raddoppiare nella ripresa, subendo di più in avvio di gara. In casa col Sambiase, su un solo colpo di testa ci hanno fatto gol, e anche in quella circostanza abbiamo costruito tre-quattro palle gol, a Favara abbiamo subito un rigore al 94’ senza mai rischiare su un’azione sporadica che può anche capitare, con la Nissa c’è stato il palo di Roseti, mentre, domenica scorsa, abbiamo costruito, preso un altro legno e, paradossalmente, potevamo anche perderla. Ci tengo a dire che i ragazzi vengono da 7-8 mesi molto tirati, con pressione, grande lavoro, partendo da -14. Si è pagato l'accumulo di tanta fatica, stress mentale oltre che fisico. Ma siamo vivi, partecipi, si vede nel lavoro quotidiano. Vedo troppo pessimismo intorno a questa squadra, negatività perché tutti quanti già dicono che domani sarà l’ultima spiaggia e, non vincendo, saremmo già retrocessi, hanno torto. La squadra è presente, anche se da un po’ di tempo ci sta girando un male, però io, fino all'ultimo secondo dell'ultima partita, finché la matematica non ci condanna, abbiamo la forza e il dovere di provare a salvare questa squadra”.
In questa situazione, Feola ha recuperato due elementi lasciati in disparte dall’inizio del girone di ritorno, come Zucco e Bombaci, ma Roseti ha meno spazio, pur avendo dimostrato buone doti: “Bisogna avere degli equilibri, è troppo facile prendersela con chi gioca o considerare sempre più forte chi resta fuori. I due ragazzi che ho inserito dall’inizio a Vibo si sono allenati bene nelle due settimane precedenti, e li ho fatti giocare anche per l’esigenza di schierare gli under, Per me, gioca sempre chi è funzionale al bene del Messina, secondo quanto vedo durante gli allenamenti. È ovvio che qualcuno passa dal campo alla tribuna e viceversa, ma non è un discorso di meritocrazia, perché tutti si impegnano con grande costanza. Però poi le scelte vanno fatte sempre in funzione di chi sta meglio, della squadra avversaria e, in questo momento, noi abbiamo bisogno di tutti. Poi, in attacco ho diverse scelte, Tedesco, Roseti, Zerbo, Touré, Oliviero, tutti insieme non possono giocare, proprio per una questione di equilibri sul terreno di gioco. L’atteggiamento collettivo deve essere più propositivo non pensare che la sorte ci sta un po' voltando le spalle, continuare su questa strada”.
Contro la Gelbison si torna in casa, dove il Messina perde da tre gare consecutive, ma Feola non si lascia andare allo scoramento: “Bisogna anche vedere come sono maturate le sconfitte. Non parlo di quella con l’Enna perché non c’ero, ma il Sambiase è la squadra che in trasferta ha fatto più punti e la Nissa è la squadra più in forma del campionato. Come ho detto prima, con il Sambiase abbiamo perso su una occasione sporadica, ci mancavano cinque giocatori, e abbiamo sprecato le palle gol avute, la Nissa sta recuperando verso la vetta, abbiamo concesso ma anche creato e se Zerbo, all’inizio, avesse segnato, probabilmente sarebbe stata tutta un’altra gara. I se e i ma non contano, ovviamente, ma non siamo stati passivi. Domani avremo un altro avversario difficile, che avrebbe dovuto fare un torneo di vertice, è partita male ma si è ripresa avendo in rosa giocatori importanti abituati a vincere in questa categoria. Viene in un momento in cui giocherà spensierato perché non ha assillo del risultato, ma può essere molto pericoloso proprio per questo motivo. Noi avremo la tensione e la pressione di fare punti per salvarci, i ragazzi lo sanno e ci siamo preparati alla grande. Per questo, sono convinto che domani faremo una grande prestazione con un grande risultato”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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