Vincenzo Feola, malgrado la squalifica che non lo vedrà in panchina per la seconda volta consecutiva, presenta la gara contro il Lamezia, partendo dalla preparazione all’ennesima gara determinante per il campionato del Messina: “Noi non abbiamo mai cambiato l'atteggiamento, la voglia e tutto il resto, in queste ultime settimane. È ovvio che noi siamo condizionati dal risultato, ma siamo riusciti, comunque, a lavorare con serenità, consapevoli del fatto che, sei bravo solo quando vinci. Ma oggi faccio io una domanda a voi: se, domenica scorsa, contro il Ragusa, avessimo preso gol al novantaseiesimo su quel colpo di testa, quali sarebbero stati i commenti? Il calcio è fatto di episodi, situazioni e la vittoria è figlia di un miliardo di combinazioni, lo dico perché l’ho imparato con l’esperienza. La scorsa settimana ci è andata bene, mentre a Favara, Reggio o Vibo è girata male. Purtroppo queste cose possono condizionare l’esito di una stagione, ma ai ragazzi dico sempre che non dobbiamo farci condizionare, la vittoria ci ha datò serenità, ma noi dobbiamo continuare a lavorare con lo stesso piglio e convinzione di sempre, mantenendo intatte tensione e tranquillità”
Feola parla anche della Vigor Lamezia, apparentemente abbastanza tranquilla: “Sono una buona squadra, li ho visti mercoledì scorso a Milazzo, giocando benissimo nella ripresa, dopo un primo tempo in cui il Milazzo li ha messi in difficoltà. Hanno perso immeritatamente contro il Savoia con un gol al novantacinquesimo su una prodezza dell'attaccante, un colpo di tacco, sicuramente avrebbero meritato di più. Poi non dimentichiamoci che hanno battuto la Reggina, hanno giocatori forti, ma penso che le nostre motivazioni, la nostra voglia dovrebbe prevalere sul loro stato di condizione anche mentale. Noi abbiamo stimoli e motivazioni molto superiori a loro, anche se loro non sono matematicamente al sicuro, quindi mi aspetto una battaglia, una partita tosta, contro una buona squadra.
Nel girone di ritorno, in alcune partite, il Messina non è riuscito a gestire i momenti più difficili, perdendo diversi punti per situazioni abbastanza banali. Feola cerca di dare una interpretazione propria a questa considerazione: “I ragazzi stanno rispondendo alla grande, anche perché l’importanza di ogni partita è elevatissima. Meritano tanto per come si allenano e per il loro comportamento dentro e fuori dal campo, dando l’anima e mettendomi in grossa difficoltà nelle scelte. Poi, ogni volta, bisogna tenere in contro diversi fattori, tra cui la combinazione degli under, l’avversario, le condizioni psico-fisiche dei singoli. Non è certamente facile, stilare una formazione, ma io ho grandissima fiducia nelle capacità degli uomini a mia disposizione, pensando giornata dopo giornata, con la medesima concentrazione. Per questa ragione, non abbiamo fatto nessuna tabella sui risultati nelle ultime gare, perché poi vengono sempre smentite. Ogni partita dobbiamo vincere, quindi, c’è poco da studiare”.
In questo contesto, Feola riconosce che un ruolo fondamentale è ricoperto da ogni componente del gruppo squadra: “Mi sento di elogiare chi è rimasto fuori, ma partecipa con la stessa intensità di chi è in campo. Domenica scorsa, per esempio, dalla mia postazione, ho notato Gabriele Zerbo, che, dopo il gol di Tourè, lo ha rincorso per cento metri esultando insieme a lui ed abbracciandolo. Questo significa l'attaccamento della maglia, ecco lo spirito che ci vuole in questi frangenti. Se ci salviamo, lo facciamo tutti, anche perché, fare 30 partite e retrocedere non è la stessa cosa di giocare 20 volte mantenendo la categoria. In queste condizioni, sarebbe un risultato inestimabile”.
Feola non si sottrae nemmeno quando si parla dell’atmosfera velenosissima in cui si sta disputando questo campionato di serie D, tra esposti, denunce, voci incontrollate e condizionamenti di qualsiasi tipo, soprattutto a mezzo social: “Io sono contro i social, non ci sarò mai. Capisco che possono essere uno strumento importante di lavoro per qualcuno, hanno cambiato il mondo, ma ci sono aspetti negativi devastanti, stanno rovinando la vita di ognuno di noi, non solo il calcio. Condizionano troppo, perché chiunque, in quel contesto, può permettersi di dire qualsiasi cosa, stando davanti a uno schermo, e questo io non lo sopporto; quindi, vado avanti e me ne frego. La stragrande maggioranza vive proprio su queste cose, sul pettegolezzo, sulla polemica, sugli inciuci, quindi, ne ho viste tante, ma continuo a meravigliarmi di quanto si possa cadere in basso. Questa settimana siamo finiti ancora una volta nel tritacarne per voci senza riscontro, che, però, possono condizionare i ragazzi. A loro ho detto che non dobbiamo farci destabilizzare da chi ci vuole danneggiare. E poi non dimentichiamoci che qui siamo a Messina, tutto viene amplificato in modo esagerato, ma noi dobbiamo andare avanti, pensiamo solo alla prossima partita, lasciamo stare tutte queste cose. Poi sarà il tempo a stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Poi, volete sapere una cosa? A me queste situazioni, da calciatore, mi scatenavano un’adrenalina pazzesca, quasi le cercavo quando mi adagiavo un pochino, e, quindi, non rendevo. Quindi, voglio trasmettere anche questo ai ragazzi, noi possiamo prenderci la nostra rivincita sul campo, battendo gli avversari e portando punti a casa. La nostra salvezza sarà la più grande soddisfazione che possiamo avere”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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