Vigilia di CastrumFavara-Messina, in programma domani, domenica 1 marzo, al “Bruccoleri” di Favara. Nella sala stampa del “Franco Scoglio” Vincenzo Feola inquadra subito il senso della trasferta: “È un playout, lo dice la classifica in questo momento. Il livello agonistico deve essere subito al primo posto, serve la voglia di lottare su ogni palla”.
Feola spiega che il Messina deve cercare anche "più padronanza del gioco”, ma senza perdere l’urgenza del momento: “Serve anche tanta cattiveria agonistica”. Perché a Favara – avverte – ci sarà “una squadra agguerrita che si giocherà tutto in una sola partita”.
“Domani pesa tantissimo: è un test”
Il tecnico non nasconde la dimensione della gara: “Sappiamo che il campionato non finisce domani… però è un playout che ci fa già capire a cosa possiamo andare incontro in futuro”. E aggiunge un concetto che suona come un promemoria quotidiano: “Ci aspettano dopo altri 8 playout. La partita di domani una vera e propria battaglia sportiva, spiegando che gli avversari vogliono sfruttare l’occasione per vincere e scavalcare il Messina in classifica. Proprio per questo - ha aggiunto - serve un test del genere per capire se la squadra è davvero pronta agli impegni durissimi e senza appello che attendono il Messina nella parte finale e decisiva del campionato."
Vittoria e percorso: “Mi interessa vedere crescita e miglioramenti”
Alla domanda sulla vittoria che ancora manca nella sua gestione, Feola risponde senza cercare scorciatoie: “Sicuramente la vittoria dà morale, dà entusiasmo… ma soprattutto a me interessa oggi, in questo momento, vedere la crescita e i miglioramenti che stanno facendo questi ragazzi partita allenamento per allenamento”.
Poi ribadisce la sua linea: il risultato è “figlio di tante situazioni”, ma lui vuole vedere una squadra che cresce, che mette mattoni, che costruisce una solidità anche quando la partita diventa nervosa e “sporca”.
“Sono tutti disponibili”
Sul punto della condizione fisica e delle assenze, Feola lascia un messaggio rassicurante: “Sono tutti disponibili, sono cresciuti tutti quanti sotto l’aspetto fisico, stiamo crescendo”.
Aggiunge che non è semplice cambiare principi e metodo in una stagione segnata da passaggi e transizioni, ma con il recupero degli infortunati aumentano le opzioni e, di conseguenza, la possibilità di esprimere meglio l’idea di calcio richiesta.
Leader e personalità: “Noi allenatori dipendiamo dai giocatori”
Feola insiste su un dato che, in queste partite, pesa più di qualsiasi teoria: “Noi allenatori dipendiamo sempre dai giocatori… prepariamo in un certo modo, lavoriamo in un certo modo, però dopo sono loro che determinano tante cose”.
E sull’identikit dello spogliatoio aggiunge: squadra giovane, sì, ma con “2-3 giocatori che hanno questa personalità e questo carisma”, quelli che, quando la partita scotta, devono diventare “riferimento”.
Coraggio: “Senza coraggio non si va da nessuna parte”
Sollecitato sul peso del contesto e della rincorsa, Feola torna sul concetto che considera non negoziabile: “Dobbiamo avere il coraggio di fare le cose. Senza coraggio non si va da nessuna parte. Sono fiducioso perché i ragazzi mi seguono e hanno tantissima voglia di fare bene. Questa fiducia non si alimenta con le parole, ma con la risposta del campo.
Il nodo campo d’allenamento: “Due sport diversi”
Nella parte finale Feola entra su un tema pratico che incide su tempi e riferimenti di gioco. E lo fa con parole nette: “Il campo dove ci alleniamo e il campo dove giochiamo sono due sport diversi”.
Spiega: “Il campo dove ci alleniamo è 1500-1700 m² più piccolino rispetto a questo qua, perciò è un altro sport”. E aggiunge, sempre con le sue parole: “Le misure, le giocate, le situazioni, le uscite, la costruzione… è molto differente”.
Il concetto è semplice: allenarsi quotidianamente su un campo più piccolo e poi giocare in casa in uno più grande significa cambiare distanze, tempi, uscite, spazi da attaccare e da difendere. Per questo insiste sul vantaggio di poter lavorare sul campo gara: “Avere la disponibilità del campo dove ci alleniamo e dove giochiamo sicuramente è più facile… dà la possibilità ai ragazzi di avere già le misure, le idee e vedere gli spazi”.
E chiude chiedendo “elasticità”, senza alibi ma con una priorità chiara: “l’esigenza oggi è il Messina… che si deve salvare”.
Favara, dunque, è la prima pagina di un finale che Feola descrive senza filtri: partite da playout, una dietro l’altra. Domani serviranno agonismo, coraggio, personalità. E, come ha spiegato, servirà anche capire se il Messina è davvero pronto alla serie di “battaglie” che decideranno la stagione.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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