Non la considera ancora un crocevia, ma Alfio Torrisi sa che quella di Niscemi sarà una partita diversa dalle altre. Il Messina affronta una delle squadre indicate dall’estate tra le principali candidate alla vittoria del girone e lo farà in trasferta, sul campo della formazione che occupa il vertice della classifica ufficiale. Il tecnico biancoscudato chiede però di separare ancora una volta ciò che accade fuori dal terreno di gioco dal percorso costruito dalla squadra: rispetto massimo per l’avversario, nessun cambio di identità e la volontà di continuare a imporre il proprio calcio. 
“NON È UN CROCEVIA, MA È UNA PARTITA DIVERSA” - Torrisi ridimensiona subito il peso definitivo della nona giornata: “Crocevia no, però sicuramente è una partita diversa da tutte le altre”. Il riferimento è anche alla recente sfida con il Mazzarrone: “Affrontiamo una squadra che sta facendo risultati importanti. Niscemi, insieme all’Acireale, è una delle principali antagoniste e una delle candidate alla vittoria finale”. Il giudizio sull’avversario è netto: “Ha fatto un percorso molto simile al nostro. Nicola Terranova è un tecnico di valore e sta trasmettendo concetti importanti a una squadra forte, con giocatori che hanno già vinto”. 
“ANDIAMO LÌ CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA FORZA” - Il rispetto non cambia però l’obiettivo del Messina. “Dobbiamo andare lì consapevoli di quello che dice il campo, di quello che questa squadra fa ogni giorno, della nostra forza e del nostro obiettivo, a prescindere dai fattori extracampo”. Torrisi definisce la gara “dal coefficiente di difficoltà alto”, ma non modifica le aspettative: “Abbiamo le corde per fare una prestazione importante e portare a casa un risultato importante”.
THEODORE E VARELA IN DUBBIO, RIENTRA PALUMBO - La trasferta arriva ancora una volta con qualche problema di formazione. Theodore resta da valutare per il fastidio alla spalla: ha partecipato alla rifinitura, ma le sue condizioni saranno monitorate fino all’ultimo. Situazione simile per Ignacio Varela, sostituito sia contro il Mazzarrone sia in Coppa e ancora non al meglio: “Non si è allenato con il gruppo, ha fatto lavoro a parte. Vediamo se riusciremo a recuperarlo”. Mancherà sicuramente Burzio per squalifica. La buona notizia riguarda invece Palumbo: “Lo abbiamo recuperato e faccio i complimenti allo staff sanitario per il grande lavoro svolto. Farà parte della partita”. 
“PER VINCERE SERVE UNA ROSA IMPORTANTE” - Le assenze non sorprendono Torrisi, che proprio per questo aveva insistito sulla costruzione di un organico ampio: “Quando devi fare un campionato per vincere non puoi non avere una rosa importante, sia qualitativamente sia numericamente”. Una necessità che emerge settimana dopo settimana: “A volte sembriamo in tanti, altre paradossalmente sembriamo in pochi. Io ci sono già passato e so quanto sia fondamentale avere alternative per arrivare fino in fondo e giocarsi le proprie chance”.
“QUESTA SQUADRA HA UN DNA CHIARO” - La successione di infortuni, squalifiche e vicende extracampo non ha modificato, secondo Torrisi, l’identità costruita dall’estate. “Non avevamo bisogno della penalizzazione per scoprire l’affiatamento di questo gruppo. Questa squadra ha dimostrato fin dalle prime amichevoli di avere voglia di battagliare e di vincere”. Il tecnico sottolinea soprattutto la continuità dell’atteggiamento: “Cambiano gli interpreti, ma non cambia la ferocia, la fame e la voglia”.
“GIOCARE PER IL MESSINA È UN ALTRO MESTIERE” - Torrisi torna quindi sul significato della maglia: “Questa squadra ha capito dal primo giorno la responsabilità che ha nei confronti di un popolo, di una grande tifoseria e di un club”. Per l’allenatore la categoria non riduce il peso della piazza: “Lavorare e giocare per il Messina è un altro mestiere. Per le emozioni, per le pressioni positive e per la responsabilità”. Una responsabilità che estende anche alla proprietà: “Sta facendo investimenti importanti e sta dimostrando con i fatti di voler riportare il Messina dove merita”.
“A SCORDIA NON CI BASTAVA IL PAREGGIO” - La vittoria di Coppa viene utilizzata come esempio della mentalità richiesta. “Siamo andati a Scordia con umiltà, abbiamo recuperato la partita, l’abbiamo ribaltata e poi vinta”. Al Messina sarebbe bastato anche il pareggio per qualificarsi, ma la squadra ha continuato a cercare il successo: “Ha dimostrato ancora una volta di avere una cosa in mente: giocare tutte le partite per vincere”. Torrisi non pretende l’impossibile: “A volte ci siamo riusciti, a volte no e altre volte non ci riusciremo. Ma il DNA della squadra è chiaro”.
“SPERIAMO CHE TORNI QUELLO CHE I RAGAZZI HANNO GUADAGNATO” - Il tecnico mantiene prudenza sulla vicenda della penalizzazione ma non nasconde il proprio auspicio: “Dobbiamo continuare ad andare forte come abbiamo fatto fino a oggi e speriamo che tutto quello che questi ragazzi hanno sudato e guadagnato possa tornare”. Il messaggio resta comunque lo stesso delle ultime settimane: la squadra deve concentrarsi esclusivamente sul terreno di gioco.
“NON SONO GLI AVVERSARI A SCEGLIERE SEMPRE DI DIFENDERSI” - Sul piano tattico Torrisi respinge anche l’idea che tutte le squadre affrontino volontariamente il Messina con un atteggiamento rinunciatario. “Non so fino a che punto l’avversario parta sempre con questa idea. Penso che spesso sia il Messina a dominare e a costringerlo nella propria metà campo per quello che esprime quando ha la palla”. A Niscemi lo scenario potrebbe cambiare: “In casa probabilmente proveranno a fare qualcosa di diverso e non soltanto a difendere”.
“DOBBIAMO FARE IL MESSINA OVUNQUE” - La possibilità di trovare maggiori spazi non modifica il piano gara: “Dobbiamo andare lì con le nostre competenze, le nostre convinzioni e i nostri concetti. Rispettiamo una squadra che sta facendo bene, ma dobbiamo fare il Messina ovunque”. Torrisi ribadisce la filosofia che accompagna la squadra dall’inizio della stagione: “Siamo costruiti per cercare di imporre il nostro gioco e dominare l’avversario”.
“SE C’È DA SOFFRIRE, BISOGNA SAPERLO FARE” - Dominare non significa però pensare di controllare ogni minuto. “Ci saranno fasi nelle quali bisognerà soffrire. È successo a Gioiosa e ad Augusta e può succedere anche domani”. Torrisi chiede maturità anche senza pallone: “Quando c’è da difendere bisogna saper difendere bene, abbassarsi e accettare per qualche minuto che l’avversario giochi nella nostra metà campo”. Finora, però, è accaduto raramente: “Speriamo continui a succedere poco, perché significherebbe essere sempre nella metà campo avversaria. Noi giocheremo sempre per questo”.
Il Messina arriva così al primo confronto diretto con una delle principali rivali indicate alla vigilia del torneo. Per Torrisi non è ancora la partita che decide il campionato, ma è certamente un test diverso dagli altri: un avversario forte, un campo difficile e la possibilità di misurare ancora una volta quanto l’identità costruita nei primi mesi riesca a resistere a tutto ciò che continua ad accadere intorno alla squadra.

Sezione: Acr Messina / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 17:23
Autore: MNP Redazione / Twitter: @menelpallone
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