Una sfida ancora aperta, ma il Messina, ieri pomeriggio, ha sprecato il primo round dei playout non riuscendo a vincere con il favore del campo ed il pubblico amico, ma soprattutto perché ha dato l’impressione di aver smarrito quell’impeto che è stato alla base dell’andamento durante l’ultima fase della stagione regolare. In realtà, è stato il Foggia a sfruttare al meglio la sosta per ritrovare le basi dello spirito di squadra perso durante le sciagurate 7 giornate conclusive, caratterizzate da 6 sconfitte consecutive e uno 0-0 a Picerno, venendo quasi costretto a giocare questa appendice per la salvezza.
I satanelli sono stati bravi nel mettere l’atteggiamento giusto, umile ma deciso, puntando sulla fisicità nei duelli individuali e creando sorpresa per lo spostamento di alcuni uomini nel proprio schieramento, finalizzato a inaridire le fonti di gioco giallorosse. Annullata l’arma Garofalo, limitato Luciani, Tordini messo in difficoltà sul primo controllo, diversi rossoneri si sono dedicati esclusivamente a schermare gli avversari ed il Messina non ha la freschezza atletica per poter trovare rapide alternative, per cui il risultato è stato un blocco delle iniziative offensive, ma anche la poca lucidità nella rifinitura, oltre a uno scarso istinto feroce nelle chance su calcio piazzato, essenziali per poter cambiare gli equilibri in partite di questo tipo. Alla fine, giusto lo 0-0, e, quindi, Foggia favorito per la salvezza, ma il Messina ha una settimana di tempo per ritrovare la giusta via, concentrandosi solo sul lavoro in allenamento e sulle strategie da seguire per portare a casa un miracolo sportivo, considerando l’attuale situazione.
Brucia la mancata vittoria, perché una presenza di pubblico così massiccia avrebbe portato una maggiore convinzione in tutti, solo che, adesso, serve esclusivamente l’attenzione massima, l’applicazione totale e il cinismo di chi sarà chiamato a difendere in campo la biancoscudata. Per poter cogliere, anche all’ultimo istante, quel risultato adesso insperato, ma ancora possibile. Passando alle valutazioni dei singoli, Antonio Gatto (voto 5,5) riesce a non far andare fuori giri la squadra nel momento di maggiore difficoltà, anche se perde il confronto con il collega di panchina, più capace a scegliere uomini, atteggiamento e tattica nei primi 90’, ma il tecnico calabrese ha ancora un match per riscattarsi, quello decisivo.
Krapikas (7), un solo intervento fuori le righe, ma decisivo per l’esito della gara, perché ha la prontezza di riflesso al momento in cui Sarr colpisce il pallone da molto vicino, oltre a un pizzico di fortuna.
Lia (6) spreca, con alcuni errori plateali, soprattutto ad inizio gara, l’applicazione con cui vive il resto dei 90’, raggiunge comunque la sufficienza, ma serve qualcosa in più nell’ultimo atto. Gelli (6,5) francobolla Sarr, non proprio un fulmine di guerra, ma prevalendo anche sul piano fisico, soffrendolo, però, quando l’avversario si spende in un pressing continuo, limitando le capacità tecniche del ragazzo fiorentino. Dumbravanu (5,5) prova meno convincente del solito, con l’esitazione in occasione del quasi gol di Sarr che consente a Gala di aggirarlo troppo facilmente in piena area. Haveri (6) alterna buone cose a presunzione in prolungate progressioni solitarie con palloni persi potenzialmente pericolosissimi.
Petrucci (5) regredisce alla prima parte di stagione, stentando a trovare ritmo e passo giusti per un impegno così pressante. Il primo ad essere sostituito è lui, dopo 60’, per Dell’Aquila (6,5), frizzante ma non abbastanza da forzare il fortino rossonero. Buchel (6) da lui passano decine di palloni, quasi tutti giocati con giudizio e freddezza, però il raggio di azione del regista giallorosso viene limitato dalla schermatura continua da parte dei due attaccanti e, quindi, mancano gli spunti geniali in impostazione oltre alla necessaria lucidità quando si tratta di rifinire nei pressi dell’area rossonera. Il suo piede deve essere micidiale sui calci piazzati, ha ancora una chance per dimostrarlo. Crimi (7) a volte va fuori giri, ma è sempre presente, nel recupero dei palloni così come quando si tratta di attaccare o aiutare il compagno. Poco fortunato nelle occasioni in cui si affaccia nell’area foggiana. Masterclass di comunicazione nella sala stampa del "Franco Scoglio" dopo il match.
Garofalo (6) viene fatto oggetto di una marcatura a uomo da Felicioli, fin quando scala a centrocampo e cambia altri due ruoli, raggiungendo la sufficienza solo per la sua abnegazione. Nei minuti finali gli subentra Chiarella (sv), avvio promettente, non confermato nel recupero. Luciani (5,5) si sbatte, ma Parodi lo francobolla per 90’ oltre il recupero con una marcatura d’altri tempi. Ha una sola chance, ma la spreca ciabattando la conclusione. Tordini (5,5) come tutto il reparto avanzato soffre le attenzioni speciali rivoltegli dagli avversari, specialmente Salines, alla lunga si innervosisce ed esce dal campo dopo 79’. Al suo posto Costantino (sv), ancora una volta evanescente.
In conclusione, non tutto è perduto, ma serve assolutamente l’impresa su un campo complicato e contro una squadra che ha ritrovato le basi per poter tenere il confronto in modo degno. Allo “Zaccheria” farà molto caldo, ma servono mente fredda e tanto carattere per poter tornare a casa con la salvezza in tasca e un mattone sul quale poter costruire il futuro.
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