Dal lunedì al venerdì decine di ragazzi si allenano al centro sportivo di Pompei per cercare un po’ di normalità. Sono circa 70 i tesserati dell’Fc Messina che hanno ripresa il lavoro individuale seguiti da tecnici e staff di alta professionalità per cercare di portare avanti una stagione a dir poco anomala. I giovani giallorossi ci provano, ma gli allenamenti restano fini a se stessi e l’atmosfera ne risente: «Abbiamo perso due anni, perché ai ragazzi manca l’obiettivo finale che è la partita della domenica», ha dichiarato il responsabile del settore giovanile del Football Club, Angelo Alessandro, che segue sempre da vicino i propri ragazzi. La differenza con il calcio pre-pandemia è evidente: «Riscontro in loro apatia, demotivazione e c’è poco interesse, perché i ragazzi sono poco vogliosi, non avendo l’obiettivo della convocazione o della partita».

Questione di stimoli e motivazioni che, in un periodo di emergenza sanitaria e protocolli di sicurezza, sono sempre difficili da trovare. Manca soprattutto il giusto entusiasmo, mentre i dubbi sono tanti: «I ragazzi si fanno le nostre stesse domande. In alcuni campionati si gioca e in altri no. Perché? Ad esempio le squadre della Primavera giocano e ogni settimana, se ci sono casi positivi, la gara viene rinviata», ha continuato Alessandro, che avrebbe preferito una parità di trattamento per tutte le categorie, ma soprattutto che mettesse tutti i giovani calciatori sullo stesso piano. Ne è prova l’ultima decisione della Figc di riportare in campo Esordienti e Pulcini: «C’è questa possibile apertura, ma perché solo queste categorie? C’è troppa confusione». Una situazione che non aiuta il calcio giovanile e anche dalla Lega non ci sono indicazioni chiare: «A livello dilettantistico non si sente nessuno e secondo me non siamo neanche ben rappresentati. In qualche altra regione si interessano e cercano soluzione. Qui tutto tace e se non fosse per il Csi non ci sono comunicazioni. Si parla di bloccare le fasce di età nella prossima stagione, ma io farei i campionati per ogni fascia come a livello nazionale e farei giocare tutti in base all’età. Non è semplice, ma non credo che il Covid non ci sarà più e bisogna saperci convivere e prendere le necessarie precauzioni. Quello che è stato fatto a livello professionistico si può estendere anche a livello dilettantistico. Spero che la Lega prenda gli stessi provvedimenti, così da poter disputare le competizioni rispettando i protocolli».

È uno stop che condiziona la crescita e la voglia di giocare dei giovani, ma crea problemi anche alle società, perché non si ritrovano poi quegli juniores pronti per essere aggregati tra i grandi: «Abbiamo dei ragazzi bravi, anzi due classe 2004 come l’attaccante Vincenzo Romano e il difensore Mattia Buongiorno già aggregati in prima squadra. Ma poi saltuariamente vanno anche altri giovani. È una soddisfazione per i ragazzi stare con la prima squadra e, quando possibile, organizziamo anche qualche allenamento al “Celeste”. Spero che il prossimo anno si possa riprendere ma si deve programmare e, inoltre, abbiamo anche una scuola calcio che, gestita dai responsabili Fortunato D’Arrigo e Maurizio Saporoso che stavano facendo un ottimo lavoro e stanno pagando questa situazione», ha spiegato il responsabile perché, come successo quest’anno, non si può ripartire a settembre e rischiare di fermarsi dopo un mese.
Inoltre, il settore giovanile è sempre legato alla prima squadra: «Se l’Fc dovesse vincere il campionato si deve programmare in modo diverso e si allarga la veduta calcistica. Sembra difficile ma mai dire mai. La società è attrezzata per questo salto di qualità e, al di là del campionato, è importante valorizzare sempre il settore giovanile con tecnici all’altezza. Sono sicuro che l’Fc ha tecnici preparati, lavorano e possono fare bene anche tra i professionisti».

Sezione: Fuori Campo / Data: Gio 06 maggio 2021 alle 11:37
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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