Dieci partite con 4 sconfitte, 1 vittoria e 5 pareggi, tutti in trasferta, di cui 4 per 1-1: questo è il bilancio di Vincenzo Feola sulla panchina del Messina, rimpinguato dal risultato ottenuto ieri al “D’Alcontres-Barone” contro la Nuova Igea Virtus, in una sfida nella quale i biancoscudati erano passati in vantaggio, per l’ennesima volta in questo girone di ritorno, per poi essere raggiunti, con il risultato finale che rispecchia i valori visti in campo, almeno ieri pomeriggio, in un’atmosfera da fine stagione, sia dal punto di vista climatico che ambientale.
Il tecnico di Somma Vesuviana (voto 6 per la gara di ieri) affronta le emergenze infortuni dell’ultima ora (Clemente, Roseti, Bosia), oltre alle assenze di Pedicone, uscito malconcio dalla sfida a Lamezia, e Maisano squalificato. Stavolta i biancoscudati pagano la cronica assenza di lucidità al momento di concludere, oltre alla poca attitudine a costruire gioco, ma bruciano le occasioni non sfruttate soprattutto su calcio piazzato o nelle poche ripartenze efficaci. Tra i migliori sicuramente Giardino (7) autore di diversi interventi spettacolari e determinanti, ma in leggero ritardo sulla testata di Cicirello a ridosso della propria linea di porta, anche se l’attaccante viene lasciato completamente libero di occupare lo spazio e saltare. Dispiace perché si tratta dell’unica grande disattenzione della retroguardia peloritana, per il resto abbastanza precisa e dedicata nel chiudere gli spazi, anche se l’attacco igeano non è nelle sue giornate migliori, con il solo Longo alla ricerca spasmodica della rete, più volte impedita dal portiere classe 2008. I tre difensori riescono a portare a casa la pagnotta malgrado si trovassero di fronte delle bocche di fuoco importanti per la categoria.
De Caro (6) cerca di limitare Longo, avendo, però, sulla coscienza la possibilità di segnare sprecata malamente a inizio ripresa; Trasciani (6) conferma solidità e mestiere, spendendo al momento giusto il cartellino giallo che lo squalificherà per l’ultimo atto contro il Milazzo; Werner (6) non sfigura nel ruolo di “braccetto” a sinistra, limitando le sbavature e provando anche a costruire con risultati non sempre esaltanti.
Ottima la prova di Bombaci (7), uno dei migliori in campo per attitudine agonistica, sacrificio contro uno straripante Cess sulla sua corsia di competenza e anche capacità tecniche con il suo piede sinistro dal quale nascono almeno tre palle gol su calcio di punizione, merce rarissima a queste latitudini. Dalla parte opposta Oliviero (6) migliora la fase difensiva, ma resta sempre in mezzo al guado quando deve provvedere al suo lavoro principale, cioè insidiare il portiere avversario, sbagliano tempi e misure di cross o conclusioni verso la porta.
A centrocampo, grande sofferenza fisica perché i chili e i centimetri di differenza con l’avversario si sentono parecchio. Garufi (5,5) continua ad arrancare e non dimostrare personalità da leader, Zucco (6) merita mezzo voto in più per il gol, Matese (5) mezzo in meno rispetto al capitano perché, ancora una volta, non entra nel ritmo partita e si divora un gol fatto nel primo tempo. In attacco,
Tedesco (5,5) resta avviluppato nei suoi soliti diverbi con il direttore di gara, mentre Toure (6,5) entra da protagonista nell’assist del provvisorio vantaggio e sembra avere ripreso la forma del girone di andata, un buon segnale in vista degli atti finali di questa tribolatissima stagione.
Dalla panchina non arrivano apporti decisivi, perché Saverino (6) si limita al compitino, Zerbo (sv) resta in ombra e il resto della compagnia rimane a fianco del tecnico, che, a fine partita, si lamenta della poca scelta conseguente non solo alle emergenze prima citate. Un punto che consente di considerare quasi fatti i playout, ma in trasferta e contro avversari dello stesso livello. Un’arma a doppio taglio per questa squadra che deve tirare fuori carattere, occhi della tigre e determinazione per non rendere vani i sacrifici e gli sforzi profusi da settembre a oggi. Il tempo di alibi e altre considerazioni è finito: conta solo dare tutto.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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