Come è ormai tradizione consolidata a Messina, cambiano le proprietà, le denominazioni, i marchi, ma ogni riunione della Commissione di Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo che riguarda lo stadio “San Filippo” riserva sempre sorprese e, praticamente mai, si conclude con un esito favorevole e senza riserve o prescrizioni. La commissione comunale, presieduta dalla dott.ssa Patrizia Russo, nella giornata odierna, non ha smentito questa consuetudine e, quindi, ha espresso parere contrario alla concessione della agibilità per la presenza del pubblico consentita dal nuovo protocollo Covid per le partite di calcio, ovvero 1.000 persone, da collocare sugli spalti rispettando le prescrizioni previste dalla legge. Una incombenza risolta, ad esempio, a Licata, dove il Messina giocherà domenica, ed in tutti gli impianti nei quali, in queste settimane di sosta del campionato di serie D, si sono svolti i recuperi, così come nelle gare di playoff tra i professionisti. Serviva l’agibilità per le tre gare che si disputeranno nella prossima settimana (due del Football Club contro Castrovillari e Roccella e una dell’Acr Messina mercoledì opposta al Marina di Ragusa), ma l’assenza di alcuni documenti ritenuti indispensabili per concedere l’accesso al pubblico ha spinto i componenti della commissione rappresentanti di Vigili del Fuoco, Asp, Polizia Municipale, un esperto in elettrotecnica ed un ingegnere del Dipartimento Servizi Tecnici, a fare redigere al segretario un verbale con esito negativo che sarà trasmesso alle due società calcistiche coinvolte ed all’Autorità di Pubblica Sicurezza. I punti critici, come sarebbe stato inserito nel verbale, riguarderebbero principalmente gli impianti (illuminazione, anti-incendio, diffusione sonora), oltre al decoro di spazi esterni e la piena funzionalità dei servizi igienici.

La decisione ha già innescato contrasti e malumori, soprattutto da parte dei tifosi dell'Acr Messina che speravano, mercoledì prossimo, di festeggiare, seppure a scartamento ridotto, la propria squadra nell’ultimo impegno casalingo, ma anche in chi sostiene il Football Club e avrebbe voluto tributare omaggio alla coesione  ed alle qualità del gruppo guidato da mister Massimo Costantino.Ma di chi sono le responsabilità? Al momento in cui, il 30 maggio scorso, è scaduta la concessione siglata a luglio 2019 tra Acr Messina e Comune per il “Franco Scoglio”, non è stata ancora chiarita la modalità di gestione dell’impianto per questo finale di campionato, e, l’esito odierno della visita infruttuosa da parte della Commissione lo ha confermato: senza decisioni chiare e condivise, ma soprattutto tempestive, da parte dell’ente proprietario dello stadio, ossia il Comune di Messina, anche il problema della presenza di mille persone in un impianto che ne può contenere quasi 40.000 e utilizzando due settori (tribuna centrale e curva sud) con capienza complessiva ben oltre quota diecimila, non può risolversi da solo, oppure ricorrendo a scarichi reciproci di responsabilità tra esponenti politici o amministrativi, magari utilizzando la tensione legata ad un finale di campionato in cui Acr e Football Club si contendono la promozione in serie C, per individuare facili capri espiatori.

Non ci esprimiamo, ovviamente, sulle polemiche che divampano, in genere via social e quasi mai nelle sedi e con le modalità istituzionali, ma riteniamo che la gestione del fenomeno calcio nella nostra città debba essere condotta pensando prima di tutto al bene comune e individuando le soluzioni possibili, in tempo e nella piena legittimità, prendendosi, ognuna delle parti  coinvolte, le proprie responsabilità chiaramente indicate dalle norme e non sfruttando le pieghe di regolamenti e leggi per scaricare le colpe sempre sugli altri. Piccola annotazione finale da rivogersi al soggetto giuridico (non ancora individuato) che si dovrà occupare di mettere a norma lo stadio "Franco Scoglio" per la prossima stagione agonistica secondo i principi dettati dalla Lega Professionisti: pensate, prima di tutto, a redigere una certificazione valida ed aggiornata degli impianti tecnologici esistenti, per evitare, magari dopo avere speso qualche decina di migliaia di euro, il ripetersi del solito, stucchevole e antico scaricabarile, oppure del consueto salvataggio dell'ultima ora, secondo il vecchio, ma sempre valido, metodo della "emergenza indotta".

Sezione: Fuori Campo / Data: Ven 11 giugno 2021 alle 19:11
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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