DUE INDIZI FANNO UNA PROVA - Il Messina, dopo la gara di Milazzo del 21 dicembre scorso, resta troppo passivo anche sul campo dell’Athletic Club Palermo, solo che, questa volta, la fortuna abbandona i giallorossi, qualche distrazione e poca reattività contribuiscono ad un passivo meritato per quanto visto sul sintetico del “Borsellino” ieri pomeriggio. Al “Salmeri” c’era stata una sola squadra in campo, specialmente nel secondo tempo, e i rossoblù avevano trovato, sulla loro strada, i legni della porta e un attentissimo estremo difensore, invece, al Velodromo dello Zen, la traversa ha respinto un tiro di Garufi dopo 20’ e un rimbalzo ha favorito Anzelmo per il gol che ha stappato la gara. Inoltre, mentre a Milazzo gli uomini in maglia giallonera avevano dimostrato grande spirito combattivo e compattezza, nella sfida contro i nero-rosa si è vista una squadra remissiva dopo il gol subito, incapace di reagire, come, invece, accaduto sempre nelle 17 uscite precedenti di campionato.
RADICI - È solo l’assenza di Tourè ad avere spento gli ardori del gruppo, almeno sul campo, oppure si tratta di un malessere che ha radici più profonde? Una domanda che giriamo alla società, attendendo la risposta in tempi brevi, anzitutto individuando subito una figura professionale riconosciuta nel mondo del calcio in queste categorie che possa rivestire il ruolo di gestore in loco del progetto sportivo messo in cantiere da Justin Davis, con l’ausilio di Morris Pagniello e del Racing City Group negli ultimi tre mesi del 2025.
NESSUN ALIBI - Dopo tre settimane, infatti, sembra chiaro che la funzione non può essere ricoperta da Luca Evangelisti, ingaggiato per svolgere il lavoro di ds, tra l’altro subentrando a Giovanni Martello, uno degli uomini determinanti nella costruzione della rosa “da 28 punti” attualmente esistente e sulla quale si è presa la decisione di non intervenire in modo massiccio per non turbare gli equilibri consolidati.
Questo è il primo nodo da sciogliere per evitare scarichi di responsabilità e cali di tensione, perché la scelta di operare sul mercato in modo “soft” deve essere condivisa e, soprattutto, indirizzata da qualcuno che se ne assuma pienamente il carico e abbia il carisma di difenderla in tutti i momenti della stagione, evitando sbalzi di umore o alibi a chi deve poi ottenere i risultati sul campo.
In sostanza, non basta avere delegato, in modo informale, funzioni operative a Giuseppe Bellantoni e Maurizio Mantineo, presenti ieri al “Borsellino” insieme ad Evangelisti, ma è assolutamente improrogabile individuare un direttore generale che faccia da collante, riferimento e scudo a coloro i quali dovranno costruire la salvezza in questo campionato, un obiettivo che non ha alternative, senza parlare di miracoli o eventi soprannaturali, ma basandosi su azioni concrete, ponderate e, soprattutto, equilibrate.
RESPONSABILITA' E CARISMA - Chiunque, dentro e fuori dal Messina, deve sapere chi davvero agisce in nome e per conto della proprietà, essendo riconosciuto e riconoscibile, aspetto, tra l’altro, che aiuterebbe anche sul mercato di rafforzamento.
E ciò diventa urgente proprio in vista dei prossimi impegni previsti dal calendario, con scontri diretti da vincere e, comunque, da affrontare avendo la consapevolezza della propria forza e fiducia nella volontà della società di costruire un futuro ambizioso.
In questo senso, la sconfitta di ieri può diventare salutare, come detto da Pippo Romano a fine gara, ma non riferito solo ai calciatori o a se stesso (5 al tecnico per la gestione, pur consapevoli del momento non facile dal punto di vista personale con il lutto che lo ha colpito), perché da questa situazione ancora complicata si esce solo con la compattezza e la chiarezza delle scelte.
TUTTI BOCCIATI - Ieri bocciati tutti i protagonisti della contesa, come d’altra parte, sembra corretto fare nei confronti di un gruppo tanto coeso quando le cose vanno male, anzi malissimo. Sorrentino (5) ha delle responsabilità dirette sui primi due gol, perché, con un minimo di attenzione in più, avrebbe potuto effettuare interventi decisivi, anche se effettua almeno un altro paio di parate determinanti per non appesantire ulteriormente il punteggio.
I tre centrali, come sempre, hanno la stessa valutazione, quindi affondano al pari del resto della squadra: De Caro (5) appare incerto e non esce mai dalla sua zona di competenza, soffrendo le doti tecniche degli avversari, Trasciani (5) si trova in difficoltà con un centravanti di peso e in forma come Micoli, Orlando (5), tornato nel ruolo naturale, ha sulla coscienza un passaggio avventato che avvia la ripartenza del secondo gol. I due esterni non incidono e vengono sistematicamente superati, sia Maisano (5) che Pedicone (5), quest’ultimo ancora fuori dal contesto.
Centrocampo totalmente bocciato, tanto è vero che Romano, dopo il raddoppio, cambia due elementi su tre, senza particolari risultati, perché Aprile (5), lento e nervoso, e Saverino (5), mai in grado di trovare i tempi giusti nelle due fasi, vengono sostituiti da Matese (5) e Zucco (5), entrambi non pervenuti, seppure entrati in gioco quando le sorti del match erano ampiamente compromesse.
Pessima la prestazione dei due attaccanti, lasciati comunque isolati dall'atteggiamento della squadra visto che Tedesco (5) appare anche indisponente nei confronti dei compagni incapaci di servirlo e Roseti (5) tende a stare troppo vicino al compagno di reparto, condividendone la frustrazione, ma senza darlo a vedere.
Bombaci (5) subentrato a Pedicone, si adegua all’andamento generale, così come Azzara (5) che svolazza da mezzala senza concludere molto.
TESTA ALLA SANCATALDESE - In definitiva, una prova pessima di tutti, da ricordare solo per dare un segnale a chi di dovere per intervenire sul mercato, ma di tempo ce n’è poco, perché domenica prossima al “Franco Scoglio” ci sarà la Sancataldese, distante 5 punti e ancoraggio attuale per la salvezza diretta. Un impegno che dovrebbe essere preparato per creare, dentro e fuori dal campo, le condizioni più idonee ad ottenere i tre punti, senza troppe distrazioni o sbalzi di umore, con equilibrio ma anche tanta, tantissima determinazione.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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