Daniele Trasciani si accomoda davanti ai cronisti subito dopo il capitano Garufi e, come il compagno, cerca di dare una immagine di serenità del Messina precipitato di nuovo in zona retrocessione diretta, dopo la terza sconfitta consecutiva in casa: “Per affrontare questo momento l'unico rimedio è sempre il lavoro, perché ci tengo a ribadirlo, la squadra in settimana lavora bene, siamo con il mister nelle cose che ci propone, come essere incisivi da subito in ogni partita. Per applicarle, però, serve tempo, che non abbiamo, ma noi siamo tutti quanti nella stessa barca, remiamo nella medesima direzione, quindi non dobbiamo abbatterci, perché nel calcio questi momenti arrivano per tutte le squadre. Prendiamo l’esempio della Reggina a inizio campionato, loro sono stati in grado di ripartire e dobbiamo farcela anche noi in questo sprint finale. Mancano sette partite, se ad inizio anno ci avessero detto che, a questo punto della stagione, saremmo stati ancora in corsa, tutti quanti avremmo firmato. Abbiamo cinque punti di distacco dalla salvezza diretta, bisogna essere realisti e capire il momento. So che è difficile, perché la rabbia è tanta, però la realtà è questa, noi siamo ancora vivi, stiamo lottando per la salvezza diretta. Anche oggi, abbiamo perso, ma le nostre occasioni siamo riusciti a crearle contro un avversario molto forte, attrezzato per stravincere il campionato. In panchina loro hanno Sarao e Kragl, quindi hanno una rosa di altissima qualità. Vedo troppa negatività sotto questo punto di vista, quando in realtà, bisognerebbe remare un po' più tutti quanti nella stessa direzione, soprattutto dall'esterno”.
Trasciani parla poi dell’episodio decisivo nel match contro la Nissa: “Abbiamo gestito male quella situazione, tutta la squadra, non solo la linea difensiva, perché abbiamo preso gol perdendo una seconda palla in modo banale, eravamo posizionati male. La rivedremo e analizzeremo attentamente in settimana. Potevamo prendere il secondo, ma c’è stato anche il palo di Cristian Roseti alla fine, purtroppo ci è andata male. In ogni caso, pur avendo subito nel girone di ritorno, siamo sempre la quinta miglior difesa del campionato, questo non lo sottolinea mai nessuno”.
Il vice capitano analizza anche le differenze abissali tra il girone di andata e quello di ritorno: “La prima parte della stagione fa sempre storia a sé, poi ogni squadra sente il peso del risultato con il passare delle giornate, quindi le partite diventano più complicate, più difficili da gestire, più complicato prendere i tre punti. Conosciamo perfettamente il peso di ogni gara, sappiamo che la prossima a Vibo è vitale, un playout anticipato, perché di fatto una vittoria a nostro favore ci rilancia totalmente sotto il punto di vista della salvezza diretta, mentre una sconfitta magari può determinare in negativo. Conosciamo il peso della gara, a me queste partite personalmente stimolano, perché noi facciamo i calciatori per il brivido dei tre punti, quindi arriveremo carichi e motivati. Io giocherei già domani fosse per me, ma la squadra è della stessa opinione, ci siamo guardati nello spogliatoio e avevamo tutti questo senso di abbattimento, ma, allo stesso tempo, di rivalsa, perché noi siamo qui a lottare e soffrire da settembre in situazioni clamorose, assurde che nessuno avrebbe sposato. Ci siamo anche adesso e non abbiamo intenzione di mollare, non è una sconfitta in casa con la Nissa che ci farà perdere questo spirito, fino alla fine battaglieremo perché la salvezza si può guadagnare in ogni momento, anche all'ultimo minuto dell'ultima gara, anche all'ultimo minuto dei play-out”.
I segnali di confusione e scarsa tranquillità visti anche contro la Nissa, però, sono un problema che lo stesso Trasciani non trascura: “Noi che siamo un po’ più grandi, dovremmo trasmettere una serenità diversa in mezzo al campo, ma lavoreremo anche su questo perché non penso che lo spirito sia mai mancato. La pressione gioca un ruolo importante, quando in casa sei sotto e sai che serve assolutamente fare risultato, subentrano anche delle situazioni nervose diverse per ogni individuo, è difficile entrare nella testa di ognuno e comandarla a tal punto da far capire che dobbiamo andare più forti e questo è il momento di spingere e accelerare e non di abbatterci. Il calcio è questo, è fatto per chi non molla, ci crede fino alla fine. Insisteremo su questo aspetto in settimana per cercare di colmarlo, poi bisogna dare risposte sul campo ogni domenica, lo sappiamo e dobbiamo farcela a tutti i costi.”
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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