La qualificazione alla semifinale regionale di Coppa Italia conquistata sul campo dello Scordia lascia immediatamente spazio alla partita che l’ACR Messina sta giocando fuori dal terreno di gioco. Justin Davis sceglie i canali social del club per rivolgersi direttamente alla città e ai tifosi dopo i venti punti di penalizzazione e l’ammenda da 1.800 euro disposti dal Tribunale Federale Nazionale. Un intervento lungo, costruito come un appello pubblico, nel quale il presidente ricostruisce il proprio ingresso nel Messina, rivendica gli adempimenti sostenuti dalla nuova proprietà e annuncia che la società percorrerà i successivi gradi della giustizia sportiva.
Il messaggio centrale è netto: “Io non mi arrendo”.
“VOGLIO PARLARVI DI UNA GRANDE INGIUSTIZIA” - Davis apre rivolgendosi direttamente ai messinesi e alla tifoseria giallorossa: “Oggi voglio parlarvi di una grande ingiustizia, un’altra ingiustizia contro l’ACR Messina, contro i nostri tifosi e contro tutta la città”. È la valutazione espressa dal presidente sul provvedimento del TFN del 30 ottobre: “Ci hanno dato venti punti di penalizzazione e una multa di 1.800 euro”. Da qui parte una ricostruzione personale che Davis lega alla scelta di investire nel club.
DALLA PARTITA CON IL GELA ALLE DUE PROMESSE - Il presidente torna alla scorsa stagione e alla partita Messina-Gela: “Ho visto i tifosi e la passione di questa città”. Davis racconta di avere preso proprio quel giorno due decisioni: “Mi sono fatto due promesse. La prima era comprare il Messina. La seconda prendere Sarao, l’attaccante che ci aveva segnato due gol”. Poi la conclusione, anche alla luce del gol realizzato dallo stesso Sarao pochi giorni prima contro il Mazzarrone: “Sapete una cosa? Ho mantenuto entrambe le promesse”. Un passaggio utilizzato soprattutto per ricordare come sia nato il rapporto tra l’imprenditore australiano e il club.
“PRIMA DELL’ASTA ABBIAMO CONTROLLATO I DOCUMENTI” - Il cuore dell’intervento riguarda però il percorso seguito per rilevare il Messina. Davis sostiene che prima della procedura giudiziaria i propri legali abbiano esaminato la documentazione disponibile: “Prima dell’asta i miei avvocati hanno controllato tutti i documenti”. Il presidente ricorda quindi di essersi presentato come unico offerente e afferma di avere sostenuto un investimento complessivo di 500 mila euro per l’acquisizione. Da quel momento, secondo la sua ricostruzione, sarebbero arrivati ulteriori adempimenti richiesti per garantire la prosecuzione dell’attività.
“CI HANNO CHIESTO DI PAGARE GLI STIPENDI IN ANTICIPO” - Tra gli obblighi richiamati da Davis ci sono le mensilità dei calciatori: “La Lega mi ha chiesto di pagare in anticipo gli stipendi di novembre e dicembre. Li ho pagati subito”. Poi il passaggio sui contratti provenienti dalla precedente gestione: “Mi hanno chiesto di prendere in carico i contratti che la LND aveva mandato ufficialmente alla curatrice. L’ho fatto”. È uno degli argomenti sui quali la nuova proprietà sta insistendo maggiormente dopo il dispositivo del TFN: l’avere assunto e adempiuto obbligazioni derivanti da rapporti nati prima dell’attuale gestione.
“HO PRESENTATO UN PIANO SERIO” - Davis rivendica anche gli altri passaggi effettuati per garantire continuità alla società: “Ho presentato un piano serio per fare rinascere il Messina, con garanzie bancarie”. Poi aggiunge: “Tutto è stato controllato dalla Lega e approvato dalla Federazione. Ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto. Ho rispettato ogni regola”. Si tratta della ricostruzione e della posizione difensiva espressa dal presidente, che sarà inevitabilmente confrontata con le motivazioni della decisione del TFN e con gli atti del procedimento nei successivi gradi di giudizio.
“CHE COLPA HA QUESTO MESSINA?” - Davis formula quindi una serie di domande che rappresentano il punto politico e comunicativo del suo messaggio. “Che colpa ha il Messina? Che colpa abbiamo noi? Perché dobbiamo pagare per gli errori degli altri?”. Il presidente estende il ragionamento anche a squadra e tifoseria: “Perché devono pagare i nostri giocatori? Perché devono pagare i nostri tifosi? Perché deve pagare un’intera città?”. È la tesi sulla quale la proprietà costruisce il proprio appello pubblico: la distanza tra le condotte contestate e i soggetti oggi alla guida del progetto sportivo.
“ABBIAMO FATTO TUTTO QUELLO CHE CI È STATO CHIESTO” - Davis torna più volte sul concetto dell’affidamento: “Noi abbiamo rispettato tutte le regole. Abbiamo fatto tutto quello che la Federazione ci ha chiesto. Tutto”. La conclusione del presidente è altrettanto diretta: “E oggi ci tolgono venti punti. Questo non è giusto”. Sul piano strettamente sportivo, il dispositivo resta efficace e modifica la classifica del Messina, mentre la società ha annunciato di volerlo contestare attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento federale.
“IO NON MI ARRENDO” - Il momento centrale del messaggio arriva quando Davis parla del futuro della propria battaglia. “Io non mi arrendo. Combatterò con tutte le mie forze”. Il presidente lega la propria posizione non soltanto alla società: “Combatterò per questa squadra, per questi tifosi e per tutta la città di Messina”. Una dichiarazione che arriva pochi giorni dopo i dubbi e le preoccupazioni espressi dal direttore sportivo Maurizio Pellegrino sulle possibili conseguenze che una vicenda del genere avrebbe potuto avere sulla proprietà. Davis, almeno attraverso questo intervento pubblico, sceglie invece di ribadire la volontà di andare avanti.
IL RINGRAZIAMENTO A BASILE - Nel video trova spazio anche il rapporto con le istituzioni cittadine. “Io non sono solo. Il sindaco Federico Basile mi ha detto che il Comune sarà al nostro fianco e per questo lo ringrazio”. Davis valorizza quindi la vicinanza mostrata dall’Amministrazione in questi giorni, dopo la presenza dello stesso sindaco al Celeste in occasione della gara contro il Mazzarrone. L’appello del presidente assume così una dimensione che supera la sola società calcistica e chiama a raccolta l’intera città.
“ANDREMO ALLA CORTE FEDERALE D’APPELLO” - Sul percorso giudiziario Davis è esplicito: “Andremo avanti con i nostri avvocati. Andremo davanti alla Corte Federale d’Appello”. E aggiunge: “Se sarà necessario andremo ancora oltre, fino a quando non avremo giustizia”. Il presidente non entra nei dettagli tecnici del ricorso, ma conferma quanto già annunciato dal club subito dopo il dispositivo: la società intende utilizzare tutti i successivi strumenti previsti dall’ordinamento sportivo e valutare, se necessario, ulteriori iniziative nelle sedi competenti.
“SE RESTERÀ ANCHE UN SOLO PUNTO, CHIEDEREMO I DANNI” - Il passaggio più forte riguarda l’eventuale azione risarcitoria. Davis afferma: “Voglio essere molto chiaro. Se anche un solo punto di questa penalizzazione verrà confermato, chiederemo il risarcimento di tutti i danni subiti”. È una dichiarazione di intenti che dovrà naturalmente essere tradotta, eventualmente, nelle iniziative che i legali riterranno percorribili e davanti alle sedi competenti. Il presidente individua già alcune conseguenze che, a suo giudizio, il provvedimento starebbe producendo: “Questa situazione sta già facendo male alla nostra società”.
“RISCHIAMO DI PERDERE LA FIDUCIA DEGLI INVESTITORI” -Davis concentra soprattutto l’attenzione sulle ripercussioni economiche e progettuali. “Sta facendo perdere fiducia agli investitori e sta mettendo a rischio il futuro che stiamo costruendo”. È probabilmente uno dei passaggi più significativi del suo intervento. Il presidente non presenta la vicenda soltanto come una questione di classifica, ma come un elemento che potrebbe incidere sulla capacità del progetto Messina di attrarre risorse e sviluppare la programmazione futura. “Questo non lo posso accettare”, aggiunge.
“NON È SOLTANTO UNA BATTAGLIA DI CALCIO” - Il finale assume i toni di un vero appello alla città. “Cari messinesi, questa non è soltanto una battaglia di calcio”. Davis definisce la vicenda “una battaglia per il rispetto, per la dignità e per Messina”. Poi chiede direttamente il sostegno dei tifosi e dei cittadini: “Vi chiedo di condividere questo video. Facciamo sapere a tutta Italia quello che sta succedendo”. L’obiettivo dichiarato è amplificare pubblicamente la posizione della società: “Facciamo sentire la nostra voce”.
“MESSINA NON SI ARRENDE” - Le ultime frasi sono costruite come uno slogan destinato alla tifoseria: “Messina non si arrende. Messina combatte. Messina è unita”. Un messaggio pubblicato proprio dopo il 3-1 ottenuto a Scordia, con il quale la squadra di Torrisi ha conquistato sul terreno di gioco l’accesso alla semifinale regionale di Coppa Italia. Il momento scelto non appare casuale. Mentre staff e calciatori continuano a ribadire di volersi concentrare esclusivamente sui risultati sportivi, Davis sposta su di sé e sulla società il peso della partita giudiziaria.
La linea tracciata dal presidente è dunque doppia: la squadra deve continuare a vincere sul campo, mentre la proprietà porterà avanti la propria contestazione nelle sedi previste, sostenendo di avere rispettato gli obblighi richiesti al momento del subentro e di non voler accettare che il nuovo progetto venga compromesso da fatti riconducibili alla precedente gestione.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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