Giunti al secondo giorno della “settimana decisiva per le sorti dell’Acr Messina” (altra frase tipica di questo periodo dell’anno alle nostre latitudini), sembra di assistere ad un film già visto, il cui finale, però, è meno scontato di quanto possa apparire, anche a qualche protagonista coinvolto direttamente nella vicenda, in un ruolo più o meno attivo.
LA NOTA DI SCIOTTO Questa mattina, al protocollo del Comune di Messina è arrivata una nota del presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto, con la quale viene posto un paletto importante nella cosiddetta “proposta Mannino”, pervenuta all’attenzione del sindaco Federico Basile in data 26 maggio 2023, per poi precisare che “il valore attribuito alla Società non è conforme alla mia valutazione, ma, sul punto, si confida che una trattativa seria porterà certamente a risultati ottimali per entrambe le parti”. Viene quindi chiesto che “d’ora in avanti ogni tipo di trattativa dovrà essere fatta con patto di assoluta riservatezza sottoscritto”.
LA PROPOSTA MANNINO Nel corpo della lettera viene anche riportato quanto contenuto nella proposta fatta dal dott. Mannino attraverso il Comune di Messina, in modo letterale, punto che il presidente dell’Acr Messina sottolinea “non può essere inserita nella trattativa perché assolutamente fuori dal controllo della società Acr Messina”.
GLI IMPIANTI Il riferimento è alla richiesta da parte di Mannino, contenuta nella proposta del 26 maggio scorso, a fronte dell’impegno a rilevare le quote del Messina, che “il Comune di Messina si impegni formalmente a garantire la concessione gratuita trentennale per le infrastrutture strategiche per potere sviluppare un progetto sportivo ambizioso che vengono identificate nello Stadio San Filippo, con tutte le pertinenze relative, il Palazzetto dello Sport in area San Filippo, con tutte le pertinenze relative, lo Stadio Celeste con tutte le pertinenze relative. In proposito si specifica che tutti e tre gli impianti sportivi individuati dovranno essere agibili per la massima capienza dei posti di ciascuna struttura, e che gli eventuali lavori siano posti a carico dell’Ente Proprietario )tra gli altri, e senza che ciò costituisca un elenco esaustivo, video sorveglianza, tornelli, connettività, manto erboso, illuminazione, efficientamento energetico, revisione impiantistica generale, sicurezza e tutte le opere necessarie al fine di ottenere l’agibilità delle strutture sempre nella massima capienza”.
Quindi, una nota in cui Sciotto precisa che una delle condizioni poste per l’acquisto delle quote (disponibilità trentennale impianti) non dipende dalla volontà dell’Acr Messina, ma, nello stesso tempo, chiede una rivalutazione del valore complessivo offerto e la sottoscrizione di un patto di riservatezza.
IL VALORE DEL MESSINA Ma quanto è il valore attribuito da Mannino al Messina? Due milioni di euro avendo come riferimento società calcistiche di pari livello, categoria e blasone, prezzo da valutare con due diligence accertando principalmente i debiti di qualsivoglia natura, che dovranno essere detratti dalla somma dei due milioni. Una volta chiusa questa fase e arrivati alla stipula dell’atto, dal momento del passaggio delle quote, tutte le entrate e uscite saranno a carico della parte acquirente, salva comunque la responsabilità diretta della parte cenditrice per quei debiti e per quelle situazioni non rese note dal cedente, né conosciute né conoscibili da parte acquirente con la conseguenza che, se detti debiti non verranno saldati immediatamente o comunque entro 10 giorni dalla loro comunicazione alla parte vednitrice, anche questi debiti non dichiarati e comunque non conosciuti “verranno ulteriormente detratti dal prezzo di cessione con riserva di ogni danno”.
In sostanza, una proposta per blindare eventuali passività non rilevate dal bilancio, dalla due diligence e successive all’acquisizione delle quote, mentre le modalità di saldo del valore (intero o residuo) del Messina non fanno parte della manifestazione di interesse.
RAPPORTI COL COMUNE Nella parte del “rapporti col Comune”, Mannino chiede anche di avere la facoltà di condividere con il Comune e le sue partecipate la scelta della società di gestione della manutenzione e dei servizi dei tre impianti, e si rende disponibile a partecipare a una società di scopo mista composta da pubblico e privato per la realizzazione di qualsiasi opera legata alla gestione e/o al recupero strutturale degli impianti (S.Filippo, Celeste e Palarescifina)
Vedremo, adesso, quali saranno le ulteriori novità. Qui abbiamo semplicemente riportato quanto verificato direttamente sui documenti intercorsi tra le parti.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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