Messina e la Nazionale: Sullo rinnova la tradizione biancoscudata

 di Marco Boncoddo Twitter:   articolo letto 2091 volte
Foto Giovanni Isolino
Foto Giovanni Isolino

Adesso è ufficiale, anche la nazionale italiana si tingerà un pò di giallorosso. Salvatore Sullo, il leggendario SuperSasà dello Stretto, il capitano mai domo che trafisse il Catania dagli undici metri, assisterà Giampiero Ventura sulla panchina della selezione azzurra, con il ruolo di vice allenatore. Un binomio ormai inscindibile, che dura dal lontano 2009, forte di un’amicizia iniziata proprio nella città dello Stretto, quando il tecnico ligure venne chiamato a rilevare Bortolo Mutti nella stagione 2005/06. Qualche anno più tardi, infatti, Ventura decise di chiamare proprio Sullo per affidargli il ruolo di “secondo” sulla panchina del Bari. Da allora i due allenatori non si sono più lasciati, scrivendo pagine di storia calcistica tra la città pugliese e la Torino granata. Adesso, dopo cinque anni all’ombra della Mole, i due moschettieri sono pronti a provare qualcosa di grande, raccogliendo l’eredità di Antonio Conte sulla panchina dell’Italia.

Salvatore Sullo, cittadino onorario della città dello Stretto ed unico possessore della maglia numero 41 della biancoscudata, rafforzerà il binomio tra Messina e Nazionale, sicuramente forte ma magari poco conosciuto dai tifosi peloritani. Esiste un nutrito numero di “uomini di calcio”, infatti, che hanno indossato i colori del Messina ed in seguito quelli della Nazionale, sia in quest’ordine che in quello inverso, o addirittura contemporaneamente. Alessandro Parisi e Carmine Coppola, ad esempio, sono gli unici due calciatori ad aver giocato una o più gare con la maglia azzurra nel periodo di militanza giallorossa. In molti, ne siamo certi, rammenteranno la serata del 17 novembre 2004, quando l’Italia sconfisse la Finlandia al San Filippo, con il mancino giallorosso ad arare la fascia sinistra. Nell’estate del 2005, invece, Carminiello Coppola indossò la maglia azzurra nelle partite contro Serbia&Montenegro ed Ecuador, nello stage premondiale giocato negli Usa. Nell’ottobre del 2005, invece, Marco Storari venne convocato da Marcello Lippi come terzo portiere per la partita contro la Slovenia, dopo i forfeit di Buffon e Santoni. Il portierone nativo di Pisa, però, non calcò il campo da gioco, indossando comunque i colori della nazionale.

Come già accennato, però, ben 11 ex giallorossi hanno indossato i colori della patria, una volta conclusa l’esperienza peloritana. Detto di Sullo e Ventura, il più famoso di questa nutrita truppa è sicuramente Salvatore Schillaci, eroe incontrastato di Italia ’90, competizione nella quale si laureò addirittura capocannoniere, trascinando gli azzurri ad un amaro terzo posto. L’ex biancoscudato con più presenze è Marco Materazzi, cresciuto nelle giovanili del Messina, con la quale maglia vanta anche una presenza tra i professionisti. Per lui, campione del Mondo nel 2006, si registrano 42 presenze e 2 reti con la maglia azzurra. Ben quindici, invece, le presenze di Antonio Nocerino, al Messina nella stagione di serie A 2005/06. Anche Gaetano D’Agostino, uno dei conquistatori del settimo posto in massima serie, ha indossato la maglia della Nazionale in cinque occasioni, non riuscendo però a siglare una marcatura. Cinque presenze anche per Alberto Orlando, centravanti prolifico e prestante, che indossò la maglia del Messina nella stagione di serie B 1958/59. Giunto in prestito dalla Roma, siglò ben 17 reti in 30 presenze, laureandosi vicecapocannoniere del torneo cadetto. Tre anni dopo giocò la prima partita in Nazionale, siglando un’incredibile quaterna contro la Turchia che gli valse i complimenti di Cesare Maldini, Ezio Pascutti ed Angelo Sormani,suoi compagni di squadra in quella memorabile partita, che vollero posare in una celebre foto con lui.

Una sola presenza, invece, per Romano Miceli (al Messina nel 60/61) e per Amauri, autore di quattro reti con la casacca peloritana nella stagione di serie B 2002/03. Solamente una convocazione per Sergio Floccari, chiamato da Cesare Prandelli nell’ottobre 2010 per le sfide contro Irlanda del Nord e Serbia. Non avendo calcato il manto erboso, però, l’attaccante calabrese rimane convocabile dalla selezione di San Marino, vista la sua doppia cittadinanza ottenuta dopo il matrimonio con Maria Elisa Canti, cittadina della repubblica del Titano.

Ma il rapporto biunivoco tra Messina e Nazionale non finisce qui. Diversi addetti ai lavori, infatti, sono approdati nella città dello Stretto dopo esperienze in nazionale, soprattutto in veste di allenatori. Anche tra i calciatori, però, si distinguono figure con un buon numero di presenze con la maglia azzurra. Impossibile non dedicare una menzione particolare a Luigi Cevenini, conosciuto anche come Cevenini III (per distinguerlo dai quattro fratelli calciatori), autore di 11 reti in nazionale in 29 presenze tra il 1915 ed il 1929. Il talentuoso interno sinistro, nativo di Milano, rimane uno dei più grandi calciatori della storia calcistica messinese: il centrocampista meneghino, infatti, siglò 28 reti in 49 partite con la maglia dell’Associazione Calcio Messina, nelle stagioni tra il 1930 ed il 1933. Partecipò attivamente, inoltre, alla prima promozione in cadetteria della storia giallorossa, ricoprendo il ruolo di giocatore ed allenatore, insieme agli ungheresi Engelbert König ed György Orth. Anche Mark Iuliano, al Messina nella stagione 2006/07, può vantare un buon curriculum azzurro. Al suo attivo, infatti, le partecipazioni all’Europeo del 2000 ed al Mondiale del 2002, che contribuirono a delineare le sue 19 presenze con la maglia dell’Italia. Una presenza nel 1932 per Ezio Sclavi, portiere-pittore dell’Associazione Calcio Messina nel 1934/35 e Celso Posio, a Messina nella stagione 1961/62, quattro anni dopo il match in nazionale. Tre presenze anche per Clemente Morando, portiere di A.C. Messina e U.S. Peloro tra il 1929 ed il 1932, che esordì in Nazionale nel 1921 a Ginevra contro la Svizzera, suscitando l’ammirazione dell’inviato della rosea, che scrisse di lui: “sicurissimo, magnifico per il colpo d'occhio, la presa ferrea, l'agilità e l'intuizione”.

Addirittura sei, invece, gli allenatori che hanno assunto la guida tecnica del Messina dopo aver vestito, da calciatori, la maglia della nazionale. Il più celebre di loro, sia per numero di presenze che per l’importanza rivestita nella città dello Stretto, è sicuramente Virgilio Felice Levratto. La fortissima ala sinistra ligure, dal tiro violentissimo e dall’innato fiuto del gol, fu il primo allenatore dell’Associazione Calcio Riunite Messina, tra il 1947 ed il 1949. Finito il rapporto con i giallorossi, rimase nella città dello Stretto come coach dell’Arsenale Messina per altri due anni. Tra il 1924 ed il 1928, la bandiera di Genova 1893 e Ambrosiana, mise a segno 11 reti in 28 gare con la maglia azzurra. Tredici presenze ed una rete in Nazionale, tra il 1978 ed il 1985, per Bruno Giordano, trainer con “poca fortuna” in riva allo Stretto, sia per i risultati che per lo scarsissimo feeling con la piazza. Quattro presenze azzurre, nell’anno solare 1961, per Bruno Bolchi, alla guida del Messina in tre diverse occasioni: nel 1975/76, nel 2002/03 e nel 2006/07, quando fu chiamato a rilevare proprio Bruno Giordano. Chiudono il gruppo Giuseppe Sabadini, quattro presenze con l’Italia ed una stagione alla guida dell’Associazione Sportiva Messina nel 1992/93, Cesare Gallea, una sola apparizione azzurra ed allenatore del Messina nel 1953/54 e Leandro Remondini, coach del Messina nel 1973/74 dopo aver vestito l’azzurro nel 1950 per una sola gara.

Il feeling tra Italia e Messina, come abbiamo potuto appurare, è più stretto di quanto si potesse pensare. I giallorossi, che sono riusciti a portare in nazionale solamente tre giocatori che vestivano la biancoscudata, hanno catapultato verso l’azzurro diversi calciatori ed hanno, inoltre, sfruttato l’esperienza di ex azzurri per la guida tecnica. Che questo nutrito gruppo rappresenti un augurio ed un sostegno per Salvatore Sullo, un uomo che ha lasciato il segno nella nostra città come pochi altri.