Ritrovarsi al sedicesimo turno di campionato con 13 punti in classifica validi, partendo da -14, dà una grande soddisfazione a chi ha costruito questo Messina in pochi giorni e con quasi nessuna speranza, ma la vera spinta alla stagione potrebbe venire dal comunicato FIGC n. 111/A del 15 dicembre 2025, che sancisce ufficialmente il trasferimento del "titolo sportivo e del parco tesserati dall’Acr Messina srl all’ A.C.R. Messina 1900 SSD a r.l."
UNA VITA NUOVA - Un momento che dà l’imprimatur al tanto sperato nuovo corso in casa biancoscudata, salutato, attraverso la pagina social del club, con grande enfasi dai due proprietari Davis e Pagniello adesso chiamati a definire l’organigramma, dopo la sostituzione tra Martello e Evangelisti nel ruolo di direttore sportivo, dando i rinforzi giusti ad un gruppo fin qui arrivato oltre i propri limiti e le enormi criticità ambientali.
Paradossalmente, potrebbe essere il passaggio più delicato di questa annata agonistica, perché bisogna prendere decisioni e assumersi responsabilità, ma serve fare le scelte giuste per mantenere la categoria, coltivando le generazioni di tifosi trascurate o mai avvicinatesi al Messina e mettere le fondamenta per il prossimo anno, con la esigenza che sia il primo della risalita verso categorie e scenari più ambiziosi.
La presenza di un personaggio come Luca Evangelisti è stata caratterizzata, in questi primi giorni da ds giallorosso, dal riconoscimento assoluto del grandissimo lavoro svolto da Giovanni Martello, Pippo Romano e dal gruppo di calciatori capaci di arrivare, a metà campionato, ad un passo dalle altre squadre, eventualità assolutamente remota quando decisero di legarsi al Messina. Adesso, toccherà a lui portare, in questa rosa, quegli elementi capaci di integrarsi con gli altri, costituendo, in campo e fuori, quel valore aggiunto in grado di dare spessore all’interesse e alla curiosità destato negli appassionati messinesi dall’avvento di questa nuova compagine societaria. Una empatia che ancora non si è sviluppata, in attesa di quei programmi e atti concreti da definire, oltre quelli già messi sul piatto (quasi 800.000 euro impiegati dalla manifestazione di interesse, quasi tre mesi fa, ad oggi).
OUVERTURE - La vittoria di ieri contro la Nuova Igea Virtus è stato un antipasto molto gustoso a questa notizia, perché venuta in uno scontro di campanile nel quale tutti si sono comportati con il massimo rispetto reciproco, sostenendo i propri colori, oppure mettendo tutte le energie sul campo. Lo spirito agonistico sportivo è testimoniato dal fatto che non ci sia stato nessun ammonito dal signor Ambrosino di Torre del Greco, figlio d’arte (il padre ha diretto in C e fu un famoso assistente a livello internazionale, quando si chiamavano guardialinee) e autore di una buona prestazione.
LA GARA E I VOTI - Il Messina ha vinto per un pizzico di fortuna, meritato per la enorme dedizione alla causa di tutti i calciatori impegnati da mister Romano (7 per la gara di ieri), bravissimo nella lettura dei momenti della gara, soprattutto dopo che Sasà Marra aveva impostato il primo tempo sul tentativo di aprire il castello difensivo biancoscudato spostando lateralmente Longo per creare i corridoi di inserimento soprattutto a Calafiore, ma anche a Squillace per mettere in difficoltà Maisano. Gioco riuscito perfettamente al minuto 28, quando Cicirello, in scivolata, toccava fuori, impedendo al compagno Joao Pedro di battere a porta vuota. Nella ripresa, il sacrificio soprattutto di Aprile a presidio di quella zona di campo a supporto di Maisano, ha consentito a De Caro di mantenere la posizione assorbendo gli inserimenti degli avversari e, quindi, la manovra igeana ha creato problemi solo con cross dalle fasce sui quali hanno avuto buon gioco i difensori messinesi, oppure gli attaccanti in maglia rosa hanno peccato di precisione nelle deviazioni aeree. Alla fine, pur creando tanto e dando la percezione di poter sempre essere pericolosa, la Nuova Igea Virtus ha impegnato Sorrentino (6) solo su un tiro di Cicerello ad inizio gara.
Ottima la prova di tutto il reparto arretrato, con mezzo voto in più per Bosia (7,5) sempre attentissimo, rispetto a Trasciani (7) implacabile in marcatura, e De Caro (7) pronto nell’anticipo o duro nell’intervento a secondo delle necessità. Gli esterni hanno subito molto, tenendo botta a fatica in fase difensiva, soprattutto nei primi 45’, ma, alla fine, strappano la sufficienza entrambi per la voglia immensa di migliorare dimostrata da Maisano (6) e Bombaci (6) fin dal primo istante in questa stagione. E poi, non tutte le settimane avranno davanti gente come Cess, Squillace o Provazza.
A centrocampo, immensa la prova di volontà di Aprile (7), un calciatore che, nelle sue primissime uscite in giallorosso, sembrava essere la tipica mezzapunta estrosa, ma, inserito nel “tritacarne” di questo gruppo, diventa mediano, regista o mezzala a secondo del momento. Ieri ha messo il piede sia per sporcare la manovra avversaria, o quando si doveva ripartire o fare la sponda per il gol decisivo, facendo 96’, recupero incluso, da tuttocampista. Ottimo anche Saverino (7), che raggiunge il compagno di reparto nella valutazione per il gol e la capacità di dare tutto fin quando il mister non deve tirarlo fuori perché la benzina è finita. Garufi (7) con i suoi tempi di gioco che sembrano rallentati, in realtà diventa riferimento per tutti i suoi compagni, rassicurati dal capitano quando si trovano in difficoltà col pallone tra i piedi o se commettono un errore.
Prova di enorme generosità da parte dei due attaccanti, con Roseti (6,5) che migliora di partita in partita anche in capacità non sue come la difesa del pallone e il lavoro sporco da prima punta e Tourè (7) fondamentale per la caparbietà con cui cerca di creare scompiglio sempre nelle difese avversarie, come nell’azione creata da lui e finalizzata da Saverino.
La panchina non sarà lunghissima, ma ieri tutti quelli chiamati in causa meritano la sufficienza perché non era facile entrare nel momento di massima pressione ospite alla ricerca del pareggio. Clemente, Orlando, Zucco, Tesija e Fravola, elencati in rigoroso ordine di apparizione sul terreno di gioco, meritano il proscenio come i compagni e la festa finale sotto la Curva Sud dimostra quanto ci tenessero a portare a casa questo ulteriore mattoncino verso la salvezza. Adesso, si può aprire una nuova fase ancora più stimolante, sta a loro mantenere alta la tensione, continuando a macinare punti.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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