L’Enna passeggia sul simulacro del Messina, schierato in campo malissimo, senza forza nelle gambe e con la testa altrove, meritatamente sconfitta da una squadra che, teoricamente, sarebbe stata 11 punti dietro ai biancoscudati in classifica, ma, al momento attuale, gioca un altro sport rispetto ai peloritani. Adesso serve una scossa seria e prese di posizioni severe da parte della società, oggi presente sugli spalti del “Franco Scoglio” con i due soci, ma che deve fare molto di più, oltre alle strategie di marketing o quelle, imperscrutabili, di mercato.
PREPARTITA – Il sole fa capolino in contrada San Filippo pochi minuti prima del match tra Messina ed Enna, sfida che vale tantissimo in chiave salvezza, soprattutto per i padroni di casa, chiamati a cogliere la terza vittoria consecutiva per agganciare, dopo una rincorsa iniziata dal primo turno di campionato, la zona che consentirebbe di evitare anche la lotteria del playout a fine stagione. Parisi è costretto a lasciare fuori gli acciaccati Clemente, Zerbo e Matese, preferisce non rischiare Tedesco, mentre si affida ad alcuni titolari inamovibili dell’era Romano come Bosia, Toure e Pedicone per lo schieramento iniziale. Il resto della formazione fa intuire l’opzione 3-4-3, già vista a tratti nelle tre gare seguite al cambio in panchina, ma, chiaramente, conteranno più spirito e massima attenzione rispetto ai numeri, per venire a capo di una partita in cui l’avversario è ostico proprio a causa delle caratteristiche tipiche, cioè gioventù (solo un elemento nato prima del 2000, il capitano Luka Dadic), spregiudicatezza e velocità, soprattutto nel reparto avanzato.
CRONACA
PRIMO TEMPO – Presenti in tribuna i due soci del Messina, Justin Davis e Morris Pagniello, quasi a sottolineare l’importanza della gara, a cui assistono almeno duemila spettatori, di cui tanti rimasti fuori dai cancelli del “Franco Scoglio” in lunghe file per l’ingresso. Squadre in campo con le divise tradizionali, biancoscudata quella del Messina, in gialloverde a strisce verticale l’Enna. Ruba palla e prova a pungere subito dopo il calcio d’inizio il Messina, conquista un corner, battuto male. Parisi sorprende con i due esterni del 3-5-2 iniziale, visto che Pedicone sta a destra e Oliviero a sinistra, mentre Maisano si sposta a centrocampo. Dopo 5’, punizione battuta da Garufi sul palo più lontano, Loliva viene caricato al momento di intervenire e l’arbitro ravvisa fallo in attacco. Timida risposta dell’Enna all’11’ con un sinistro di Bamba, lasciato sfilare fuori da Giardino, ma, poco più di un minuto dopo, Dadic approfitta delle difficoltà di Pedicone nel coprire a destra, arriva sul fondo, crossa sul palo opposto, dove Bamba schiaccia di testa indisturbato portando in vantaggio l’Enna. Messina completamente fuori fase, con almeno tre uomini messi in campo in ruoli non propri e un atteggiamento completamente sbagliato, e, al 21’, arriva il raddoppio, su una verticalizzazione scolastica partita da Distratto finalizzata con Diaz, arrivato solo davanti a Giardino. Inspiegabile approccio tattico e caratteriale del Messina a questa partita, in cui si sta consentendo tutto a un avversario volenteroso ed essenziale, senza nemmeno una reazione nervosa, con scelte troppo cervellotiche e fuori contesto. Alla mezz’ora, Parisi decide di spostare Pedicone a sinistra in una linea difensiva a 4 completata da De Caro a destra, Trasciani e Bosia centrali. L’effetto immediato è il terzo gol dell’Enna, stavolta con Distratto, raggiunto da un lancio lungo, sul quale De Caro è totalmente fuori posizione, stop, controllo e tiro sul palo più vicino sul quale Giardino non può nulla. Grande nervosismo sugli spalti, con Justin Davis che lascia momentaneamente il proprio posto in tribuna per calmare qualche tifoso molto arrabbiato, per usare un eufemismo. Pedicone, al 34’, costringe Bamba al fallo da ammonizione. La situazione di enorme confusione appare plasticamente nel corner battuto al 34’, quando Trasciani anticipa involontariamente De Caro, meglio piazzato. L’Enna corre il doppio, gioca semplice, verticalizza, tutto quello che il Messina non riesce nemmeno minimamente a pensare, figuriamoci metterlo in pratica. Nessuna azione pericolosa dei biancoscudati, drammaticamente senza gambe e con la testa tra le nuvole, fino al duplice fischio del signor Arnese, dopo 2’ di recupero. Una prestazione indegna, frutto non solo delle scelte tecniche, assurde e autolesionistiche.
SECONDO TEMPO – Nell’intervallo, doppio cambio nel Messina, con Saverino sacrificato per Aprile e Tedesco al posto di De Caro. Nessun segno di vita da parte biancoscudata, ne approfitta ancora l’Enna al 52’, con un doppio scambio Distratto- Franck Tchaouna, finalizzato da quest’ultimo con un sinistro che batte Giardino passando in mezzo alle gambe del portiere. La partita diventa paradossale al 54’ quando Garufi batte una punizione al centro dell’area, Trasciani segna, ma l’arbitro, inspiegabilmente, assegna il rigore in favore del Messina, il primo in questo torneo, annullando la rete. L’ Enna sostituisce, subito dopo il rigore segnato da Tedesco, Bamba con Ruiz Tombesi. Parisi prova a dare una scossa al 65’, inserendo Kaprof per Roseti. Passiatore, dalla tribuna, ordina un’altra sostituzione, Rossitto subentra a Diaz al minuto 69. L’arbitro ammonisce Toure e Zerillo al 73’, per reciproche trattenute a palla ferma. Continua la sostituzione di tutti gli autori dei gol ennesi il tecnico gialloverde al 76’, stavolta tocca a Distratto lasciare il posto ad Andelkovic. La gara scorre via senza sussulti, con i giocatori del Messina che non rischiano la gamba o il cartellino e quelli ospiti soddisfatti del risultato, a meno di sorprese. All’81’, improvvisamente, arriva il raddoppio dei padroni di casa, dopo una dormita generale della difesa gialloverde, Toure tira, Andelkovic, in scivolata, spedisce alle spalle del proprio portiere. Perde tempo Franky Tchauna all’83’ beccandosi il cartellino giallo. Tenta in modo confuso di rimettersi in partita il Messina, giocandosi la carta del doppio cambio Pedicone-Werner, Maisano-Bonofiglio al minuto 87. Ma è l’Enna a tirare fuori la manita, con l’ennesimo contropiede, costruito dai gemelli Tchaouna, con la doppietta del centravanti. Sostituzione nell’Enna subito dopo, esce Franky Tchaouna, dentro Gabrieli, che, però, non ha nemmeno il tempo di entrare che l’arbitro fischia tre volte, chiudendo la sofferenza dei tifosi messinesi, spettatori di una disfatta umiliante, proprio la settimana prima del derby dello Stretto. Nessun commento oltre i fischi che salutano i calciatori alla fine del match.
TABELLINO
MESSINA-ENNA 2-5
Marcatori: 12’ Bamba (E), 21’ Diaz (E), 31’ Distratto (E), 52’ e 94’ Tchaouna FK (E), 55’ Tedesco (M) su rigore, 81’ Andelkovic (autorete)
MESSINA (3-4-3): Giardino; De Caro (dal 46’ Tedesco), Trasciani, Bosia; Maisano (dall’87’ Bonofiglio), Garufi, Saverino (dal 46’ Aprile), Pedicone (dall’87’ Werner); Toure, Roseti (dal 65’ Kaprof), Oliviero. In panchina: Sorrentino, Zucco, Papallo, Orlando. Allenatore: Alessandro Parisi.
ENNA: Loliva; Di Modugno, Occhiuto, Zerillo, Spina; Dadic, Tchaouna FY, Diaz (dal 69’ Rossitto); Bamba (dal 56’ Ruiz Tombesi), Tchaouna FK, Distratto (dal 76’ Andelkovic). In panchina: Cangane, Manganaro, Nastasi, Gabrieli, Cespedes, Puce. Allenatore: Alfredo Cimino
Arbitro: Arnese di Teramo
Assistenti: Carraretto di Treviso e Mansutti del Basso Friuli
Ammoniti: 33’ Bamba (E), 54’ Di Modugno (E), 60’ Aprile (M), 74’ Toure (M), 74’ Zerillo (E), 83’ Tchauna FY (E)
Corner: 3-6
Recupero: 2',5'
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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