Come preannunciato nel post gara contro il Palermo, il mese di ottobre rappresenta il vero banco di prova per il Football Club Messina. Lo strascico della sconfitta contro i rosanero ha portato in dote ai giallorossi un silenzio stampa imposto dalla società per ritrovare serenità e concentrazione in vista dei successivi impegni.
Lontano dalle telecamere e dai microfoni, il gruppo di mister Costantino ha preparato la prima trasferta campana della stagione contro l’ostico Nola. La squadra di mister Esposito si presentava alla sfida contro i giallorossi da imbattuta tra le mura amiche. Allo stesso tempo l'Fc Messina è sceso in campo allo stadio “Sporting Club” con diversi problemi di formazione. Il titolare inamovibile Alessandro Marchetti è stato costretto, a causa di problemi fisici, ad accomodarsi in tribuna mentre il capocannoniere Alberto Gomes Aladje è partito dalla panchina per un infortunio al ginocchio.
Nonostante le due assenze, mister Costantino ha ridisegnato la squadra secondo un camaleontico 4-4-2 in fase difensiva che si trasformava in 4-2-3-1 in fase d’attacco. Fulcro del gioco è stato Ezequiel Melillo, all’esordio dal primo minuto in stagione. Il talentuoso numero 10 argentino ha svolto un doppio ruolo fondamentale nel gioco dei giallorossi: da raccordo tra centrocampo e attacco e in marcatura stretta sul play campano Langella. L’assenza di Aladje, inoltre, ha fatto venir fuori nuovamente il gioco del Football Club Messina delle prime uscite ufficiali: palla a terra, gioco di prima e verticalizzazioni improvvise. I giallorossi hanno controllato tutto il match costringendo il Nola a un giro palla difensivo senza sbocchi.
Nella prima frazione, insieme a Melillo, è stato Miele tra i più positivi e propositivi. Il classe 2000 non ha fatto rimpiangere Marchetti e ha colpito un clamoroso palo interno, l’ennesimo legno delle ultime gare. Dopo diversi tentativi di poco a lato e una super parata di Capasso su Bevis, i giallorossi sono riusciti a sbloccare la gara allo scadere della prima frazione con la spizzata di Carbonaro su torre di Fissore. Un risultato ampiamente meritato per la squadra di Costantino, ancora una volta passata in vantaggio sugli avversari. Ma, come nelle ultime uscite, sono ancora i giallorossi a mettersi nei guai: ad inizio ripresa, infatti, uno sconsiderato intervento di Fissore ha provocato il calcio di rigore del pareggio siglato da capitan Guarro. Una doccia fredda e improvvisa per l'Fc Messina, una grossa boccata d’ossigeno per un Nola inconcludente e mai pericoloso.
Il ritorno in partita dei campani ha innervosito la gara, diventata molto fisica e spigolosa, costringendo i giallorossi ad affidarsi anche ai lanci lunghi. I tentativi di Melillo, Correnti e Carbonaro non sono riusciti a centrare la porta e anche l’ingresso di Aladje nel finale non ha cambiato il risultato.
E' stata l'ennesima occasione sprecata per l'Fc Messina, altri due punti persi e una classifica che recita appena 6 punti conquistati in sei gare. Un bottino misero al quale vanno aggiunti gli errori cronici dei singoli e l’ennesimo calcio di rigore concesso agli avversari. Se da una parte la squadra di Costantino esce ancora una volta a testa alta sul piano del gioco e della prestazione, dall’altra manca la cattiveria giusta per chiudere le partite. Il campionato di Serie D non perdona alcun dettaglio e ogni episodio può essere decisivo. Ogni sbaglio o minima disattenzione si paga e, come detto anche dal tecnico, per vincere bisogna essere perfetti. Domenica i giallorossi torneranno al "Franco Scoglio" per ospitare il Giugliano, squadra che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, settima con 10 punti e animata dalla voglia di vittoria in memoria del proprio presidente venuto a mancare pochi giorni fa.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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