Derby dello Stretto ad alta tensione nelle parole di Alfio Torrisi, che in conferenza stampa alla vigilia della sfida col Messina ha chiesto alla sua squadra ferocia e massima intensità, riducendo al minimo il peso degli aspetti estetici: “Non mi interessa il possesso palla”, ma “non perdere un duello”.
Il tecnico amaranto ha inoltre evidenziato i rischi legati all’effetto “allenatore nuovo” in casa giallorossa e ha aggiornato sul quadro indisponibili: Barillà fuori per affaticamento, Adejo scelto per sostituire Girasole.
Torrisi sottolinea la particolarità del match di domani"Serve pazienza. La squadra ha dimostrato maturità, perché le partite si possono vincere anche alla fine: lo abbiamo fatto spesso. Però venire qua e dire che è “una partita come le altre” sarebbe poco veritiero: questa non è una partita come le altre, è la partita. Domani non si va in campo portando un modulo o un sistema di gioco: domani portiamo in campo l’orgoglio di una città. È una partita diversa. Domani voglio vedere la squadra con il sangue agli occhi. Non mi interessa il possesso palla, non mi interessa la fluidità del gioco: mi interessa una squadra che non perde un duello, che recupera tutte le seconde palle, che arriva su ogni pallone prima dell’avversario.
Voglio una squadra “maleducata” sportivamente: è quello che serve per portare il risultato a casa".
Qualcuno sottolinea che la Reggina vince spesso nei minuti finali e Torrisi ci tiene a puntualizzare su questo aspetto: "Basta guardare i miei trascorsi: dall’85’ al 97’/98’ ne ho vinte tante, oltre il 90’, in tutte le categorie. Questo non è fortuna: è una costante di una squadra che ha il mio carattere, fame, ferocia e voglia di non mollare mai, perché crede di essere più forte degli altri soprattutto mentalmente, e le partite le porta a casa."
Il tecnico amaranto batte molto sulla preparazione al derby: "La squadra aveva bisogno di essere ricaricata. Io spesso ho cercato di togliere pressione, per non far sentire il peso del risultato. Però adesso dobbiamo essere onesti: non possiamo scappare dalle aspettative, dobbiamo cavalcarle.
All’andata magari ha influito anche pensare: “Siamo più forti, vinceremo il campionato. Sì è derby, ma loro sono partiti in ritardo, sono un cantiere aperto…” e poi prendi gli schiaffi. Oggi troviamo un Messina che qualcuno potrebbe pensare “allo sbando” per via dei risultati e del cambio allenatore, ma no: un allenatore nuovo può portare stimoli ed entusiasmo. Noi dobbiamo spegnerlo col nostro atteggiamento. Partite facili non ce ne sono. Troveremo un Messina che farà la partita della vita, perché ha bisogno di punti. Noi siamo abituati a vincere e dobbiamo lavorare su ogni partita come se fosse da vincere, perché lo impone classifica e progetto: questa squadra è attrezzata per farlo. Domani voglio ferocia, fame, cattiveria, sudore. Dobbiamo uscire dal campo tutti – giocatori e staff – con il mal di gola e con i crampi. È quello che vuole la nostra gente, e siamo in dovere di regalare soddisfazione e gioia. Devono trovare una squadra consapevole che domani va in guerra sportiva. Con rispetto per l’avversario, dobbiamo avere focus su di noi e sul nostro obiettivo. I ragazzi stanno dimostrando con i fatti di essere i più forti: lo dicono i numeri e quello che stanno facendo. Dobbiamo lavorare per l’eccellenza. I migliori diventano vincenti. E poi dico una cosa: il nostro pubblico può fare quel salto in avanti che è mancato finora. Domani non c’è occasione migliore: sono certo che la squadra farà questo step e darà gioia a tutti, anche a chi lavora ogni giorno qui: magazzinieri, fisioterapisti, logistica, campi, pulizia. Questo è un derby di tutta questa gente."
Torrisi, domani, affronterà il primo derby dello Stretto da allenatore, la sua considerazione dice molto sul suo carattere: "Parlare di carriera è eccessivo: è un piccolo percorso, da nove anni faccio questo lavoro. Un derby importante che mi è rimasto dentro è Trapani–Catania: il Catania era imbattuto, abbiamo vinto 1–0 a Trapani, e per me che sono catanese è stato un derby molto sentito, allo stadio pieno, l’ultima giornata, ci giocavamo l’accesso ai playoff. Quella partita ha aperto strade importanti: da lì è partita una cavalcata, playoff vinti, e poi la riconferma. Mi auguro che quello di domani abbia la stessa valenza per il mio futuro e per quello della Reggina".
Un po' velenosa, ma anche con un pizzico di ironia, la parte finale della conferenza, con il riferimento alla gara di andata, persa dalla Reggina contro un Messina allora derelitto e non ancora vittorioso in casa propria, felice di festeggiare proprio nel derby contro la corazzata amaranto: "In settimana di quella partita si è parlato solo dei festeggiamenti del Messina, non di altro. A livello tecnico-tattico non abbiamo parlato di sfortuna o fortuna. I ragazzi ricordano bene come hanno festeggiato, come se avessero vinto il campionato o una partita che dava un verdetto. Per noi è stato un tema fondamentale per nutrirci di cattiva agonistica, fame, ferocia ed energia positiva. La percezione è che all’andata fosse mancata quella. E comunque, col senno di poi, “meno male” che è andata così, se fosse andata bene io non sarei qui a Reggio. Prendiamo il lato positivo, se mi permettete la battuta, con tutto il rispetto"
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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