Ultimo atto del "pagellone" di fine anno dedicato ai reparti di centrocampo e attacco, principali finalizzatori del gioco offensivo biancoscudato in questo campionato, nel quale 36 reti sul totale di 41 segnate (incluso l'autogol contro la Casertana in casa) sono arrivate da trequartisti, mediani o attaccanti. Inoltre, 10 sconfitte su 15 e 7 vittorie su 11 sono maturate con il minimo scarto, contro o a sfavore del Messina, a dimostrazione di una buona competitività complessiva del collettivo all'interno del campionato.
CENTROCAMPISTI –
Giulio Frisenna: alla sua prima vera esperienza tra i professionisti dopo le promettenti stagioni a Licata, il biondo ragazzo catanese dimostra di poterci stare comodo in questa categoria, mettendoci personalità, doti tecniche, atletiche e balistiche non banali. Deve ancora migliorare nell’attenzione ed applicazione durante tutto l’arco delle singole partite, ma le promesse e le premesse sembrano ottime. Prospetto. Presenze 32, minuti giocati 2430, reti 3, assist 3, ammonizioni 5, espulsioni 2 – Voto 7,5
Domenico Franco: le aspettative nei suoi confronti erano abbastanza alte, dopo le 4 giornate di assenza per una squalifica da scontare risalente alla stagione precedente, ma deve passare un po’ di tempo prima che carburi. Lo aiuta il cambio di modulo, perché, con un altro mediano al suo fianco, il rendimento migliora in modo esponenziale e lui diventa uno dei leader in campo, meno appariscente di altri, ma altrettanto importante. Riferimento. Presenze 31, minuti giocati 2397, reti 1, assist 2, ammonizioni 9, espulsioni 1 – Voto 7
Francesco Scafetta: ragazzo valorizzato l’anno scorso da Modica a Vibo, arriva a Messina in prestito dal Bari e qui accumula una stagione molto formativa, perché il tecnico lo schiera in tutte le posizioni da laterale o interno a centrocampo, attacco e perfino in difesa. Inizia tra i titolari, poi scala nelle gerarchie, ma è quasi sempre la prima scelta nei cambi. Soldatino. Presenze 30, minuti giocati 1419, assist 1, ammonizioni 6 – Voto 6
Marco Firenze: alla prima giornata sul campo del Cerignola firma il pareggio con una punizione deliziosa allo scadere, sembra potere essere l’uomo in grado di cambiare l’equilibrio delle partite, poi inizia un saliscendi dovuto un po’ al suo carattere tutt’altro che remissivo, ma anche a qualche piccolo acciacco fisico, perde la continuità di rendimento e, nel girone di ritorno, dopo la splendida prova di Caserta, parte dall’inizio solo all’atto finale col Monopoli. Incompreso? Presenze 25, minuti giocati 1361, reti 1, assist 2, ammonizioni 5, – Voto 6
Francesco Giunta: tornato nella sua città dopo una carriera trascorsa in giro per l’Italia, si fa sempre trovare pronto quando Giacomo Modica lo chiama in causa, ritagliandosi minuti di sostanza in un reparto che, una volta trovata la quadra, non gli concede troppo spazio. Bellissimo l’unico gol segnato, a Crotone, con la maglia biancoscudata. Figliol prodigo- Presenze 25, minuti giocati 1076, reti 1, assist 2, ammonizioni 3– Voto 6,5
Marco Civilleri: si riaffaccia in C dopo la bella esperienza a Taranto, mettendosi di nuovo in discussione dopo avere fatto la scelta di vita trasferendosi a Sansepolcro nella quarta serie toscana con la prospettiva di concludere lì la carriera e poi iniziare un nuovo lavoro. La chiamata a Messina gli consente di riprendere ritmi da professionista e il suo ruolo diventa importante più all’interno del gruppo che non in campo, anche se i 54’ a Benevento sono di ottima qualità e sostanza. Roccia - Presenze 9, minuti giocati 107- Voto ng
ATTACCANTI –
Michele Emmausso: arrivato con la fama di calciatore estroso ma discontinuo, disputa un girone di andata quasi tutto confermando questa nomea, perché a volte si estranea e diventa quasi indisponente, mostrando solo qualche sprazzo di classe e un paio di trasformazioni dal dischetto, roba non banale da queste parti. Il gol contro il Catania lo trasforma, assume i superpoteri e, per tre mesi, diventa uno dei fattori determinanti della rinascita giallorossa, assolutamente imprendibile per qualsiasi difesa. Genio- Presenze 34, minuti giocati 2267, reti 10, assist 3, ammonizioni 10, espulsioni 1 – Voto 8
Marco Zunno: ex promessa con la maglia del Novara, passa di proprietà della Cremonese che lo dà in prestito al Piacenza, dove retrocede e si immalinconisce, arrivando a Messina con un atteggiamento che, dall’esterno, sembra troppo remissivo. Parte da titolare, poi, piano piano, retrocede nelle gerarchie e sembra destinato al taglio nel mercato di riparazione. La svolta al minuto 61 del derby col Catania, quando entra in campo e spacca letteralmente in due il match. Si conquista, a suon di prestazioni sempre più convincenti, il posto di inamovibile, mettendoci anche una insospettabile forza fisica e tantissima caparbietà. Le giocate che fa vedere da lì in poi, sono letteralmente fuori categoria, prende confidenza con la rete e diventa l’uomo vetrina di questa squadra. Predestinato - Presenze 33, minuti giocati 2127, reti 7, assist 3, ammonizioni 3 – Voto 8
Vincenzo Plescia: reduce da alcune annate non proprio esaltanti ad Avellino, firma col Messina dopo una trattativa non immediatamente positiva, si mette totalmente a disposizione delle idee proposte dal tecnico, acquista la piena forma fisica, trovando la via del gol in una fase del girone di andata, poi il cambio di modulo lo costringe a fare il lavoro sporco mettendolo poche volte in condizione di concludere verso la porta avversaria. La corsa liberatoria verso la curva dopo la rete col Sorrento e il bellissimo gesto tecnico del gol con il Monterosi testimoniano grandissima voglia di dare il massimo per questa maglia. Il suo bottino realizzativo non è sicuramente da bomber, ma è sempre servito a dare i tre punti al Messina. Un fattore non da poco. Generoso – Presenze 34, minuti giocati 2049, reti 5, ammonizioni 1, espulsioni 1 - Voto 6
Nino Ragusa: il salvatore della patria giallorossa con quel magnifico gesto tecnico nel finale del playout con la Gelbison, inizia questa stagione con un fastidioso guaio muscolare che non gli consente di restare al passo dei compagni sul piano fisico. Lui si mette a disposizione della squadra, svolge la funzione di leader nel momento più complicato dal punto di vista dei risultati e, acquisita una condizione migliore, fa vedere qualche sprazzo di classe al suo livello. Non troppo fortunato, o cattivo, sotto porta, questo aspetto lo penalizza, ma alcuni suoi recuperi o partite di puro sacrificio valgono tanto nell’economia complessiva della squadra. Grazie di cuore e arrivederci - Presenze 35, minuti giocati 1911, reti 1, assist 1, ammonizioni 7 – Voto 6
Marco Rosafio: è il colpo del mercato invernale, frutto della sua grandissima voglia di ritornare nella piazza in cui aveva ripreso e rilanciato la sua carriera 7 anni prima. Il suo arrivo dà la scossa motivazionale al gruppo, indispensabile per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica, perché avere un compagno come lui rassicura chi gli gioca accanto e, nello stesso tempo, stimola tutti a dare il massimo. Fisicamente, però, non è in grado di reggere ritmi altissimi per tutti i 90’, quindi si amministra, ma, quando riesce a mettersi in moto, fa la differenza. Si rimprovera, a ragione, di non aver segnato di più. Booster - Presenze 16, minuti giocati 1123, reti 2, assist 4, ammonizioni 2 – Voto 7
Carlo Cavallo: presentato come uno dei giovani migliori in serie D nella passata stagione, ex promessa nelle giovanili della Juventus, è uno degli elementi sui quali punta di più Giacomo Modica nelle prime partite. Le sue prestazioni, però, da incoraggianti, con un bellissimo gol inspiegabilmente annullato a Francavilla, diventano, a mano a mano, sempre più involute, e, poi, l’arrivo di Rosafio, oltre al cambio del modulo, ne limitano sempre di più l’impiego. Ottima l’ultima apparizione a Monopoli, ma ormai i giochi erano fatti. Peccato - Presenze 20, minuti giocati 929, assist 1, ammonizioni 2 – Voto 5,5
Pierluca Luciani: reduce da due anni di stop per una serie incredibile di infortuni, il ragazzo di proprietà del Frosinone spreca alcune chance concesse dal tecnico peccando di poca personalità, poi si assesta, sfrutta meglio altre occasioni in cui va in campo e, alla fine, porta a casa uno score non banale considerando il minutaggio complessivo, anche se le reti con Juve Stabia e Monopoli sono ininfluenti sul risultato. Wannabe - Presenze 25, minuti giocati 772, reti 4, ammonizioni 1 – Voto 5,5
Sabino Signorile: prestito dal Cerignola arrivato a gennaio, paga dazio al ritardo di condizione, poi si sistema in panchina e viene utilizzato negli ultimi turni. Ha sul sinistro la palla del clamoroso pareggio al “Massimino” proprio all’ultimo secondo di recupero, ma trova sulla sua strada Furlan e un direttore di gara che non concede nemmeno il corner. A un centimetro dalla storia - Presenze 4, minuti giocati 54 - Voto ng
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