L’analisi della gara vinta dal Messina contro l’Acireale non può prescindere dal risultato, perché solo con quello si costruisce il raggiungimento dell’obiettivo salvezza, unico approdo possibile per poter iniziare a sperare davvero in un rilancio del calcio nella nostra città.
Tre punti che consentono di abbandonare, per la prima volta in questa stagione, le ultime due posizioni della classifica, quelle che, all’ultima giornata, determineranno le retrocessioni dirette. Poco conta, infatti, pensare che, sul campo, si sia raggiunta quota 32, perché questa considerazione serviva principalmente per dare coraggio a un gruppo partito da -14 e senza nessun assetto societario alle spalle, mentre adesso esiste una proprietà, anche se la struttura e la reale portata del progetto sportivo restano ancora inespressi, per una serie di circostanze non tutte dipendenti dalla volontà del duo Pagnello-Davis.
MERCATO O MARKETING? - A proposito ieri in tribuna al “Franco Scoglio” c’era il vicepresidente, socio e direttore generale designato Morris Pagniello, in compagnia di Cauet Werner, figlio 23enne di Julio Cesar, portiere dell’Inter del triplete, elemento con esperienze giovanili in Spagna e Portogallo, ancora non “svezzato” nel calcio dei “grandi” che già vestiva la tuta del Messina nella sua apparizione domenicale, il cui ingaggio non è stato ufficializzato. Un’altra operazione di mercato da attribuire a Pagniello, così come l’avvento di Kaprof, nell’ambito dell’attività svolta dall’agenzia di procuratori in cui l’italo australiano ha una quota di partecipazione.
CERCASI LEADER DISPERATAMENTE - Si vedrà se questa sarà una operazione di marketing o se effettivamente, qualora venisse portata a termine, potrà dare un elemento valido alla rosa del Messina, ancora orfana, probabilmente, di un calciatore in grado di prendere per mano la squadra a centrocampo, mettendoci tecnica, personalità ed esperienza nella gestione. Tutti fattori che hanno latitato anche nella sfida contro l’Acireale, perché, come a Gela con la superiorità numerica, non si è stati capaci di sfruttare appieno il vantaggio del gol segnato a freddo, lasciando l’iniziativa ad un avversario ampiamente rimaneggiato, con seri problemi ambientali e anche dimostratosi, dall’avvento di mister Morelli, molte volte spregiudicato in una maniera troppo presuntuosa.
In questo caso, però, rispetto a domenica scorsa, qualche calciatore più esperto cerca di studiare da leader, prendendosi responsabilità e mettendoci la gamba, aiutando in modo concreto il lavoro del tecnico Parisi (voto 6 per la partita di ieri), che cerca, con tutte le sue forze, di giocarsi al meglio questa chance determinante per poter, finalmente, avviare davvero la sua carriera in panchina.
ASPIRANTI GUIDE - In primo luogo, Tedesco (7), per tutti i 79’ in cui resta in campo, capace di fare a sportellate con i difensori, cercare sponde, dopo avere svolto il mestiere di centravanti al secondo minuto di gioco. Anche Garufi (6,5) merita una valutazione oltre la sufficienza, innanzitutto per i due assist su calcio da fermo, ma anche perché riesce a portare a casa la pagnotta pur non essendo al massimo della condizione fisica. Roseti (6,5) mette il sigillo al match e, pur non avendo tanti palloni giocabili, ritorna a fare minutaggio significativo dopo quasi un mese, senza demeritare.
Discreta prova anche di Maisano (6,5), sorpresa del girone di andata, rimesso in campo dall’inizio a una settimana dal forfait del “Presti” per infortunio, con i compiti di esterno della difesa a 4, svolti con diligenza e anche prendendo qualche iniziativa interessante, al netto delle difficoltà evidenziate nel primo tempo a chiudere sulle incursioni esterne dei granata.
NON PERDIAMO LA TESTA - Il resto della squadra resta compatta, con qualche eccezione in negativo, soprattutto in un elemento dal quale ci si aspetta molto, invece ieri rimasto impantanato più nelle sue giocate troppo leziose che dalle condizioni del terreno di gioco inzuppato ma dignitoso: Zerbo (5) si è perso in una posizione troppo arretrata, alla ricerca di tocchi inutili o aperture imprecise, senza mai incidere. Il suo sostituto Oliviero (6,5) ha, invece, dato molto di più nei 37’, incluso il recupero, concessigli da Parisi, riscattando in pieno la leggerezza che ha causato la sconfitta a Gela, dimostrando gamba, tecnica, personalità e spregiudicatezza, con la speranza di trovare presto anche lo spunto negli ultimi 20 metri in grado di consacrarlo come protagonista di questa stagione in biancoscudato.
L’under tra i pali Giardino (5,5) non è mai impegnato, sul gol subito viene penalizzato dal rimbalzo che velocizza la corsa della palla, poi ha un paio di incertezze nelle uscite su cui deve lavorare per non creare inutili problemi alla squadra. Già detto di Maisano, il resto della linea difensiva paga lo scotto della nuova disposizione tattica nell’azione del pareggio, ma, nel resto del match, Clemente (6) riesce a chiudere gli spazi e piazzarsi bene sui cross dalle corsie, Trasciani (6) cerca di ricorrere all’esperienza per non soffrire con più campo da coprire rispetto alla difesa a tre, Orlando(6) interpreta con attenzione i compiti, anche se, qualche volta, ha problemi nel gestire la posizione con il compagno di centrocampo più vicino, cioè Matese (5) a sua volta ancora abbastanza avulso dal contesto della squadra, impreciso e in difficoltà sia in fase di non possesso che quando ci si dovrebbe inserire in avanti. Leggermente meglio Saverino (5,5) che almeno dimostra maggiore personalità e voglia rispetto all’ex Casertana.
Dalla panchina, oltre a Oliviero, si muovono due elementi cardine del Messina edizione Romano, che si vedono poco, circa 18’, incluso il recupero, ma danno il proprio contributo nel momento in cui serviva restare uniti e portare a casa il massimo risultato: Aprile (sv) mette legna a centrocampo, Toure (sv) resta un po’ frenato dal timore di avere problemi muscolari, però quando si muove mette in allarme la difesa e questo è già molto. Ancora meno minuti in campo rispetto ai compagni per Bosia (sv). Tutti e tre saranno importantissimi in questa ultima parte di stagione in cui serve l’apporto massimo da parte dell’intera rosa, a partire da domenica prossima, quando la pressione per la vittoria sarà tutta dalla parte del Messina in casa di un Paternò derelitto ma non arrendevole, che bisogna aggredire e domare senza nessuna superbia o arroganza.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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