L’ “Aldo Campo” riserva la più grande amarezza ai tifosi del Messina e ad una squadra che ha sofferto 9 mesi attraversando difficoltà, sconfitte, poche soddisfazioni, errori, fino alla massima umiliazione sportiva subita in 125 anni di calcio nella nostra città. Il Ragusa interpreta al meglio la sfida, il Messina resta imprigionato nei suoi difetti, ha tanta sfortuna, incoccia in un portiere eccezionale, ma deve recitare il mea culpa, anche per questo ultimo atto, gestito male caratterialmente, seppure gli episodi siano stati, ancora una volta, contrari. Amarissima conclusione, ma il calcio è anche questo, perché non si possono continuare a buttare via occasioni, come ripetutamente accaduto, con diverse proprietà e denominazioni, anche per responsabilità più generali rispetto solo a quelle dei singoli presidenti, direttori sportivi, dirigenti o tecnici, in sé determinanti, ma non solitarie. Servirà una totale rifondazione, vedremo se questa proprietà australiana riuscirà a farla. Di certo, la città non potrà continuare a restare indifferente.
PREPARTITA – E’ la gara decisiva, quella senza appello che chiuderà l’ennesima stagione di sofferenza per i colori biancoscudati. Messina calcistica risponde con una massiccia presenza, considerando le limitazioni imposte per ordine pubblico, con molti più spettatori rispetto a quelli contenibili nel settore ospiti. Feola sceglie Oliviero al posto di Maisano nello schieramento iniziale rispetto alla sfida con il Milazzo, oltre al rientro di Trasciani in mezzo alla difesa. Ragusa con il 3-5-2 e Memeo in campo.
CRONACA
PRIMO TEMPO – Pronti via e subito un doppio giallo per Trasciani e Golfo, che si strattonano a vicenda subito dopo il calcio di inizio. Spinge il Ragusa che crea due situazioni potenzialmente pericolose nel primo minuto di gioco. Messina che entra in area ragusana all’8’, ma è un pallone facilmente controllato dal portiere. Al 14’ trattenuta su Tedesco, proteste dell’attaccante pugliese per un rigore non proprio evidentissimo. Pericoloso Sinatra al 24’, stoppa e si gira, ma il tiro è troppo lento, diventa un passaggio per il vicinissimo Giardino. Messina troppo timoroso e guardingo, sembra quasi dare coraggio agli avversari, piuttosto carichi dal punto di vista agonistico e anche prontissimi alla protesta con l’obiettivo di condizionare l’arbitraggio. Tipiche schermaglie di una gara come lo spareggio per non retrocedere in Eccellenza. Primo tempo che si chiude con una chance per il Ragusa, costruita da D’Innocenzo che salta facilmente Zucco, appoggia a Sinastra, palla altissima. Fischia due volte Palmieri e le squadre vanno negli spogliatoi con il risultato più giusto per una gara tesa ma senza emozioni tecniche, in cui il Messina sembra in grandissima difficoltà dal punto di vista nervoso, oltre che su quello del gioco, totalmente assente.
SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo, il primo arriva al 54’, quando Roseti subentra a un assente Oliviero. Primi 15’ senza sussulti, al Ragusa va bene, il Messina non incide. Esce Golfo, dentro Capone per il Ragusa al 63’, con il calciatore che viene sostituito protagonista di qualche gesto eccessivo e l’arbitro lo grazie del secondo giallo. Al 65’ è il turno di Zerbo per Zucco, con il tentativo di creare qualche pericolo da giocate singole alla munitissima difesa ragusana. Taglio al viso per Clemente al 68’, subentra De Caro. Altra sostituzione in casa Acr, Saverino subentra a Matese al minuto 77. Cambia anche Lucenti con Campanile per Sinatra. Arriva il gol di Bosia al 79’ ma sbandiera un offside dell’autore della rete, difficile da interpretare, perché viene da un calcio di punizione battuto da Saverino sul palo più lontana. D’Amore per D’Innocenzo all’83’ in casa Ragusa. Chance per Bosia ancora su calcio di punizione all’89, ma Esposito devia sul fondo in bello stile. Saverino al 95’ arriva a un soffio dal gol su punizione, ma Esposito ci arriva con la punta delle dita e devia sul fondo. Ultima emozione dei 90’ regolamentari, perché il direttore di gara fischia tre volte e si va ai tempi supplementari. Messina che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo nei minuti finali, ma senza trovare lo spunto giusto, solo su calcio da fermo, oltre il gol annullato a Bosia.
PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE - Capone impegna Giardino quasi dal fondo dopo 1’, allontana con affanno la difesa biancoscudata. Ammonito Kaprof al 5’, per proteste ed anche espulso Savanarola dalla panchina. Gli uomini di Feola sembrano piombati di nuovo nell’impotenza, senza nemmeno conquistare punizioni o corner che potrebbero creare pericoli. Va negli spogliatoi anche Feola, inviperito dopo l’ennesimo fallo fischiato a un calciatore del Messina, nello specifico Saverino, per un intervento nettamente sul pallone. L’arbitro fischia senza nemmeno fare completare il minuto di recupero concesso, dopo un calcio di punizione battuto malissimo da Capone nei pressi dell’area messinese.
SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE – Maisano al posto di Bombaci all’inizio del secondo tempo supplementare, sostituzione poco comprensibile in una situazione del genere. Esposito si fa sfuggire la palla in uscita dopo 1’, ma nessuno ne approfitta. Benassi espulso per una entrata assassina su Maisano al 108’. Ammonito Bosia al 113’ perché Garufi perde un pallone banalissimo e il centrale deve intervenire per bloccare il contropiede locale. Il tempo scorre, con i padroni di casa favoriti anche da un atteggiamento troppo morbido dell’arbitro, nella consapevolezza che, in queste situazioni, nessuno può dare lezioni di sportività. Ragusa molto attento, Messina troppo lento e sempre più a fondo, anche se, proprio al 120’, Roseti fa un miracolo su Roseti. E’ l’ennesima prova che questa stagione doveva finire male e, alla fine, è retrocessione. Festeggiano i tifosi del Ragusa, crollano quelli biancoscudati, adesso il futuro diventa nerissimo, ma il campo ha dato il suo verdetto e bisogna accettarlo. Hanno pesato in modo determinante i 14 punti di penalizzazione, ma questa squadra ha buttato via un girone di andata eccezionale, soprattutto la società, troppo presuntuosa e sventata nel gestire il mercato invernale oltre a una serie di scelte senza nessun criterio rispetto a quello che significa cercare la salvezza in un torneo come quello di serie D. Se sarà Eccellenza, come dice il verdetto alla fine del playout, bisognerà lavorare tantissimo per risalire la corrente, malgrado proprio questa tristissima giornata dimostra quanto sia grande la passione della piazza, seppure mortificata da un ventennio di mediocrità assoluta e autolesionismo.
TABELLINO
RAGUSA-MESSINA 0-0
RAGUSA (3-5-2): Esposito M.; Prestigiacomo, Benassi, Callegari; Accetta, Memeo, Bianco, D’Innocenzo (dall’83’ D’Amore), Esposito B.; Sinatra (dal 77’ Campanile), Golfo (dal 64’ Capone). In panchina: Bonagura, Brugaletta, Crisci, Palladino, Guzzo, Martorelli. Allenatore: Gaetano Lucenti.
MESSINA (3-5-2): Giardino; Clemente (dal 69’ De Caro), Trasciani, Bosia; Oliviero (dal 54’ Roseti), Zucco (dal 63’ Zerbo), Garufi, Matese (dal 77’ Saverino), Bombaci (dal 106’ Maisano); Tourè, Tedesco (dal 91’ Kaprof). In panchina: Sorrentino, Aprile, Bonofiglio. Allenatore: Vincenzo Feola.
Arbitro: Simone Palmieri di Avellino
Assistenti: Anthony Di Minico di Ariano Irpino e Alex Scaldaferro di Vicenza
IV Ufficiale: Marco Tavassi di Tivoli
Ammoniti: 1’ Trasciani (M), 1’ Golfo (R), 95’ Accetta ( R ), 95’ Tourè (M), 5’ pts Kaprof (M)
Espulsi: 108’ Benassi ( R )
Corner: 1-5
Recupero: 2’,5’, 1’,2’
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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