Vincenzo Feola si presenta in sala stampa, alla vigilia dell’ultima gara del campionato, vestito con un elegantissimo completo estivo chiaro, camicia bianca e una leggera abbronzatura “da campo”, forse alla ricerca di un rito scaramantico che possa consentire un pizzico di fortuna in più al suo Messina (“le stiamo provando tutte”, afferma prima di iniziare, cercando di allentare la tensione), ma il pensiero è rivolto essenzialmente al prossimo avversario, il Milazzo ormai senza obiettivi stagionali da tempo: “Loro vengono qui senza alcun assillo di risultato, vincere, perdere o pareggiare non gli cambia niente, quindi faranno la loro partita in modo spensierato, senza regalarci niente, come ci è successo a Lamezia o a Barcellona. Ci siamo dovuti conquistare il punto, con qualche rammarico, perché avremmo potuto vincere in entrambe le occasioni, ma saremmo potuti anche uscire sconfitti. E’ la dimostrazione che chi gioca contro il Messina fa sempre la partita importante per il prestigio di affrontarci. Per noi è la semifinale, prima dell’atto conclusivo di questa stagione, quindi ci tocca solo pensare a vincere. Ai ragazzi ho detto che dobbiamo concentrarci solo sulla gara di domani, per poi affrontare un’altra squadra al nostro stesso livello ed avere un solo risultato a disposizione, giocando fuori casa deve essere uno stimolo, non uno svantaggio”.

Ovviamente, il destino immediato dei biancoscudati non dipende solo da loro stessi, ma anche da quello che accadrà al “Giraud” di Torre Annunziata tra Savoia e Sancataldese: “Con lo stesso risultato della Sancataldese, faremmo un ulteriore spareggio, molto probabilmente e anche questo è uno scenario che potremmo trovarci di fronte, anche perché nulla è scontato nel calcio, malgrado le apparenze secondo cui il Savoia sarebbe sicuro vincitore, così come noi contro il Milazzo già salvo. Le insidie sono dietro l’angolo e noi dobbiamo battere il Milazzo, punto”.
L’allenatore di Somma Vesuviana non ha riscontrato strascichi psicologici particolari dopo la mancata vittoria contro la Nuova Igea Virtus: “E’ stata una settimana di lavoro abbastanza serena, anche perché a Lamezia e Barcellona non abbiamo sprecato una vittoria sicura come, invece, ci capitò a Favara, dove ho il rammarico più grosso di questa mia esperienza a Messina. Sono ancora arrabbiatissimo per quel rigore preso al 93’, così come a Vibo, se quel palo di Zerbo fosse stato gol il nostro campionato avrebbe preso un’altra piega. Non voglio ripetermi, ma gli episodi negativi ci hanno condannato a questa classifica, pur prendendo atto del grandissimo valore di poterci giocare ancora la salvezza malgrado la pesantissima penalizzazione iniziale”.
Feola si augura che anche domani tutti gli elementi della rosa siano in buone condizioni: “Sono tutti abili e arruolati, soprattutto quelli acciaccati a Barcellona, come Clemente, Bosia e Roseti. Anche lì un segnale non fortunato in questo periodo cruciale del campionato. A questi ragazzi straordinari non posso imputare niente, l’esempio è dato dalla buona prestazione offerta da Werner e Bombaci la scorsa settimana. Mancherà Trasciani per squalifica, ma abbiamo buone alternative e sono sicuro che la squadra ce la metterà tutta, con tutte le incognite del caso. Alcuni hanno sottolineato un calo fisico nelle ultime prestazioni, ma io dico che si tratta di un aspetto principalmente mentale, derivante dalla pressione e dalla necessità assoluta di dover vincere. Questo ci porta ad essere meno lucidi, cercare la giocata in modo troppo frenetico e sprecare tante energie. Ma fisicamente stiamo a posto”.
Feola riconosce, però, un certo limite caratteriale in questa rosa a sua disposizione: “Sì, forse manca quella che si chiama la “cazzimma”, ma quella se non ce l’hai nel tuo DNA è difficile da costruire o trovare. Sono altre le capacità di questo gruppo e dobbiamo sfruttarle al massimo senza strafare, ma mirando al sodo. Su questo sono fiducioso”.
Domani potrebbe esserci un apporto importante anche dal pubblico e il tecnico biancoscudato sa quanto questo sarebbe essenziale per la sua squadra: “La salvezza è una gioia che dobbiamo regalare prima di tutto a noi stessi, perché questo è il nostro lavoro, la nostra vita. Noi viviamo di calcio e dobbiamo rispondere, in primo luogo ai nostri tifosi, cui vogliamo dare questa soddisfazione di mantenere la categoria. Poi, è chiaro che questo gruppo si avvantaggia della presenza e del sostegno del pubblico, lo abbiamo visto a Lamezia, per esempio. Lì ci hanno dato una marcia in più e sono sicuro lo faranno in modo ancora più forte in questo finale di stagione”.
Infine, Feola si esprime sulle sorti del campionato, mai così incerto in testa e in coda: “Soprattutto per la promozione è particolare la corsa a tre per il primo posto, mentre quasi sempre la griglia dei playout si decide all’ultima giornata. Questo dimostra il grande livellamento di questo girone, in cui un episodio favorevole ti può agevolare condannando l’avversario alla sconfitta. Ma noi dobbiamo essere consapevoli che questo traguardo dei playout, pur con qualche rammarico, è un punto di partenza non scontato alla vigilia e faremo di tutto per sfruttare al massimo questa occasione portando a casa la salvezza. Intanto, pensiamo a vincere domani”.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 14:50
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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