Continua la serie di occasioni sprecate per il Messina che, a Vibo, malgrado i 4 giorni di ritiro precedenti al match, trascorsi a Pizzo Calabro, e le esigenze della classifica, con il rischio di retrocessione diretta incombente, non riesce a uscire dal limbo in cui sembra essere precipitato dopo i due cambi in panchina, che, paradossalmente, hanno imborghesito un gruppo operaio e dedito al sacrificio,capace di accumulare 29 punti in 19 gare, rendendo possibile addirittura la salvezza diretta. Invece, ai sei punti accumulati da Parisi, si aggiungono i 3 di mister Feola (voto 5,5 per la gara di ieri). Il tecnico campano cerca di mascherare il proprio disappunto dietro dichiarazioni improntate al riconoscimento dell'impegno massimo dei suoi ragazzi, ma non può essere soddisfatto di un ruolino di marcia così striminzito. Ieri l'approccio sembra essere quello di controllare e poi tentare di forzare i ritmi delle singole giocate, oppure sfruttare le azioni da fermo, ma l'occasione della Vibonese in avvio smorza i bollenti spiriti e accentua l'atteggiamento cauto. Le uniche occasioni dei primi 45' vengono da inserimenti laterali favoriti da verticalizzazioni veloci, ma le conclusioni sono timide e imprecise. Nella ripresa, il palo impedisce il blitz nei minuti finali, ma la squadra non dá mai l'impressione di essere in grado di forzare il ritmo offensivo, quindi il risultato finale è abbastanza giusto. A fine gara, Feola parla di pressione, peso della maglia, penalizzazione condizionante, tutte dichiarazioni che non danno l'impressione di avere la convinzione per poter puntare a una clamorosa salvezza diretta, obiettivo molto più probabile alla fine del girone di andata. Eppure, tre punti al "Razza" avrebbero tenuto il Ragusa a una partita di distanza, con lo scontro diretto al "Franco Scoglio", ammesso che giocare in casa sia un vantaggio per questo Messina.Servono una serie di exploit per evitare il peggio, ma le risorse di personalitá non abbondano e serve una inversione di tendenza non individuabile, al momento.
LE PAGELLE - Zucco (7) è il migliore in campo con la maglia biancoscudata, perchè risulta utile nelle due fasi ed è l'unico a tentare la botta dalla media distanza, oltre a dare sostanza al reparto di centrocampo troppo poco fisico per reggere alla distanza il confronto con gli avversari. Inspiegabile il suo esilio temporaneo, iniziato giá un paio di settimane prima dell'addio di Romano. Giardino (6,5) salva in uscita su Carnevale, quando il gol a freddo sarebbe stato complicatissimo da recuperare, poi si disimpegna bene nei rari tiri pericolosi di marca rossoblù. Oliviero (6,5) dimostra ancora una volta di essere uno dei pochi realmente centrati sull'obiettivo in ogni partita, riesce a tirare fuori potenziali pericoli anche quando gli avversari triplicano la marcatura su di lui, ma non è abbastanza determinato nel primo tempo quando si presenta solo davanti a Marano da posizione decentrata e cerca la giocata raffinata invece di puntare sulla potenza. La difesa si disimpegna bene, sugli standard del girone di andata, Trasciani (6) fa muro e ingaggia un duello rusticano con Sasanelli, Bosia (6) e Clemente (6) sono essenziali e precisi. Saverino (6) si applica come esterno del 3-4-3, così come Bombaci (6), più impegnato nella marcatura su Coulibaly che nel dedicarsi alla spinta. Garufi (6) finchè ha fiato, aiuta e tampona, poi si affida all'esperienza ma questo suo stakanovismo evidenzia una grande pecca nella costruzione della rosa. In attacco, giá detto di Oliviero, Toure (5,5) continua la involuzione che lo ha portato a diventare lezioso e poco concreto, Tedesco (6) lotta con Marchetti costringendolo a usare le maniere forti e inducendo Fanelli a cambiare la prima marcatura su di lui. Bene l'atteggiamento agonistico, ma l'attaccante di razza quei palloni sporchi in area vibonese avuti a disposizione nel primo tempo, li butta in porta o almeno li trasforma in tiri impegnativi per il portiere, non in passaggi agevoli. Dei subentrati dalla panchina valutabile solo Zerbo (6) sfortunato sul palo, improvvido quando spreca un paio di punizioni o corner ciabattando malamente fuori misura, un vero peccato per chi ha un sinistro educato come il suo. Non giudicabili Maisano, De Caro e Pedicone, chiamati in causa per troppo poco tempo. Questo 0-0 non induce all'ottimismo perchè latita la scossa emotiva divenuta indispensabile, arrivati a sei giornate dalla fine. Gli ultimi avversari nella stagione regolare non saranno docili, quindi servono cuori caldi e menti fredde, insieme agli "attributi" invocati dai tifosi giallorossi, tornati compatti nel sostegno, alla fine della partita.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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