Pippo Romano arriva in sala stampa dopo la doccia e sembra avere smaltito le emozioni di una gara nella quale il Messina ha sfruttato cinicamente una delle pochissime chance offensive per poi continuare a soffrire il forcing della Nuova Igea Virtus, durato praticamente per tutti i novanta minuti: “E’ una caratteristica del nostro campionato – inizia il tecnico messinese - Si soffre, però in qualche modo poi si segna e portiamo i punti a casa, che è la cosa più importante. Si dice sempre che le più belle vittorie sono quelle in sofferenza. Noi abbiamo questo spirito, derivante dalla grande compattezza di squadra, pronta sempre al sacrificio. Sfruttiamo quello che ci concedono gli avversari, come oggi, con una vittoria fondamentale per il proseguo del nostro cammino”.
Il momento chiave è arrivato proprio subito dopo la doppia sostituzione di Marra, che ha inserito uomini a forte propensione offensiva con l’obiettivo di vincere la gara, e, invece, ha subito il gol decisivo. Romano cerca di analizzare più a fondo questo punto di vista: “Non so perché il mio collega ha cambiato modulo, dovreste chiederlo a lui. Contro il Savoia in casa hanno iniziato come oggi 3-5-2 e, durante la gara, si è rimesso in campo col 4-2-3-1, facendo entrare Provazza che ha dato dinamicità, velocità, profondità mentre contro di noi, forse, dopo questa variazione, si dovevano ancora assestare come equilibri tra i reparti. Siamo stati bravi ad approfittarne, ma soprattutto, dopo, a difenderci con ordine ed enorme applicazione. Il nostro blocco arretrato è stato insuperabile perché abbiamo beccato tanti palloni sui loro traversoni in area, sporcando tutte le loro linee di passaggio. Questo siamo noi, una squadra che non molla mai, capace di esaltarsi nella sofferenza. Con questi tre punti arriviamo a quota 27 sul campo, ma in classifica siamo a 13 e ancora penultimi. Qualche settimana fa avevo detto che sarebbe stato bene finire il girone di andata con 27 punti, perché, alla fine, pur considerando le difficoltà nella seconda parte del torneo, serviranno comunque 52-54 punti per salvarci senza i playout, includendo la penalizzazione. Comunque, ancora non abbiamo fatto nulla, dobbiamo continuare a macinare punti su punti”.
Ottima la partita di Bosia, ma Romano ama sottolineare la prestazione di alto livello offerta da tutta la difesa giallorossa: “Sì, Bosia ha fatto una buona partita, come gli altri due centrali e chi è entrato dalla panchina, dove, con Clemente e Orlando, due giocatori di spessore nel ruolo per la categoria, abbiamo delle ottime opzioni. Dobbiamo elogiare anche il centrocampo che ha faticato tanto, Garufi, Saverino, uscito per affaticamento, Aprile, autore di un secondo tempo stratosferico, mentre gli attaccanti hanno fatto tanto lavoro sporco, come al solito. Per cui direi che non elogio solo il singolo, ma tutta la squadra, i titolari e chi è subentrato in corso di gara”.
Romano approfondisce anche la lettura della gara: “Nel primo tempo loro allargavano su Longo a sinistra del loro fronte di attacco, cercando di allargare la posizione di De Caro e mandando Maisano a giocare accoppiato con Squillace, in modo da creare uno spazio nel quale si doveva inserire Calafiore. Ci hanno messo alcune volte in difficoltà, da quella parte, mentre nella ripresa abbiamo cambiato, abbassando Maisano su Longo e con Aprile che aiutava in copertura, in modo da consentire a De Caro di assorbire la loro mezzala. Siamo stati molto attenti e i ragazzi l'hanno interpretata bene, perché nell’occasione in cui Cicirello e Joao Pedro non sono riusciti a metterli dentro, ci avevano infilati e potevano farci molto male”.
A questo punto, la voce di Romano si incrina, lasciandosi andare ad un pizzico di commozione: “A prescindere adesso da tutte le domande, volevo dividere questo successo con il nostro direttore sportivo Martello, anche se non è più qui con noi. Ci tenevamo tutti, io e i ragazzi, a dedicargli la vittoria”.
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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