La pubblicazione dei calendari, di fatto, dà il via alla stagione agonistica 2022-2023 anche per la serie C, dopo lo stop forzato dovuto all’attesa per il dispositivo dell’ordinanza che il Consiglio di Stato ha discusso giovedì 25 agosto e pubblicato ieri mattina.
FINISCE L’ATTESA - L’organo di giustizia amministrativa ha riconosciuto come primario l’interesse della Figc e della Legapro a tutelare il sistema delle licenze nazionali rispetto a quello del Campobasso e, in subordine, del Teramo di mantenere l’iscrizione in serie C. In tal modo, si è chiuso definitivamente lo spiraglio aperto a inizio di agosto dal dispositivo cautelare del dottor Barra Caracciolo, con cui lo stesso Consiglio di Stato sospendeva la decisione del Tar avversa al Campobasso, sostenendo che comunque la società molisana, essendo solvibile, non doveva essere condotta al fallimento dalla perdita della categoria. Quindi, nel pomeriggio di ieri, il presidente della serie C Ghirelli ha condotto una diretta social nella quale si è proceduto alla definizione dei calendari per i tre gironi di terza serie. Toni dimessi da parte del vertice di una organizzazione che rappresenta 60 società professionistiche, la parte più debole di un sistema completato dalle 20 damigelle cadette e dalle 20 regine della massima serie, che, ogni estate, puntualmente, deve attendere l’esito dei gradi di giustizia sportiva, con l’appendice di quella amministrativa, prima di poter fissare almeno le date dei propri eventi. Eppure, negli ultimi anni, la serie C ha sfoderato eventi mediatici di buon livello, grazie alla presenza di piazze molto calorose, come le fresche promosse Modena, Palermo e Bari, o di realtà organizzate come il Sudtirol Bolzano, ma resta quell’alone di precarietà con troppe squadre che non hanno la forza economica o la capacità finanziaria per portare avanti il professionismo. Restiamo sempre in attesa delle riforme vere e di una profonda ristrutturazione di tutta la struttura organizzativa mirando davvero alla valorizzazione dei giovani, intesa non come mera monetizzazione dell’impiego di esuberi dalle squadre primavera, ma nell’ottica di investimenti seri in strutture e formazione degli addetti ai lavori a tutti i livelli. In ogni caso, cento società professionistiche sono troppe in Italia, un numero che non ha riscontri nel resto delle nazioni europee più evolute, dove si valorizza davvero la credibilità del prodotto offerto e non ci si ferma a vuoti slogan, come, purtroppo, da troppo tempo avviene dalle nostre parti.
LA VIGILIA - In ogni caso, finalmente, si parte il prossimo 4 settembre e, al di là delle frasi fatte (“tanto prima o poi si deve giocare contro tutti”), il Messina sarà chiamato ad un avvio davvero molto complicato. Affrontare nelle prime 5 giornate, nelle tre settimane dal 4 al 25 settembre, Crotone e Viterbese in casa, Virtus Francavilla, Avellino e Catanzaro in trasferta, non si può certamente definire una passeggiata di salute. Le due calabresi, gli irpini e i pugliesi rientrano, insieme al Pescara, nelle top 5, almeno secondo i pronostici della vigilia, mentre gli uomini di Auteri non hanno ancora ben chiaro il proprio valore, vista l’assoluta assenza di test probanti contro squadre di pari categoria durante questo lunghissimo precampionato. È anche vero che le “corazzate” possono avere problemi di coesione e sono costruite per raggiungere il massimo del rendimento in periodi lunghi di tempo, ma comunque si tratterà di un banco di prova serissimo per questa squadra costruita basandosi molto sui giovani e sulla bontà delle idee tecnico tattiche oltre che sul carisma del proprio allenatore. Gaetano Auteri è condottiero rotto a tutte le intemperie e sicuramente darà carica ed indicazioni giuste ai propri uomini, ma, a questo punto, occorre stringere le operazioni di mercato programmate nei giorni che ci separano dal 31 agosto e dare al mister la rosa più completa possibile già a partire dalla prossima settimana. Un mantra di questo nuovo corso è quello della “programmazione pluriennale”, ma, nello stesso tempo, una costante dell’esperienza di Pietro Sciotto alla guida del Messina, iniziata ad agosto 2017, è stata quella delle partenze stentate, per mille motivi non sempre dipendenti direttamente dalle scelte o dalla volontà della proprietà. È bene prepararsi fin da subito alle difficoltà relative al livello degli avversari, valutando con il giusto equilibrio tutto ciò che capiterà in questo primo mese di campionato, perché scelte troppo comode o eccessivamente avventate comprometterebbero tutto. Fuori i secondi, quindi, perché, da lunedì, è già vigilia di Messina-Crotone, la prima tappa di un cammino che dovrà, finalmente, essere quello del ritorno della passione dei messinesi verso la loro vera squadra del cuore. Buon campionato a tutti!
Autore: Davide Mangiapane / Twitter: @davidemangiapa
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