“Siamo venuti fin qua a vedere segnare Giampà”. Se non lo avete letto cantando state mentendo. È il coro che, da quel 22 settembre 2004, ha fatto storia, da quando la matricola Messina si impose a San Siro. Fu l’impresa firmata dai ragazzi di mister Mutti, rivelazione di quel campionato, che superò 2-1 in rimonta il Milan di Kakà. E proprio al brasiliano, a secco in quella sfida, fu ispirato il coro originario riadattato dai tifosi giallorossi al centrocampista Mimmo Giampà che, insieme a Riccardo Zampagna, furono gli autori delle due reti.
“Abbiamo vinto in casa dei campioni d’Europa, abbiamo toccato il cielo”, sono le parole ricche di emozione proprio di Giampà, oggi allenatore del Città di Sant’Agata e che, in diretta su “Antenna Gol”, ha rivissuto alcuni momenti della sua esperienza vincente con il Messina. Era già andato a segno nella prima casalinga contro la Roma (4-3) ma si è regalato anche il bis a San Siro: “Sicuramente anche con la Roma è stato emozionante, ma quello contro il Milan è stato l’apice della mia carriera e anche del Messina. Quando sono usciti i calendari, con Parma, Roma e Milan nelle prime tre giornate, abbiamo pensato che il nostro campionato sarebbe iniziato alla quarta contro il Siena – ha raccontato Giampà -. E invece abbiamo pareggiato a Parma, vinto con la Roma e siamo andati a Milano per non prendere la goleada. Al gol di Pancaro quasi sorridevamo perché avevamo resistito un tempo. Poi il pareggio è stato il massimo, anche perché ho segnato sotto la curva dei nostri tifosi, che erano in 10 mila”.
Un’impresa unica, che si ricorda anche a distanza di quasi 17 anni, come un momento indelebile nella storia calcistica peloritana: “Per una sera siamo stati più bravi almeno nel risultato. Abbiamo sempre giocato al massimo delle nostre possibilità. Se quella partita la giochiamo altre cento volte, magari la perdiamo per centouno volte, ma quella sera abbiamo vinto e meritato, perchè abbiamo dato il 110%. Questo è il bello del calcio”. I sogni delle piccole che superano le big, da ricordare proprio quando si parla tanto di Superlega e incassi miliardari.
Una stagione iniziata alla grande per Mimmo Giampà, che si è fermata sul più bello. A settembre l’exploit in casa dei diavoli rossoneri e, appena un mese dopo, il 24 ottobre, il grave infortunio alla coscia nel match casalingo contro il Lecce con ben 147 punti di sutura dopo un contrasto con Rullo e il taglio provocato dai cartelloni pubblicitari. Il suo campionato finisce lì, ma l’immagine di Giampà a terra e soccorso dal portiere avversario Sicignano è un’istantanea indimenticabile: “Con Sicignano ci siamo incontrati poi solo in campo in serie B, è stato un grande gesto. Ho ritrovato Rullo per tre anni a Modena. Non c’entrava nulla – ha sottolineato Giampà – il campo era scivoloso e sono andato a sbattere. Sono stato sfortunato, ma ora sono fortunato a poterlo raccontare. Chi era vicino ha capito la gravità, Zampagna quasi sveniva. Chi era lontano non poteva rendersi conto e anche mister Mutti o i ragazzi della panchina non avevano capito”.
A distanza di 17 anni le strade del Messina e di Mimmo Giampà si sono incrociate nuovamente, da avversari in serie D. Per il tecnico del Città di Sant’Agata è il proseguo di una carriera da allenatore iniziata al Roccella, mentre per i giallorossi sono stati anni di cadute e tanta fatica. Un destino simile alle altre piazze siciliane come Catania e Palermo, oggi in C dopo anni di splendore: “Al sud succede spesso e non riesco a darmi una spiegazione. Al sud dopo tanti anni di A e B molte squadre falliscono, i dirigenti devono programmare diversamente. È impossibile che certe piazze così calde falliscano, i dirigenti non dovrebbero fare il passo più lungo della gamba. Spero che per la Sicilia e per queste piazza si possa tornare al calcio vero”
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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