Proprio quando sembrava che il Messina potesse spingere per provare a vincerla, il Savoia trova il gol su una strana mischia nell’area piccola e riesce a resistere negli ultimi 35’, rischiando sia di raddoppiare in contropiede, ma anche di beccare il pareggio durante il forcing volitivo dei giallorossi.
Pippo Romano (voto 6) imposta la partita come gli consente l’organico a disposizione e la forza del suo gruppo, basandosi su una difesa attentissima e qualche tentativo in ripartenza oppure un calcio da fermo. Ci riesce nel primo tempo con un poco di fortuna, poi capitola, per la prima volta in stagione, su un corner, ma le avvisaglie che il fortino dentro la propria area non fosse ermetico come nelle altre gare erano arrivate durante i 45’ iniziali, quando più volte soprattutto Schiavi da destra aveva messo cross pericolosi su cui i rapidi attaccanti campani erano riusciti a prendere il tempo ai difensori.
Peccato subire il gol su un episodio, ma, alla fine, la vittoria del Savoia non è stato un furto, così come l’eventuale pareggio non rientrava nell’ambito dello scandalo sportivo.
PAROLE PESANTI - Da valutare con attenzione le parole spese da Romano nel dopo partita, con l’invocazione a chiudere presto questa fase di passaggio alla nuova società, per consentire pieni poteri ed operatività alla neonata Acr Messina 1900, non ancora affiliata alla FIGC per una serie di passaggi burocratici da completare.
Restano, così, ai box Giangregorio e Ruffino, non campioni ma elementi in grado di dare respiro a qualche titolare che tira la carretta dalla prima giornata, ma, soprattutto, alcune operazioni praticamente concluse sono svanite, secondo le parole del tecnico peloritano, proprio perché manca chi, praticamente, possa sottoscrivere accordi e tesseramenti. Una situazione paradossale che potrebbe vanificare gli sforzi profusi sul campo da giocatori e staff tecnico e, quindi, l’allarme suonato da Romano non deve lasciare nessuno indifferente. Ci sono vari piani sui quali la vicenda si è ingarbugliata, partendo dall’attribuzione della matricola al Messina targato Davis e Racing City Group, per passare alla definizione della cifra relativa ai debiti sportivi da saldare eredità della scorsa stagione, fino alla costruzione definitiva dell’organigramma dirigenziale e, soprattutto all’attuazione della strategia di mercato, vera priorità per avere reali chance di mantenere la categoria.
L’esercizio provvisorio consente di mantenersi in vita, ma non si può fare un intero campionato senza nessuna certezza e affidarsi solo alla volontà infinita di questo gruppo squadra sarebbe utopistico e, soprattutto, autolesionista. Anche ieri, infatti, malgrado la sconfitta, nulla può essere imputato ai 16 elementi impiegati dal punto di vista dell’impegno e della voglia di ottenere il risultato.
LE PAGELLE - Sul banco degli imputati, nell’immediatezza dell’azione decisiva, è finito Sorrentino (6), che, però, dopo avere rivisto le immagini, rimane coinvolto in un momento generale di confusione, nel quale Forte si trova, quasi a sua insaputa, a toccare la palla in rete. Una disattenzione anche sfortunata pagata a caro prezzo, mentre nel resto della gara il portiere giallorosso alterna ottimi interventi salva risultato a qualche incertezza, dovuta anche al terreno allentato. Reparto arretrato molto sollecitato dall’attacco rapido e insidioso del Savoia, che, per buona parte del primo tempo, mette alla frusta i diretti avversari. I tre centrali si affidano all’esperienza e al fisico, riuscendo a farla franca, nella ripresa devono arrangiarsi in spazi più aperti e più volte i campani sfiorano il raddoppio in contropiede. Quasi sufficienza per De Caro, Trasciani e Bosia, anche se non giocano la loro migliore gara in stagione, con l’attenuante di avere di fronte 6 attaccanti di grande livello, alternati tra formazione iniziale e panchina. Maisano (6,5) riesce a limitare i danni in fase difensiva e prova a spingere quando gli capita l’occasione, pur avendo dalla sua parte un cliente complicato come Carlini, mentre, dalla parte opposta, Orlando (6) macina chilometri soffrendo particolarmente l’intraprendenza di Schiavi, bravo a creare problemi sulla fascia destra del proprio fronte di attacco e mettere dentro tanti cross pericolosi.
Centrocampo abbastanza complicato da gestire con la pioggia battente e tanto da correre, e, quindi, ne risentono anche le prestazioni dei singoli impiegati in quella zona del campo. Aprile (5,5) presidia la sua zona davanti alla difesa mancando, però, di lucidità quando si tratta di portare pericoli dalla parte opposta; Garufi (5,5) va in affanno e non riesce a fare il punto di riferimento; Saverino (5,5) stavolta non è brillante e stenta a trovare la posizione giusta per incidere.
Difficile la vita per gli attaccanti giallorossi, abbandonati a se stessi quando preme il Savoia, più attivi nella ripresa, quando la linea avanzata diventa sempre più affollata col passare dei minuti. Touré (5,5) sembra poco reattivo e spreca qualche buona progressione, anche per merito dei suoi marcatori, molto attenti a prevenirne le sgroppate. Roseti (5,5) si sbatte inutilmente per tutta la gara, cavando pochissimo di utile alla causa. Romano non riesce a trovare soluzioni dalla panchina, anche se uno dei subentrati ha l’impatto giusto, creando qualche problema serio alla retroguardia del Savoia. Si tratta di Azzara (6) intraprendente nei 25’ concessi dall’allenatore, con qualche buona punizione calciata sia verso la porta che indirizzata ai compagni, senza, però tirare fuori dal cilindro la giocata vincente. Poco apporto, invece, da Elia, Ivan ed anche Clemente, quest’ultimo subentrato al 66’ al posto di Bosia, ma proprio nel momento in cui la squadra era protesa al pareggio, lasciando il contropiede agli avversari. In definitiva, la sconfitta contro una squadra di vertice ci può stare, a patto, però, che, da domenica prossima a Ragusa, si possa riprendere la marcia intrapresa ed alimentare il fuoco della salvezza.
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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