C’è un peso specifico diverso nelle ultime due giornate di campionato, e per il Messina vale ancora di più. Domani, sul campo della Nuova Igea Virtus, i biancoscudati si giocano una fetta importante di stagione: non solo una sfida sentita, ma uno snodo decisivo nella corsa ai playout. Servono sei punti negli ultimi 180' per provare a conquistare la miglior posizione possibile e arrivare agli spareggi salvezza con qualche margine in più.

Di fronte, però, c’è una squadra che ha recitato a lungo il ruolo di protagonista. La Nuova Igea Virtus è uscita dal giro promozione solo dopo la penalizzazione di cinque punti, un colpo che ha inciso soprattutto sul piano mentale. "Affrontiamo una grande squadra - sottolinea Vincenzo Feola - che è stata sempre prima. Senza quella penalizzazione si sarebbe giocata il campionato fino alla fine". Il Messina, però, arriva a questo appuntamento con motivazioni diverse, forse superiori. È il momento in cui non si può più calcolare, ma solo spingere. "È una partita da dentro o fuori - ammette il tecnico peloritano - ma questo può essere anche un aspetto positivo. I ragazzi sono tranquilli, non superficiali: consapevoli delle proprie forze”.

La parola chiave è equilibrio. Non basterà il cuore, né solo l’esperienza o il cosiddetto piede caldo: servirà tutto. "C’è bisogno di tutto - ribadisce l’allenatore - della squadra che è sempre stata. A questi ragazzi non posso rimproverare nulla: impegno e dedizione non sono mai mancati. Solo gli episodi ci sono spesso girati contro". Il cambio di passo, specie sul puramente mentale, delle ultime settimane ha restituito fiducia, ma senza cambiare l’identità del gruppo: "I risultati positivi portano un altro spirito - spiega Feola - però questa voglia l’ho vista sempre. Prima eravamo condizionati dagli episodi negativi, oggi qualcosa gira anche a nostro favore e mentalmente siamo più sciolti”. Una crescita che passa soprattutto dalla testa. Perché in questo finale, più ancora della condizione fisica, è la componente mentale a fare la differenza. "Stiamo bene, lo dice il campo - aggiunge - tanto che a Lamezia avremmo strameritato di vincere, per quanto gli episodi abbiano girato da entrambe le parti, ma le motivazioni che abbiamo sono ancora più importanti. Ci giochiamo qualcosa di grande".

Qualche dubbio di formazione resta, ma le scelte saranno fatte all’ultimo. Da sciogliere il nodo sulla corsia mancina, tra l'infortunio di Pedicone e la squalifica di Maisano: "Non ho deciso - conferma Feola - tutti vorrebbero giocare una partita così e deciderò anche in base a quello che ho visto in settimana". A pesare sarà anche l’assenza dei tifosi al seguito, fermati per decisione prefettizia: "Ci sarebbe piaciuto averli con noi - dice - ma l’applauso che ci hanno tributato nell'ultima gara a Lamezia è stato qualcosa di importante. Andava al di là del risultato, perché hanno capito l’attaccamento di questa squadra e noi ora dobbiamo dare qualcosa in più anche per loro".

Intorno, un campionato sempre più incerto, tra risultati a sorpresa e tensioni fuori dal campo, tra pressioni esterne e continue chiacchiere. Feola non entra nel merito: "Sono tanti anni che sto nel calcio, certe cose le conosco, così come so vita, morte e miracoli di tanti. Meglio stare zitti, meno si parla meglio è".

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 16:14
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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