Grinta, rabbia, lotta. L'Acr Messina di Raffaele Novelli si aggiudica la stracittadina contro il Football Club Messina e l'allenatore non ha dubbi a fine gara, quando dal campo si passa all'analisi di un match non semplice, vinto ma sofferto. Il tecnico giallorosso, come sempre misurato, analizza con lucidità la gara soffermandosi su pregi e difetti dimostrati dai suoi calciatori nell'arco dell'incontro: "Sono stato più rabbioso in altre partite, indipendentemente dal risultato perché sappiamo benissimo che questa vittoria gratifica, come sono state gratificanti le altre. Nella partita disputata, però, non cambia il mio atteggiamento perché ci sono stati aspetti sia positivi sia negativi. Siamo partiti bene nei primi venti, venticinque minuti, ma poi abbiamo commesso qualche errore ed è mancato il fraseggio. Loro sono stato una squadra fisica e incontrare una squadra fisica come l'FC ci può mettere in difficoltà in qualche parte del campo con le palle lunghe. Noi dovevamo fare qualcosa di diverso, accorciare e pressare alti per non concedere queste giocate. Sono aspetti da correggere ma la squadra nella lotta e nella sofferenza, perché senza sofferenza non ci sono vittorie, ha fatto bene. Se andiamo a guardare sotto l'aspetto qualitativo e del gioco non è stata una partita perfetta, ma il campo non ti permetteva di mettere in pratica alcune soluzioni. Ci siamo adattati, abbiamo sofferto, e abbiamo vinto la partita".
"All'andata abbiamo fatto una partita diversa" ha proseguito il tecnico Novelli, ricordando il match andato in scena al "Franco Scoglio" un girone fa e terminato con lo stesso punteggio ma a parti invertite, "l'avete vista tutti e qualcuno faceva battutine del tipo che nel calcio non serve giocare bene ma far punti. Io invece tutt'ora continuo a dire che c'è la sofferenza, c'è il carattere e tutto, ma bisogno giocare a calcio. A volte il campo non te lo permette quindi devi continuare a cercare altre strade per riuscire a giocare. Come non mi sono depresso in quella sconfitta non mi esalto in questa vittoria. Dobbiamo avere continuità, equilibrio e stabilità perché ad abbassare la testa ci vuole un attimo, e quello succede quando si è superficiali o manca umiltà. Io conosco questa squadra e so come lavora durante la settimana. Ma non serve una settimana, un mese o sei mesi: serve fino all'ultimo secondo dell'ultima partita. Se saremo bravi a capire quest'aspetto e a tirar fuori tutto ciò che abbiamo dentro allora raggiungeremo lo scopo, con sofferenza, tenacia, aggressività e perseveranza. Dobbiamo essere prima noi dello staff a trasmetterlo alla squadra".
Tra i migliori in campo c'è sicuramente il portiere Caruso, fondamentale in più occasioni nel chiudere lo specchio agli assalti avversari, soprattutto a Caballero: "Caruso? Io dico sempre che il portiere fa parte della squadra. Normale, quindi, che debba parare. Poi se il portiere va a fare interventi difficili fa qualcosa di diverso, ma fa sempre parte di un gruppo che deve fare di tutto per vincere. Com'è stato il nostro impegnato sono stati altri nelle nostre precedenti gare e non siamo riusciti magari a chiudere le partite, nonostante sei o sette palle gol. Non voglio sminuire la prestazione avversaria, perché hanno fatto una bella partita, è una squadra fisica che c'ha messo in difficoltà con le palle lunghe, però non mi attacco né al rigore né ad altro. Noi dobbiamo solo guardare a noi e correggere i nostri difetti".
Una giornata positiva tanto per la vittoria nel big match di giornata quanto per il pari della Gelbison, con il vantaggio della capolista che così aumenta tanto sul primo quanto sul secondo posto. Novelli, però, non lancia nessun messaggio alle avversarie e continua a concentrarsi sui suoi: "Il messaggio dobbiamo darlo a noi stessi e basta. Dobbiamo migliorare la qualità del lavoro e alcuni aspetti, oggi è stata una partita di sofferenza, di combattimento e tutto, ma non basta. Bisogna crescere ancora su tanti aspetti e c'è molto da fare. Se saremo bravi a lavorare in un certo modo allora raggiungeremo gli obiettivi. Alzeremo gli occhi all'ultimo secondo perché la realtà è questa: oggi finisce il campionato? No, allora non abbiamo concluso niente. Possiamo avere qualcosa partita per partita, senza pensare agli altri e lavorando su noi stessi perché solo così possiamo crescere e durare a lungo nel tempo. La penso così"
Infine, l'allenatore campano si concentra sulla fase difensiva e sul clean sheet odierno, nonostante qualche ingenuità che a suo dire bisogna correggere: "Abbiamo fatto molte partite, anche fuori casa, in cui non non abbiamo subito gol su azione ma solo su rigore o palla inattiva. Proprio su questo bisogna lavorare. Oggi qualche errore l'abbiamo commesso pur sapendo che loro hanno un giocatore molto bravo sui piazzati come Lodi, che l'ha dimostrato in A e in B, e abbiamo concesso qualche punizione ingenua. Sono dettagli che ti possono costare la partita quando incontri interpreti che hanno qualità. A volte spingi un calciatore quando invece devi temporeggiare e sono piccole cose che ti possono costare la partita. Dobbiamo migliorare qui, nella lettura di queste situazioni".
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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